Cari francesi fate attenzione!

Oggi voglio uscire dalla cronaca e dalla tristezza che mi fanno i perdenti che dopo Macron ( vedi qui) non hanno ancora capito di essere tali, per raccontarvi una storia che forse pochissimi conoscono, ma che in qualche modo ricorda benissimo quanto sta accadendo, ne segue logiche e perversioni. Dunque è il gennaio 1919, il cielo sopra Berlino è grigio, l’aria è gelisa tra le spolverate di neve, ma questo  non scoraggia le centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che da ormai quattro giorni occupano le strade della città. Guidati dalla Lega degli Spartachisti di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, si battono per uno stato socialista che assicuri loro condizioni di vita dignitose. Di fronte all’inaudita minaccia che il popolo faccia qualcosa per il popolo, il socialdemocratico Friedrich Ebert decide di reprimere la rivolta nel sangue, scatenando i Freikorps ovvero i gruppi di paramilitari antenati delle Sa e delle formazioni naziste facendo strage di migliaia di persone e assassinando il 15 gennaio, al culmine della follia omicida sia Liebknecht che la Luxembourg, giustiziati con una pallottola nella nuca. 

Naturalmente sebbene si tratti di eventi importanti per non dire decisivi la vicenda non viene mai citata nella storia ufficiale e popolare che viene raccontata nelle “libere” scuole capitaliste e men che meno dalla maestra ufficiale ossia la Tv, con le sue vulgate sempre uguali e sempre più miserabili. Tanto chi se ne accorge. Ma insomma 13 anni dopo, quel 15 gennaio quel sangue  conterà nel destino di Europa: le politiche di austerità e di tagli selvaggi alla spesa pubblica per cercare di arginare la crisi nata in Usa nel ’29, propiziati da un cancelliere liberista come Bruning, “fiduciato”  dai socialdemocratici  portano il partito nazista  dal 2,6%  di appena quattro anni prima  al 16%. A questo punto la socialdemocrazia, sommersa dalla paura dei nazisti come anche dei comunisti, ossia gli eredi degli spartachisti massacrati nel ’19, rinuncia nelle presidenziali di quell’anno a presentare un proprio candidato, non cerca alcun accordo con i comunisti e decide di sostenere sin dal primo turno il capo dello stato uscente, l’ultraconservatore e peraltro mal conservato Hindenburg, facendo nel contempo campagna contro i comunisti.

Il vecchio feldmaresciallo stravince, ma la crisi politica non è risolta per nulla e anzi lo stesso presidente è costretto a indire due elezioni legislative sia a luglio che a novembre determinando un boom dei nazisti, ma anche un notevole aumento dei comunisti: certo si sarebbe potuto evitare l’avvento di Hitler se solo non ci fossero state di mezzo le stragi di un decennio prima, l’incapacità dei socialdemocratici di andare oltre le più viete politiche liberiste e infine proprio la scelta della Spd di puntare su un presidente reazionario che alla fine consegnò in prima persona il Paese ai nazisti. Ora parte di queste vicende le ho raccontate prima dell’elezione di Macron, in piena campagna presidenziale, dimenticandomi però di chiarire da cosa avesse preso le mosse questo salto all’indietro nella storia (troppo spesso ahimè mi capta di dare troppo per scontato) , ossia dal fatto che nei salotti liberal, socialisti e negli ambienti vicini a Macron, ossia nei dintorni di caveau, ediori miliardari e relativi influencer di rete, si narrava che fossero stati i comunisti a spianare la strada a Hitler, uno scoperto invito alla sinistra a non astenersi e votare Macron. Di fronte a chi, a sinistra, si rifiuta di schierarsi con l’ex-Rothschild e principale fautore della legge El Khomri in nome di un cosiddetto “fronte repubblicano”, non si è esitato ad evocare lo spettro dell’ascesa del nazismo. Si è sorvola allegramente sul fatto che i socialdemocratici avessero agito in conformità con la destra tradizionale e in funzione anticomunista più che antinazista. Un bella favoletta spacciata grazie alla certezza che solo pochissimi sarebbero andati ad approfondire quei fatti, una favola miserabile alla quale però hanno creduto molti, almeno nella sua forma astratta, dentro e fuori la Francia. Peccato che adesso arrivi la realtà .

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