Papers

Putin, il nostro agente a Panama

La logica non è altro che la ragione del più forte, almeno così parrebbe assistendo alle incredibili giravolte intorno ai Panama Papers, sulla cui opacissima scoperta e diffusione ho già dedicato un post (vedi qui), un balletto sgraziato e ormai imbarazzante per chi è costretto a fare il burattino in scena. Succede che lo scandalo diretto come un siluro contro i nemici dell’impero ha finito più per colpire gli amici…


Lo scoopone scientifico della Casa Bianca

Il senso di onnipotenza e l’idea di poter avere un controllo globale sulle opinioni pubbliche finisce per ottenebrare il senso di realtà e per giocare brutti scherzi a quelli che i brutti scherzi sono abituati a idearli e a gestirli. Così ci si è illusi che tirare fuori lo scandalo dei Panama Papers facendo in modo che nell’elenco dei croceristi off shore del denaro opaco non comparisse nemmeno un nome…


Il punto di Giulietto Chiesa: “Panama Pampers”

A che servirebbe questa superbomba, questa “soffiata” mondiale? Se guardiamo bene tra i nomi fino ad ora usciti, non c’è neanche un miliardario americano. I padroni del mondo non ci sono. Vedremo spulciando negli oltre 11 milioni di files, se troviamo un Rotschild o un Rockfeller. O anche solo un Soros. Invece chi c’è? Indovina. C’è Putin. Anzi, non c’è. Ci sono i suoi “amici”. Ma la foto di Putin…