Storico lapsus freudiano del New York Times (reo confesso) sulla Siria

Il New York Times è un noto divulgatore di bufale internazionale, o se volete il megafono del Dipartimento di Stato del regime di Washington, il più sanguinario e brutale dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Il 90% delle informazioni che leggete sui nostri poveri giornali sono flirtate dalle sue solite “fonti del Dipartimento di Stato Usa” che poi come da routine vogliono restare anonimi. E, sempre classica routine, la nostra libera informazione considera sempre valide e attendibili.

In estrema sintesi, informazioni pilotate ad arte funzionali all’agenda di politica estera degli Stati Uniti che i nostri giornali, chi più consapevolmente come il Fatto Quotidiano o Repubblica chi meno, sono sempre pron(t)i a divulgare.

Acccade però che alcune volte escano fuori come lapsus freudiani (o confessioni se volete) alcune verità da leggere nelle righe.

Prendete, ad esempio, questo articolo di Hubard e Suman del 7 agosto sulla guerra in corso ad Aleppo, Siria.

I ribelli, a cui si riferiscono i giornalisti, sono i fantomatici ribelli “moderati” che l’occidente finanzia, insieme a Turchia, Arabia Saudita e altri regimi del Golfo. Ci hanno venduto la loro battaglia come sincera rivolta popolare.

Bene, ora leggete la prima riga dell’articolo del New York Times e la confessione (o lapsus freudiano se volete):

“Rebel forces and their jihadist allies”, tradotto “le forze ribelli e i loro alleati jihadisti”.

Non serve aggiungere altro. Serve però ricordarlo quando Gentiloni parla di aiutare e sostenere i “ribelli moderati” in Siria per poi offrire soluzioni funzionali al contrasto al terrorismo internazionale. Ricordatelo voi questo lapsus del NYT perché la stampa ‘libera’ non lo farà.

Serve ricordarlo quando la Mogherini dichiara che non vi è alternativa alle “forze rivoluzionarie” che oggi combattono in Siria e poi parla di contrastare il terrorismo jihadista (quando ha finito di flirtare con i suoi amici sauditi). Ricordatelo voi perché la stampa ‘libera’ non lo farà.

Ma soprattutto dovete tenerlo bene a mente quando, al prossimo attentato in Europa, i mezzi di propaganda di massa si indigneranno, si inventeranno il nuovo hastag più trendy per dire quanto sia stato disumano quell’atto, ma poi sosterranno apertamente i camion bomba contro i civili, gli attacchi suicidi di kamikaze fatti dai jihadisti in Siria e dai loro (pochi) alleati “ribelli moderati”. Tutti quest’ultimi non solo vengono supportati, sostenuti e finanziati dai ‘liberi’ governi d’occidente, ma anche apertamente tifati. Ricordatelo voi perché la stampa ‘libera’ non lo farà.

P.s. ci siamo fermati alla prima riga dell’articolo del New York Times, evitando di divenire il megafono del Dipartimento di Stato nord-americano. Sintonizzatevi su il Fatto Quotidiano o Repubblica se volete conoscere il finale.

Alessandro Bianchi

 

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