Regime piddino, regime della menzogna

Ancora una lucida riflessione del professor Erspamer

di Francesco Erspamer*
Ha detto Renzi per giustificare il mancato salvataggio dei risparmiatori truffati dalle banche: “Io non voglio che per le responsabilità dei politici del passato, e dei banchieri del passato, paghino i cittadini di oggi. Non è un fatto di consenso, è un fatto di giustizia. Paghi chi ha sbagliato, non la gente comune”.

Peccato che chi ha sbagliato sia lui, che i politici con responsabilità siano quelli del suo governo, che i banchieri colpevoli siano per lo più legati al suo partito e comunque tutti ancora sulla loro poltrona, altro che passato. Peccato che chi dovrebbe pagare al posto della gente comune siano proprio Renzi e il suo Pd, consapevoli artefici della legislazione che oggi li costringerebbe (dicono loro) o a far pagare i cittadini o a lasciar fare al mercato.

Ma i giornalisti, zitti: neanche uno, che lo abbia notato (neanche il Secolo d’Italia), neanche uno che abbia spiegato ai suoi lettori, a commento dell’intervista, che non è vero che i vincoli europei che impedirebbero al governo di salvare le banche (a prescindere dalla valutazione che se ne dia) ci siano dal 2013, come furbescamente affermato da Renzi, bensì dal 15 maggio 2014 (la BRRD), mesi dopo l’insediamento del suo governo. (Anzi, dal 9 luglio 2015, quando la direttiva europea venne recepita dal governo italiano con la legge n. 144). Come mai? Connivenza? Pavidità? Ignoranza? Superficialità? Tutte le cose insieme: la più squallida classe dirigente che la storia abbia mai prodotto include intellettuali dello stesso livello.

La denuncia di questo agghiacciante stravolgimento dei fatti (fatti facilmente verificabili) la trovo su facebook, segnalata dall’amico Michele Pizzolato).
Dovrebbe bastare per far cadere il governo: perché al di là della diversità delle opinioni e dunque delle strategie, che è il fondamento della democrazia, deve esserci un minimo di onestà e attendibilità nella descrizione della realtà.
Se si permette a un presidente del consiglio di dire (cito) che gli “interessa proteggere il correntista e il risparmiatore” (posizione di sinistra) mentre sta apertamente “incoraggiando una soluzione di mercato” (posizione liberista, di destra), facendo finta di doversi piegare a norme decise da altri mentre le ha decise lui, non c’è più politica: solo propaganda.

Quello piddino è un regime della menzogna che va spazzato via a prescindere dalle considerazioni su ciò che potrebbe seguire: un’azione indispensabile e urgente per consentire il ritorno in Italia non del benessere o dell’onestà o della fiducia ma delle condizioni che possano rendere possibile quel ritorno.
*Professore presso l’Università di Harvard

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