Schiaffo dell’Austria alla UE ed alla politica migratoria: vincono i nazionalisti nelle elezioni presidenziali

Nelle elezioni presidenziali svoltesi oggi in Austria I nazionalisti di Norbert Hofer hanno ottenuto circa il 36 per cento dei voti (secondo tutti gli exit polls). Il risultato del partito della Libertà (Fpoe) ha sopravanzato ogni aspettativa e si trova davanti agli altri due candidati che potranno partecipare al ballottaggio previsto per il 22 Maggio, nessuno di loro è un rappresentante dei grandi partiti di governo.

Sono stati chiamati alle urne oggi circa 6,4 milioni di austriaci, con più di 16 anni, per scegliere quello che sarà il nono capo dello stato austriaco della seconda Repubblica. Il partito della Libertà (Ppoe), a cui appartiene Norbert Hofer, è alleato in Europa con il Front National della Marine Le Pen francese, alleato anche con Geert Wilders del PVV in Olanda e con la Lega Nord di Salvini in Italia.

Si tratta di un partito nazionalista che ha sposato una linea contraria alle direttive dell’Unione Europea ed alla politica migratoria promossa da Bruxelles e dalla Merkel. A questo proposito ultimamente Hofer si era schierato contro la politica della Angela Merkel ed aveva definito l’accordo sui migranti dell’Unione europea con la Turchia come “fatale” e il suo obiettivo dichiarato è quello di impedire che l’Austria diventi una “terra di immigrazione”.

Austria manifestazione contro la FPOE
Austria manifestazione contro la FPOE

Su posizioni diverse il candidato classificato secondo, con il 19,7 per cento delle preferenze, tale Alexander Van der Bellen, alla guida del partito ecologista e progressista dei Verdi, che avrebbe ottenuto il 25 per cento delle intenzioni di voto.
Arrivata terza l’unica candidata sostenitrice entusiasta dell’Unione Europea, che si è espressa contro il limite massimo di richiedenti asilo imposto dal governo, Irmgard Griss, ex presidente della Corte Costituzionale, e unica donna in corsa.

Norbert Hofer
Norbert Hofer

l partito nazionalista di Hoefer aveva dichiarato, già prima delle elezioni che, un eventuale suo successo nelle elezioni presidenziali, dovrebbe essere considerato una forma di mozione di sfiducia al governo, per cui si dovrebbe andare subito alle elezioni anticipate.

Dopo il successo del referendum promosso in Olanda contro l’adesione dell’Ucraina, il risultato delle elezioni in Austria rappresenta il secondo schiaffo dato in pochi giorni all’oligarchia di Bruxelles che fino ad oggi si è dimostrata sorda di fronte alle istanze che provengono da una buona parte dei cittadini europei che non approvano le politiche di Bruxelles.

Manifestanti in Austria contro le frontiere aperte
Manifestanti in Austria contro le frontiere aperte

Si dovrà verificare quale sarà la reazione dei tecnocratri di Bruxelles, se questi potranno continuare a fare finta di niente ed ignorare le contestazioni alla linea politica prevalente, non soltanto quella relativa alle politiche migratorie ma anche la politica finanziaria, dell’austerità imposta e i provvedimenti di favore per le grandi banche e le grandi corporations.
Si attende al varco quando i tecnocrati di Bruxelles vorranno decidere di sottoscrivere riservatamente trattati come quello del TTIP, il Trattato Trans Atlantico, che favorirebbe gli interessi delle grandi corporations d’oltre Atlantico a spese delle realtà produttive locali dei vari paesi europei.

L.Lago

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