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Pistola alla tempia
Il Governo ha una pistola alla tempia. Il colpo in canna. Sulla pallottola sono incise tre lettere I-M-U. Una tassa non soppressa, ma solo posticipata.
Una cartuccia da sparare da parte di Berlusconi quando l’IMU dovrà essere eliminata alla fine dell’estate. Il Governo si accorgerà allora, con stupore, che ciò non è possibile. Non ci saranno fondi per finanziare i Comuni che, in assenza dell’IMU, rischierebbero di non garantire i servizi primari. Con l’incedere dell’autunno non sarà stato infatti operato alcun taglio di spese inutili (qualcuno si ricorda ancora della leggendaria eliminazione delle Province?) per trovare risorse di copertura.
Il Nipote di suo Zio, in arte Capitan Findus, il merluzzo scongelato, lo sa perfettamente. Il grilletto della pistola si chiama evasione fiscale per cui è stato condannato in appello Berlusconi, il Vero Presidente del Consiglio. L’indice sul grilletto è la sentenza della Cassazione che potrebbe rendere definitiva la condanna a quattro anni di carcere e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e cancellare definitivamente dalla vita pubblica un incubo ventennale. La sentenza è attesa per ottobre, forse novembre.
Prima che ciò accada l’Evasore in Secondo Grado griderà al tradimento per la mancata abolizione dell’IMU e denuncerà la catastrofica situazione economica. Che è certa. Squinzi di Confindustria due giorni fa ha annunciato la possibilità di un ritorno al passato, al dopoguerra, di chiusura del sistema industriale, di crollo del Nord. Uno scenario degno del romanzo “La strada” di Corman McCharty.
Le sue parole sono un anticipo dell’Autunno Freddo che ci aspetta. Berlusconi cavalcherà la paura del disastro economico accusando i comunisti (?) di una politica recessiva. La legge elettorale, se cambierà, sarà disegnata come un vestito su misura per farlo vincere e conquistare la maggioranza parlamentare. Diventerà intoccabile. Qualcuno alzerà il cane della pistola. Si sentirà un clic.
Uno sparo.
Il colpevole, come sempre, sarà il maggiordomo, alias pdmenoelle, il miglior amico di Berlusconi, il classico cane affettuoso che lecca sempre la mano del padrone con immutato entusiasmo.
Processo Ruby, chiesti 6 anni di carcere per Berlusconi!
La requisitoria del Pm Boccassini che chiede pure l’interdizione perpetua dai pubblici uffici
Il pm Ilda Boccassini, al termine della requisitoria, ha chiesto 6 anni di reclusione per l’ex premier Silvio Berlusconi, imputato di concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby.
Il pm Ilda Boccassini ha anche chiesto per Berlusconi l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. (ANSA)
“Prima del 14 febbraio non abbiamo dubbi che Ruby si prostituisse”. Lo ha detto il procuratore aggiunto Ilda Boccassini nella sua requisitoria a Milano al processo che vede Silvio Berlusconi accusato di concussione e prostituzione minorile.
E ”non vi è dubbio che Karima abbia fatto sesso con l’imputato e che ne abbia ricevuto dei benefici”.
Quanto alle serate ad Arcore, il pm ha sostenuto che, in base ai tabulati telefonici acquisiti, la giovane marocchina ha ”anche dormito nella residenza di Berlusconi il 20 e 21 febbraio, il 9 marzo, il 4 e 5 aprile, il 24, 25 e 26 aprile 2010 e l’1 e il 2 maggio 2010”. Inoltre “nel momento in cui Karima viene portata ad Arcore, Emilio Fede sapeva che quella ragazza era minorenne; non poteva non saperlo”. E’ un altro passaggio della requisitoria. “Possiamo immaginare – ha continuato Boccassini – che Fede non abbia mai avvertito Berlusconi che stava introducendo nelle serata di Arcore una minorenne?”. E anche ”Nicole Minetti, oltre a Conseisao e Pasquino, è consapevole della minore età di Karima. Sa quello che succede ad Arcore ed è del tutto evidente che quando si precipita in Questura (la sera del 27 maggio 2010, ndr) sa che Karima è minorenne” ha sostenuto il pm, aggiungendo che ”il funzionario della Questura non poteva non sapere chi fosse Nicole Minetti”.
Riferendosi poi al capo di gabinetto della Questura di Milano, ”non poteva non sapere chi fosse
Nicole Minetti e che tipo di affinità ‘elettive’ avesse con Berlusconi” ha sostenuto Boccassini, ricostruendo la chiamata dell’ex premier a Pietro Ostuni per l’affidamento di Karima. La prima telefonata tra i due, ha spiegato Boccassini, avviene alle 23:49. “Prima di questa, Michelle Consensao aveva parlato con Berlusconi e lei era consapevole della minore età di Ruby”. Nel corso della prima telefonata, Berlusconi segnala in Questura “la nipote del presidente Mubarak”.
”Quando Ostuni chiama il Questore sa che quella di Mubarak è una colossale balla” ha detto il procuratore
aggiunto, aggiungendo che “la minorenne era già stata fotosegnalata” e nel corso delle prime telefonate Ostuni era stato messo al corrente che Ruby aveva negato di essere la nipote dell’ex presidente egiziano. Quella notte “il pm Annamaria Fiorillo aveva autorizzato a trattenere Karima in Questura fino al mattino successivo” ha detto Bocassini, ricostruendo nella sua requisitoria le telefonate intercorse tra il magistrato di turno del Tribunale dei Minori e la funzionaria della Questura, Giorgia Iafrate, nella notte tra il 27 e il 28 maggio. Le “pressioni” di Berlusconi avrebbero poi, secondo il magistrato, costretto i funzionari della Questura ad agire diversamente, affidando Ruby a Nicole Minetti. “Avvilenti le dichiarazioni della Iafrate che afferma che Fiorillo le aveva dato il suo consenso”. E’ invece “evidente e oltre ogni ragionevole dubbio che quella notte, a dispetto delle disposizioni di Fiorillo, la minore è stata consegnata a una prostituta tramite la Minetti, un rappresentante delle istituzioni”.
C’era quindi “una batteria, un apparato militare si scatena per proteggere la ragazza” ha sostenuto Boccasini. “Possiamo – ha aggiunto – credere a queste risibili dichiarazioni? E cioè che tutto ciò è stato fatto per proteggere una povera ragazza?”. Karima “ha un solo obiettivo, entrare nel mondo dello spettacolo“. Un sogno “che accomuna la stragrande maggioranza delle ragazze che frequentano la casa di Silvio Berlusconi, prostitute ma anche ragazze di buona famiglia” ha affermato Boccassini, spiegando che “tutte le persone volevano avvicinare il presidente con la speranza di ottenere favori, denaro e lavoro nel mondo dello spettacolo”. ”Ruby aveva da Silvio Berlusconi direttamente quello che le serviva per vivere in cambio delle serate ad Arcore” ha affermato il pm. Secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero, ”anche il primo maggio, senza che avesse fatto nulla, (Karima, ndr) ha con sé una notevole quantità di denaro in banconote da 500 euro”. Secondo il pubblico ministero, “a fronte di tutte le circostanze elencate”, una persona (Berlusconi, ndr) non “si attiva in questo modo” per una ”ragazzina conosciuta saltuariamente”. Le telefonate dell’ex presidente del Consiglio in Questura, di conseguenza, sono servite, per il magistrato a “coprire quello che accadeva durante le cene di Arcore” e la stessa concussione deriverebbe, secondo l’accusa, da questo intento. (ADNKRONOS)
Il PD blocca le Commissioni perché ha deciso di governare con Berlusconi?
Giusto un mese fa, nel pieno della più ignobile, feroce e strumentale pressione mediatica messa in atto da giornalisti ed improbabili politicanti nei confronti dei ragazzi del MoVimento 5 Stelle, affinché calpestassero quanto avevano promesso nel mese dello Tsunami Tour alle 72 Piazze d’Italia gremite di Cittadini in cerca di un vero Cambiamento, scrivevo con piena certezza, che questa era tutta una miserabile tattica che mirava esclusivamente a normalizzarci, invischiarci con loro, trascinarci nella stessa pochezza con cui questi personaggi hanno trascinato il destino del nostro Paese negli ultimi 30 anni!
La bieca strategia è proseguita per tutto il mese di Marzo e non si è ancora fermata.
La stretta sui Parlamentari ed Attivisti del M5S ha provato a far leva prevedibilmente sul grande senso del dovere, rispetto delle Istituzioni ed all’ansia dovuta al precipitare delle condizioni socio economiche in cui uno sciagurato quanto incompetente Governo (PD,PDL,UDC) Monti ci ha cacciati!
Oggi è l’11 Aprile e le mummie hanno capito che è giunto il momento di venire allo scoperto, la popolazione è esasperata al punto giusto, il messaggio che doveva arrivare fino al paesino più sperduto è arrivato.
Loro ci hanno provato, il M5S non vuole assumersi le sue responsabilità (!?), ora, per il bene del Paese, occorre un Governo di solidarietà Nazionale, è l’ora delle larghe intese, di un Governo del Presidente, e bla e bla… morale PD, Monti e PDL ufficializzeranno quanto definito ad inizio marzo, ovvero faranno nascere un Governo!
Nel frattempo invece di far partire le 14 Commissioni di Camera e Senato, tengono in vita le vecchie ed addirittura ne potenziano i poteri rendendole speciali! (inorridisco… il fascismo chiamava “speciale” ogni cosa).
E quale potrebbe essere il motivo di tutto questo?
Forse che il PD vuole governare con Berlusconi ed affinché Berlusconi non venga dichiarato ineleggibile da una Commissione, non ci devono essere Commissioni!
Come ci hanno ben spiegato in questi giorni i parassiti che da decenni vivono a nostre spese a Montecitorio, è “consuetudine” (che NON vuol dire che questo modo di operare è scritto in qualche Regolamento), dare la Presidenza delle Commissioni a chi fa opposizione.
E secondo voi se nasce questo Governissimo di scopo, chi saranno gli unici ad andare a fare l’opposizione?
E secondo voi se nasce questo Governissimo di scopo, chi saranno gli unici ad andare a fare l’opposizione?
Il MoVimento 5 stelle che mantienela sua Coerenza e … sorpresa, … la Lega Nord o GAL o altra roba fittizia!
Qualcuno mi farà notare che la Lega ha fatto Campagna elettorale con Berlusconi e quindi aderirà anch’essa al Governissimo… ma se così fosse, gli unici a fare opposizione sarebbero i ragazzi del M5S e quindi presiederebbero tutte le 14 Commissioni… e secondo voi questi personaggi ci farebbero presiedere senza problema la Commissione che dovrà votare l’Ineleggibilità di Berlusconi?
Secondo me no, per puro caso, quella Commissione sarà presieduta da un leghista e sempre per purissimo caso il voto sull’ineleggibilità NON arriverà MAI!
Così il PD potrà continuare a fare la parte per cui sarebbe pronto anch’esso a votare compatto col M5S e Mr. Berlusconi potrà stare sereno e tranquillo perché tanto quel giorno non arriverà mai.
Quello che questi arroganti, pressapochisti ignorano, non capiscono ed è il motivo per cui vinciamo noi, è che il MoVimento 5 stelle NON è un Partito, ma una Politica Pulita che sostituisce un’altra politica, quella del più melmoso inciucio!
Il MoVimento 5 stelle NON è in parlamento per gestire a proprio uso e consumo il potere, vogliamo portare questo potere fuori dai Palazzi e vogliamo condividere e far prendere le decisioni che determineranno il Futuro dell’Italia direttamente dal Popolo che ricordo è Sovrano!
Rocco Cipriano
Arriva l’intruglio Berlusconi-D’Alema
È arrivato l’uomo della trattativa impossibile, quella che dovrebbe mettere insieme le tre forze politiche «responsabili » per arrivare a un accordo senza il M5S. Anzitutto sulle presidenze di Camera e Senato, ma a seguire anche su un governo «istituzionale». E tra un mese, ovviamente, sul Quirinale.
Mentre Pierluigi Bersani ancora tesse la tela di un dialogo sempre più difficile con i cinquestelle e tiene aperta la porta a Mario Monti per la presidenza del Senato, D’Alema si muove ormai su un’altra scacchiera. Quella, appunto, di una trattativa che salti del tutto i grillini e punti soltanto su Pdl e Scelta civica. Una prospettiva che trova concorde Giorgio Napolitano, da sempre scettico sul tentativo in solitaria di Bersani.
Il presidente del Copasir avrebbe lanciato segnali precisi, suggerendo la candidatura alla presidenza della Camera di due montiani di area centrosinistra: Lorenzo Dellai e Renato Balduzzi. Un “consiglio” che è arrivato ai diretti interessati passando sopra la testa di Monti, il quale infatti ha denunciato con i suoi le «pressioni improprie» di queste ore verso alcuni esponenti di Scelta Civica perché accettino l’offerta.
L’irritazione del premier non è dovuta soltanto al fatto di essere stato scavalcato dalla diplomazia parallela dalemiana. Il problema vero è che Monti, nonostante Napolitano abbia bisogno di lui a palazzo Chigi finché il rebus istituzionale non sia sciolto, vedrebbe bene se stesso sullo scranno più alto di palazzo Madama.
Lo schema di gioco di D’Alema, che riguarda soprattutto il governo futuro di larghe intese, prevede invece che al Senato venga eletta Anna Finocchiaro con una larga maggioranza di Pd-Pdl-Lega e Scelta Civica. Dopo l’eventuale fallimento di Bersani, sarebbe proprio Finocchiaro – a quel punto presidente di palazzo Madama – ad essere chiamata da Napolitano al Quirinale per ricevere l’incarico di formare un «governo istituzionale».
Al suo posto verrebbe eletto al Senato un presidente del Pdl, magari ancora Renato Schifani. A chiudere il cerchio dell’accordo, la casella più importante, quella del Quirinale. Che, nello schema D’Alema, andrebbe ovviamente al Pd e non è difficile immaginare quale candidato potrebbe andarci.
Anche Berlusconi, chiuso ieri per tutto il giorno con i fedelissimi nella suite del San Raffaele, è stato messo al corrente dell’offerta. Tanto che Denis Verdini con una telefonata a Roma ha dato ordine di bloccare la manifestazione del Pdl che si sarebbe dovuta tenere oggi. «C’è aria di accordo», si è limitato a dire a chi gli chiedeva lumi.
Ma il Cavaliere non accetta la tattica del carciofo, non vuole sfogliare un petalo alla volta, pretende da subito un patto esplicito che riguardi anche il Quirinale e il governo. «Altrimenti – ha spiegato ancora ieri – per noi è meglio andare al voto a giugno. Renzi si è sgonfiato e, anche se il Pd dovesse candidare lui, saremmo noi stavolta a vincere il premio di maggioranza».
Berlusconi nell’intesa vorrebbe anche farci entrare una qualche forma di salvacondotto giudiziario, non
soltanto il riconoscimento politico di un ruolo da kingmaker. Quanto meno la garanzia di un voto contrario del Pd se mai dovesse davvero arrivare una richiesta di arresto. Sul Quirinale poi, ed è qui forse l’incaglio maggiore, Berlusconi non ha dato (ancora) via libera a una candidatura di area democratica. Né D’Alema ma nemmeno Giuliano Amato. «Stavolta tocca a noi».
Intanto sulla trattativa-ombra un primo passo avanti è stato fatto ieri. Dopo un colloquio segreto tra Finocchiaro e Calderoli, e una triangolazione con Bobo Maroni a Milano, è arrivato il via libera del Carroccio. Tanto che Calderoli, che dovrebbe diventare vicepresidente vicario del Senato, è uscito allo scoperto mettendo per primo il cappello sulla possibile intesa con un’intervista alla Padania.
Bersani ovviamente è consapevole di quanto sia sottile il ghiaccio sul quale sta pattinando e ha avuto sentore di cosa si muove sotto la superficie. Benché i suoi assicurino che la sintonia con D’Alema sia totale, è evidente che i due schemi di gioco sono molto diversi. Sembra infatti che il segretario Pd, conscio del pericolo, abbia chiesto una sponda a Mario Monti.
E un altro sicuro alleato è Dario Franceschini, che vedrebbe sfumare le sue ambizioni sulla presidenza della Camera se andasse in porto l’ipotesi D’Alema di metterci un Dellai o un Balduzzi. Così, tra queste manovre, si apre la diciassettesima legislatura. E le speranze di sbloccare lo stallo e i veti incrociati sono davvero al lumicino. Beppe Fioroni racconta di essere andato a trovare un affranto Bersani per tirarlo un po’ su di morale: «Vedrai Pierluigi che adesso, dopo aver finito il lavoro con il Conclave, lo Spirito santo avrà un po’ di tempo per concentrarsi su di noi».
Monti si butta a destra: meglio Berlusconi che Grillo
1 – SCELTA CIVICA:NASCE COMITATO DIRETTIVO, OLIVERO COORDINATORE
(ANSA) – Su proposta del presidente Mario Monti – informa una nota di Scelta Civica – si è insediato il Comitato direttivo provvisorio di Scelta Civica così composto: Presidenza: Andrea Riccardi (vice presidente vicario), Carlo Calenda (vice presidente), Ilaria Capua (vice presidente).
Coordinatore politico: Andrea Olivero. Membri: Ilaria Borletti Buitoni, Luciano Cimmino, Silvia Colombo, Lorenzo Dellai, Stefania Giannini, Mario Giro, Pietro Ichino, Linda Lanzillotta, Luigi Marino, Mario Mauro, Andrea Romano, Lidia Rota Vender, Milena Santerini. All’incontro in vista delle elezioni delle presidenze della Camera e del Senato, Scelta Civica sarà rappresentata dal Coordinatore Senatore Olivero, dai Senatori Lanzillotta e Mauro e dagli Onorevoli Dellai e Romano.
2 – MONTI CHIUDE A GOVERNO PD-M5S; MEGLIO LARGHE INTESE E RIFORME (ANSA) – Meglio un governo sostenuto da più forze politiche – Pd, Pdl e, se ci sta, Grillo – per fare le riforme necessarie al Paese che un governo Pd-M5S. E’ questo, in estrema sintesi, l’orientamento emerso dall’incontro di Mario Monti con gli eletti di Scelta Civica-Udc-Fli, secondo quanto riferito da alcuni presenti. Una posizione che, spiega un partecipante, si riflette sulla scelta dei presidenti delle Camere: “In Senato non saremo stampella nè del Pd, nè del Pdl per far passare nomi di una sola parte”.
Per quanto concerne i presidenti di Camera e Senato, spiega un partecipante, la nostra posizione nell’incontro con il Pd sarà molto chiara: “Non chiediamo ruoli, né incarichi, né tantomeno poltrone; vogliamo che ci sia un’apertura reale che impegni le forze politiche, a cominciare da Pd e Pdl, su un governo di scopo per fare le riforme troppo a lungo rimandate”. Nello stesso tempo però, aggiunge cercando di riassumere la posizione espressa da Monti, “non vogliamo essere usati dal Pd in funzione anti-Pdl, né dal Pdl per aggirare il dialogo con il Pd”.
Una posizione che si riflette sull’elezione dei presidenti della Camere: “Lavoriamo per un riconoscimento reciproco” di Pd e Pdl, riferisce uno dei presenti. Anche se non si nascondono le difficoltà di una simile strategia, visto il clima reso incandescente dai problemi giudiziari di Silvio Berlusconi. Ma nel corso dell’incontro è emersa l’esigenza di provarci ugualmente: “A noi – riassume un altro neo eletto – non interessa il governissimo o il governo di scopo in quanto tale, ma che si apra un ragionamento di tutte le forze politiche per fare le riforme”.
Anche con Grillo? “Certamente”, aggiunge la fonte, “anche con lui se vorrà fare davvero le riforme”. Durante l’incontro si è anche discusso di futuro della formazione che si è presentata alle elezioni: “Monti ha posto il problema non solo dei gruppi parlamentari ma, più in generale, del futuro”. In sostanza se fondere o meno Fli, Udc e Scelta Civica in un unico partito. A sciogliere il nodo ci proverà un apposito comitato.
3 – MONTI,CON PD PER ORA PARLIAMO DI PRESIDENZE CAMERA
(ANSA) – “Abbiamo messo a punto la linea che la nostra delegazione terrà nell’incontro di oggi pomeriggio con la delegazione Pd e abbiamo inoltre approfondito il tema della migliore organizzazione del nostro movimento politico, al di là dei due gruppi parlamentari che già ci eravamo impegnati a costituire come unitari prima delle elezioni”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti al termine della riunione al Senato con gli eletti di Scelta civica, Udc e Fli.
Ai giornalisti che gli chiedevano un commento sul come arrivare al nuovo governo, il premier ha detto che “il tema della consultazione di oggi da parte del senatore Zanda è molto preliminare rispetto a questo e riguarda i vertici delle istituzioni parlamentari, di Camera e Senato. Quindi, ogni cosa a suo tempo”. Quanto ai contenuti e alle proposte che verranno fatte nell’incontro con il Pd, Monti non ha fatto anticipazioni:”penso sia più riguardoso nei confronti dell’iniziativa presa dal Pd che i nostri rappresentanti illustrino la nostra posizione”. Della delegazione che incontrerà il Pd fanno parte Linda Lanzillotta e Mario Mauro per il Senato, Andrea Olivero, Lorenzo Dellai e Gianpiero D’Alia per la Camera.
4 – RINVIATA ELEZIONE CAPIGRUPPO SCELTA CIVICA, UDC E FLI (ANSA) – L’assemblea dei parlamentari di Scelta Civica, Udc e Fli hanno concluso la loro riunione nell’aula della commissione Difesa del Senato. Non è si è proceduto all’elezione dei presidenti di gruppo perché, a quanto si è appreso, è stato deciso di rinviare questa incombenza ai prossimi giorni
Dell’Orco (M5S) su ineleggibilità di Berlusconi e rinuncia al finanziamento pubblico ai partiti
I parlamentari del Movimento 5 stelle, che in questi giorni stanno seguendo gli iter per l’insediamento presso le rispettive Camere del Parlamento, ieri hanno avanzato alla politica e ai cittadini due proposte. Proposte che lanciamo direttamente ai cittadini affinchè facciano pressione sui rispettivi parlamentari, in primis del Partito Democratico perchè alle parole seguano fatti.
a) Il capogruppo portavoce in Senato Vito Crimi ha annunciato che il Movimento 5 Stelle porrà il tema dell’ineleggibilità di Berlusconi a Senatore applicando alla lettera la legge 361 del 1957 sul conflitto d’interessi. Un tema che dal 1994 in poi è sempre stato eluso e nascosto da parte anche dei parlamentari Pds, Ds e oggi Pd.
L’appello lanciato da MicroMega ad oggi ha raggiunto oltre 175.000 firme. Come voteranno i rappresentanti Pd all’interno della Giunta delle elezioni del Senato ?
b) Il Movimento 5 Stelle (http://www.beppegrillo.it/2013/03/il_m5s_rinuncia_ai_rimborsi_elettorali.html) per rispetto del referendum del 1993 ha rinunciato ad oltre 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, che si vanno ad aggiungere a quelli già rinunciati in Emilia Romagna (1,9 milioni euro), Piemonte (1,6), Sicilia (1,2 milioni euro). E’ stato rivolto un appello a tutti i partiti affinchè facciano lo stesso. Basta una firma. Il Pd potrebbe rinunciare a 48,9 milioni di euro, il Pdl 38 milioni di euro, Lista Civica con Monti-Udc (Senato) 8 milioni euro, Lega Nord 7,3 milioni euro, Scelta Civica Monti (Camera) 7,1 milioni euro , SEL 5,1 milioni, Fratelli Italia 1,6 milioni, Udc 1,5 milioni, Centro Democratico-Tabacci 422.000 euro, Megafono con Crocetta 399mila euro, SVP 388mila euro, Grande Sud 305mila euro. Totale oltre 160 milioni di euro. Il M5S vigilerà affinché questi 42 milioni di euro tornino alle casse dello Stato e all’erario e non siano spartiti tra i partiti. Se rinunciassero anche tutti altri ai nostri si aggiungerebbero ulteriori 119 milioni di euro che sarebbero a disposizione del bilancio dello Stato.
Basta una firma.
Facciamo appello a tutti i cittadini perchè sostengano queste proposte firmando gli appelli telematici e l’hashtag su twitter
#BersaniFirmaQui
Cosa faranno i parlamentari dei partiti eletti a Modena ?
(Michele Dell’Orco deputato Camera – Movimento 5 stelle)
Ilaria D’Amico strapazza Berlusconi e lo lascia senza parole sul finale
Berlusconi è andato ospite anche su Sky alla trasmissione di Ilaria D’Amico. Per farsi massacrare.
Uno scontro molto meno pubblicizzato di quello di Berlusconi vs Santoro ma forse più spettacolare.
Perchè Ilaria D’Amico ha risposto a tono punto per punto a Berlusconi. E lo ha anche zittito. Cosa che né Santoro né travaglio sono riusciti a fare.
Forse Berlusconi non era pronto ad un vero scontro ed ha sottovalutato l’avversario. Nessuno stratagemma ad effetto come la letterina a Travaglio da Santoro a Servizio Pubblico.
Un’intervista molto interessante quella di Ilaria D’Amico a Berlusconi. Non perché gli abbia fatto chissà quali domande. Tanto Berlusconi sa come non rispondere o fornire risposte insensate.
Ilaria D’Amico ha massacrato Berlusconi perché gli ha tenuto testa. Rispondendo a tono alle sue provocazioni e zittendolo.
Insomma l’invasione di Berlusconi in TV non è ancora finita. Anzi. Ma ci riserverà parecchie sorprese. Sembra infatti che Berlusconi abbia acquisito un nuovo potere: far sembrare i giornalisti veri dei beoti e far sembrare i giornalisti medi dei veri giornalisti. Ilaria D’Amico come Giletti meglio di Santoro.
La vera storia del crac Alitalia!
Facciamo un esempio di come si è inteso negli anni di Silvio Berlusconi utilizzare il pubblico danaro.
Negli anni 2000 Alitalia entra in crisi.
Nel 2008 non ha più soldi in cassa per pagare gli stipendi. La società Alitalia accetta l’offerta vincolante da parte di Air France – KLM: 1,85 miliardi di euro, un miliardo subito per azzerare i “buffi”, 850 milioni d’ investimenti dal 2009 in poi e una percentuale di azioni della società allo Stato e agli altri azionisti.
Berlusconi col cavallo bianco si mette di traverso, giura sulla Madonna e Padre Pio che se verrà rieletto fermerà lo scempio, stopperà i mangiarane in combutta col Mortadella e manterrà Alitalia in mani italiane. Già un concetto del genere avrebbe dovuto far bestemmiare i Santi, facendogli maledire se stessi.
Del resto ai più è sfuggita la differenza tra privatizzare una società e privatizzare una società.
A dicembre arriva la CAI, la gloriosa ammucchiata di banditi del pentapartito pronta a salvar l’ottovolante tricolore. La CAI mette sul piatto 427 milioni cash (solo 100 versati).
E già qui sembra una cazzata, ma non è nulla, perché la CAI non rileva tutta Alitalia, ne rileva soltanto una parte, quella che chiamano la “New Company” e indovinate qual è la parte che non rileva? La “Old Company”, direte voi.
No, col cazzo, nell’era Berlusconi il contrario di “New” è “Bad”, i vecchi non esistono, la vecchiaia è una terza o quarta giovinezza e il debito pubblico non è un problema perché sono soltanto numeri.
Dunque, la CAI lascia allo stato la BAD COMPANY, quella coi buffi, per intenderci, e si prende la parte sana con tanto di contratti e libertà decisionale pressoché assoluta. E quindi? Quindi un gran, benemerito, turgido e cicciotto pissellotto.
Andando avanti nella lettura del grande romanzo di salvataggio popolare della verginità di San Crispino Voltante scopriremo che mentre l’offerta Air France – KLM prevedeva 2.120 esuberi, quella CAI ne prevedeva 4 mila. E se la visione dei mangiarane prevedeva che l’hub italiano principale tornasse ad essere Roma (in barba ai leghisti) la CAI prevedeva che l’HUB principale tornasse ad essere esattamente Roma.
Quindi, niente, nel paese dei non vecchi, dei non vinti, dei non arresi, il governo Berlusconi ha venduto
Alitalia ai pionieri dei cieli, ha concesso sette anni di mobilità ai dipendenti per far star buoni i sindacati (70% di stipendio senza lavorare), ha agevolato gli scivoli, pagato i debiti pregressi e preservato l’italianità della grande minchia svolazzante.
Volete avere un happy ending? Il 12 gennaio 2009 Air France – KLM ha acquistato il 25 per cento del capitale della CAI per una somma vicina ai 322 milioni di euro.
Inoltre, come se nulla fosse, la ”New Company” (quella epurata dai buffi, che il profitto è privato e i buffi di Stato) ad oggi perde 630mila euro al giorno e il 12 gennaio 2013, giusto il tempo di tornare da Courmayeur, finisce il periodo di lock up per gli azionisti protagonisti del salvataggio.
Il periodo di lockup significa che adesso finalmente potranno vendere tutto il baraccone ad Air France – KLM, rientrare dei 100 milioni rimasti in sospeso e alzarci male che va un’altra mezza miliardata di euro.
Nel frattempo il complotto GIUDAICO – MASSONICO – BANCARIO – TEDESCO – POPOLARE – ILLUMINATO – MERKEL ci ha messo in ginocchio, che la colpa in questo paese è sempre del meteo.
Visti i sondaggi, il prof. Monti NON si candida a premier!
”Mi ero presentato qui con diversi dei miei colleghi il 4 dicembre 2011 a pochi giorni dell’insediamento: avevamo illustrato provvedimenti presi dal cdm e avevamo rappresentato il quadro periglioso nel quale si trovava il paese”. Lo ha detto il premier Mario Monti nella conferenza stampa di fine anno.
Dopo un anno di lavoro “posso dire che l’emergenza finanziaria è superata, gli italiani possono di nuovo essere cittadini d’Europa a testa alta. Non abbiamo usato la strettoia degli aiuti dell’Ue e del Fondo Monetario”.
Un ringraziamento “molto intenso” al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che con la sua “intuizione” ha reso possibile questo Governo e per i suoi “discreti ma illuminanti consigli”
Sbigottito da Berlusconi, faccio fatica a seguire il suo pensiero Mario Monti dedica un passaggio del suo intervento durante la conferenza di fine anno a Silvio Berlusconi e si definisce “sbigottito” per alcune affermazioni del leader del Pdl sull’attivita’ del governo: “esprimo una parola di gratitudine e di sbigottimento nei confronti di Berlusconi – ha premesso detto Monti. Talora pero’ – ha aggiunto – faccio fatica a seguire la linearita’ del suo pensiero quando si tratta dell’apprezzamento o del non apprezzamento dell’attivita’ del governo”. “Ieri Berlusconi l’ha definita un disastro, nei giorni prima ho letto dichiarazioni invece lusinghiere. Rimane un quadro di comprensione mentale che a me sfugge – continua il premier dimissionario – e che non poteva costituire base per l’accettazione di una proposta peraltro generosa come quella di prendere la leadership dei moderati”.
L’agenda Monti La cosiddetta ‘agenda Monti’ significa, innanzitutto, “evitare pericolosissimi e illusionistici passi indietro”, detto Monti. “L’agenda consiste quindi nell’evitare pericolosissimi e illusionistici passi indietro. Ma deve andare avanti. Sono convinto che l’Italia ha un grande potenziale, è un paese che può sorridere, è un bel paese con delle risorse straordinarie, con un capitale umano eccezionale, con un capitale sociale – salvo fenomeni gravissimi come la criminalità organizzata – molto positivo. Deve ritrovare quel tasso di fiducia che serve per fare più bambini”.
Togliere l’Imu? Bellissimo, ma poi l’imposta raddoppia
“Promettere di togliere l’Imu è bellissimo… e anche promettere di ridurre altre tasse e introdurre il concetto che pagare le tasse è lasciarsi mettere le mani in tasca dallo Stato”. Così il presidente del Consiglio Mario Monti, in trasparente riferimento ad una proposta di Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa di fine anno. “Se si farà senza grandissime azioni di politica economica un provvedimento come questo – ha detto Monti – chi verrà a governare un anno dopo, non dico cinque anni dopo ma un anno dopo, dovrà rimettere l’Imu doppia”.
Per la crescita ci voglione le riforme ma la Cgil ci ferma Per rilanciare la crescita servono riforme, alcune tutele previste dal mercato del lavoro erano “giustificatissime in passato”, ma oggi “penalizzano i lavoratori” e la Cgil svolge un’azione di freno perché “fatica ad evolvere”. Il presidente del Consiglio Mario Monti critica esplicitamente il sindacato di Susanna Camusso: “Per la crescita contano le condizioni macro, ma conta moltissimo ciò che avviene nel mercato del lavoro, nella produttività. Serve un gioco sinergico di imprenditori, sindacati, pubblici poteri, accomunati da un solo filo che prepara il futuro: la volontà di riforme”.
Per Monti bisogna evitare di farsi paralizzare da “una catena che inchioda al passato, dal rifiuto del cambiamento”, non bisogna “restare aggrappati a un passato che non tornerà, arrocati a forme di tutela degli interessi dei lavoratori che erano molto giustificate un tempo ma che finiscono oggi per penalizzare i lavoratori. La riforma del mercato del lavoro, e poi l’accordo sulla produttività, sono stati frenati: la prima, la riforma del mercato del lavoro, è ritenuta soprattutto all’estero un grosso passo avanti, ma è stata frenata per l’atteggiamento di una delle confederazioni sindacali che fatica ad evolvere e che poi non ha aderito all’accordo sulla produttività”.
Giustizia: leggi ad nationem e non ad personam “Credo siano meglio leggi ad nationem e non ad personam”. Lo ha sottolineato il premier uscente, Mario Monti, nel corso della conferenza stampa di fine anno. Parlando di quuanto fatto dall’esecutivo in questo anno in materia di giustizia, Monti ha spiegato che il governo ha fatto “tanta fatica” con la legge anticorruzione “per la presenza di forti resistenze”. “Qualcuno potrebbe dire peccato che c’è stata la presenza del Pd nella maggioranza. Io dico no perchè senza altre cose non sarebbero state possibili”, ha aggiunto.
Sui costi della politica ho trovato forti resistenze
Il presidente del Consiglio Mario Monti ha affrontato il tema dei costi della politica e dell’amministrazione. “Abbiamo fatto notevoli sforzi, dotandoci della migliore risorsa disponibile in Italia, il commissario Enrico Bondi, ma abbiamo portato a casa molto meno di quanto avremmo voluto”, ha detto Monti, “basta vedere i fortissimi arroccamenti che ci sono stati in materia di Province, per esempio, e su alcuni aspetti del costo della politica”. “Restiamo convinti – ha detto Monti – che si possa e debba fare molto di più e che un Governo che stia in carica cinque anni può far di più nei confronti delle resistenze forissime nell’amministrazione”.
“Resto convinto che il più grande costo della politica non è quella che ottimi giornalisti meritoriamente censiscono”, ha detto Monti – citando, ad esempio, i “festini irriguardosi e privi di ogni dignità, che poi determinano uno screditamento della classe politica in un momento in cui ci sarebbe bisogno del contrario” – “ma quello delle decisioni non prese o delle decisioni prese pensando al breve periodo”. Monti ha concluso il ragionamento citando, per la seconda volta nella conferenza stampa, Alcide De Gasperi: “L’uomo politico guarda alle prossime elezioni, l’uomo di Stato guarda alle prossime generazioni”.
Non mi schero con nessuno “Io non mi schiero con nessuno personalmente, vorrei che i partiti si schierassero sulle idee, e spero che anche la nostra Agenda possa contribuire a dare più concretezza ai dibattiti”. Lo ha detto il premier Mario Monti, “Non servono ‘discese in campo’, trovo orrendo uesto concetto. Non lo direi mai, anche se dovessi farlo, semmai parlerei di ‘salita in politica’ perche’ serve una politica di un livello piu’ elevato”. Mario Monti scopre le carte e chiarisce che “non mi schiero personalmente” ma esorta tutti i partiti a “schierarsi per le idee” che espone.


















