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La foto del soldato che ha ucciso 16 civili a Kandahar
È il sergente Robert Bales, 38 anni, americano, il soldato ritenuto responsabile della strage di civili in cui hanno perso la vita 16 persone compiuta nella notte tra sabato 10 e domenica 111 marzo nella provincia di Kandahar, in Afghanistan.
L’identità dell’uomo, che è arrivato nella mattina del 17 marzo presso la base militare di Fort Leavenworth, in Kansas, dove è tenuto in una cella di isolamento in attesa di essere processato, è stata rivelata da ufficiali americani. Bales non è stato ancora formalmente incriminato, ma la decisione di trasferire il soldato nella base di Fort Leavenworth ha mandato su tutte le furie il presidente afghano Hamid Karzai, che ha chiesto alle truppe americane di restare confinate nelle loro basi fino al 2013, anno del ritiro anticipato del contingente statunitense. LA RABBIA DI KARZAI.
Karzai si è anche lamentato per come stanno proseguendo le indagini sulla strage e ha accusato gli americani di non collaborare alla ricerca delle prove per incriminare il militare. Bales aveva già partecipato alla guerra in Iraq, ed era alla sua prima missione in Afghanistan. Si era distinto nelle operazioni militari in Iraq ed era stato anche decorato. I siti web che avevano pubblicato fotografie e storie sul soldato, tra cui anche una pagina risalente al 2009 del sito del dipartimento alla Difesa Usa, sono stati oscurati dopo che è stata svelata la sua identità. Bales non è stato ancora formalmente incriminato, ma è l’unico sospettato per la strage sebbene le autorità afghane continuino a denunciare il coinvolgimento di più di un americano.
Afghanistan: 17 civili uccisi e bruciati da un soldato americano in preda a un raptus!
È di 17 civili uccisi il bilancio della strage compiuta da un soldato americano in preda a un raptus nella provincia di Kandahar, nel sud dell’Afghanistan. Il militare ha sparato casa per casa e il bilancio non è ancora stato confermato dall’Isaf che finora ha soltanto dato notizia di «un incidente che ha causato vittime civili». Dopo la strage il militare è rientrato e si è consegnato ai commilitoni che lo hanno arrestato.
Il presidente afghano Hamid Karzai ha annunciato che ci sono nove bambini e tre donne tra le vittime della strage.
«Bruciati anche i bambini» «Sono entrato in tre case e ho contato 16 morti, inclusi bambini, donne e uomini anziani», racconta in una testimonianza un reporter dell’agenzia Afp che ha visitato i villaggi afghani dove un soldato americano stamani ha compiuto una strage di civili. «In una delle abitazioni c’erano i corpi di dieci persone, fra cui donne e bambini, che erano stati tutti uccisi e bruciati in una stanza. Un’altra donna invece giaceva morta all’entrata della casa. Sono stati uccisi e bruciati. Ho visto (fra i cadaveri) almeno due bambini di età fra i due e i tre anni, che erano stati bruciati».
In presa a un raptus
Dalle prime ricostruzioni sembra che il soldato sia uscito a notte fonda (le 3 del mattino) da una base nel
distretto di Panjwayi e abbia vagato nei vicini villaggi di Alokozai e Garrambad sparando ai civili, comprese donne e bambini. Il militare era apparentemente in preda a un raptus, forse dovuto a esaurimento nervoso. Secondo il ministro per gli Affari tribali e di confine, Asadullah Khalid, il soldato americano ha ucciso le vittime dentro le proprie abitazioni.
La condanna di Karzai: atto imperdonabile Il presidente afgano Hamid Karzai ha condannato il massacro: «Il governo ha condannato a più riprese le operazioni condotte sotto il nome della guerra al terrorismo, che hanno causato perdite civili», ha detto Karzai in un comunicato. «Ma quando gli afgani sono uccisi deliberatamente dalle forze americane, si tratta di un assassinio e di un’azione imperdonabile», ha detto.
L’ambasciata Usa: rischio rappresaglie
L’ambasciata Usa a Kabul avverte che rappresaglie anti-americane sono possibili in seguito alla strage condotta da un militare Usa nel sud dell’Afghanistan. Lo si legge in una nota diffusa dalla stessa ambasciata ai media. Alla notizia della strage una folla minacciosa si è infatti radunata attorno alla base americana e l’ambasciata Usa ha già raccomandato ai propri cittadini di evitare viaggi nella zona.
L’Isaf in un comunicato ha espresso cordoglio per le vittime di quello che ha definito come un fatto «profondamente deplorevole», ma senza fornire un bilancio, e ha promesso un’inchiesta congiunta dei militari Usa e delle autorità afghane.
La preoccupazione della Casa Bianca La Casa Bianca, profondamente preoccupata dalla notizia del soldato americano che ha aperto il fuoco su civili afgani, comunica che sta seguendo da molto vicino la situazione.

















