Il neoliberismo che avanza in Argentina: Macri oscura TeleSur

Grande la solidarietà internazionale nei confronti del canale satellitare voluto da Hugo Chávez

Trincerandosi dietro generiche «motivazioni pratiche» e un non meglio specificato «rischio economico» il governo argentino ha reso nota la volontà di abbandonare la partecipazione al canale informativo satellitare TeleSur, dopo che il segnale dello stesso era stato ‘oscurato’ dalla piattaforma digitale terrestre argentina anche conosciuta come Televisión Digital Abierta. 

Un articolo comparso sul quotidiano ‘La Nación’, lo stesso che immediatamente dopo l’elezione di Macri a presidente chiedeva un’amnistia per i crimini commessi durante la dittatura militare, cerca di spiegare la decisione tirando in ballo la libertà d’espressione. Circostanza assai curiosa quella di parlare di libertà d’espressione mentre si applica la censura.

Scrive inoltre il quotidiano argentino: «Il governo del presidente Macri ha avviato la procedura prevista con il Venezuela per abbandonare la società che possiede il segnale del canale informativo chavista».

A stretto giro di posta è arrivata la risposta di TeleSur: «TeleSur è un’esperienza di comunicazione rivoluzionaria, un progetto d’integrazione ideato da Hugo Chávez. Una fonte di informazioni senza precedenti che può contare su oltre 40 corrispondenti in tutto il mondo con un unico obiettivo che ha disturbato le grandi catene mediatiche in mano all’oligarchia: raccontare ciò che gli altri media non raccontano. Una centrale informativa nata per costruire l’indipendenza e la sovranità semantica dei popoli, al servizio dell’integrazione latinoamericana e caraibica. Mezzo d’informazione chavista? Se mostrare la realtà e non piegarsi al mercato delle notizie significa essere chavista, allora sì».

‘La Nación’ si conferma organo fiancheggiatore del regime neoliberale di Macri, mentre accusa TeleSur di essere un’emittente sostanzialmente controllata dal governo Maduro. Intanto in Argentina il nuovo governo priva della libertà attivisti indigeni come Milagro Sala, smantella quei meccanismi che garantiscono la libertà despressione e la pluralità dell’informazione, annuncia la volontà di eliminare i sussidi a elettricità e gas, svaluta la moneta ed esegue licenziamenti di massa. Insomma, il neoliberismo che avanza.

Di fronte a questo palese tentativo di censura nei confronti di un mezzo di comunicazione che ha l’unico torto di avere una visione del mondo sideralmente distante a quella del nuovo governo argentino, cresce la solidarietà. La Rete degli Intellettuali e Artisti in Difesa dell’Umanità (REDH) ha definito la decisione del regime neoliberale di Macri come «un affronto alla libertà d’espressione». Il giornalista sportivo Victor Hugo Morales denuncia che mentre il governo «parla di libertà d’espressione vengono chiusi mezzi d’informazione pubblici, e i giornalisti sono censurati», constatando che in realtà «Macri non permette la trasmissione di TeleSur in Argentina perché teme la verità». Sulla stessa lunghezza d’onda si posiziona anche l’attivista colombiana Piedad Cordoba, che tramite Twitter afferma che il governo argentino è terrorizzato dal fatto che TeleSur dica la verità.

A favore di TeleSur si schiera anche il premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel che afferma: «I media argentini non informano, preferiscono concentrarsi su intrattenimento e spettacolo, poco sulla realtà latinoamericana e internazionale». Secondo Esquivel è molto preoccupante la posizione di Macri che ritiene essere «fortemente condizionata e diretta».

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