La guerra a Lula è un attacco mortale ai Brics

L’ex presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva mercoledì hanno respinto l’accusa della procura di San Paolo sul presunto riciclaggio di denaro e denunciato la guerra mediatica contro di lui. “Non c’è nulla di nuovo nel rapporto del Ministero Pubblico di San Paolo, che era stato anticipato dalla rivista Veja il 22 gennaio dalla procura Cassio Conserino”, ha comunicato con una nota il Lula Institute.
Lula da Silva è accusato di corruzione, riciclaggio di denaro e falsificazione di documenti per il possesso di un appartamento sulla spiaggia nell’indagine “Car Wash”.
L’accusa contro Lula è divenuta, secondo gli analisti politici, un ostacolo alla corsa alle prossime presidenziali nel 2018. Il 4 marzo, il leader del Partito dei lavoratori (PT) è stato vittima di detenzione arbitraria dalla polizia federale per essere interrogato nel caso di corruzione di Petrobras, senza che ci fossero prove concrete contro di lui.
L’attacco a Lula è un attacco ai “BRICS” e alla sfida portata avanti al dollaro. Lo scrive l’analista Pepe Escobar nel suo ultimo articolo. Il Brasile è l’anello più debole fra le potenze emergenti. “Già alla fine del 2014 era chiaro i soliti sospetti sarebbe andati senza esclusione di colpi a destabilizzare la settima principale economia mondiale”.
WikiLeaks aveva già rilevato come dal 2009 le multinazionali petrolifere fossero attive in Brasile, nel tentativo di modificare – anche attraverso estorsione – una proposta di legge da parte dell’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva per la nazionalizzazione di Petrobas. Edward Snowden aveva rilevato come la NSA stesse spiando il presidente brasiliano Dilma Rousseff e alti funzionari Petrobras da tempo. La Polizia Federale brasiliana coopera, scrive Escobar, a stretto contatto con FBI e CIA (per lo più nella sfera antiterrorismo). E in due anni di indagine “Car Wash” ha scoperto una vasta rete di corruzione che coinvolge giocatori all’interno Petrobras. Tutto con “prove” di solito orali, raramente sostenute da documenti, ottenuti per lo più da abile bugiardi pronti poi a patteggiare, prosegue Escobar.
Tutto questo fino all’aresto all’Hollywood di venerdì.
“Si tratta di un colpo di stato bianco – sotto forma di un impeachment a Rousseff e l’invio di Lula alla forca. Ma le vecchie (militari) abitudini sono dure a morire; i vermi di media Globo stanno esaltando l’esercito a scendere in piazza per “neutralizzare” le milizie popolari. E questo è solo l’inizio”.
Il progetto politico con Car Wash non ha nulla a che fare con la “giustizia”: l’unica cosa che conta è quello di perpetuare una crisi politica per trascinare la settima economia del mondo nel fango: un colpo di stato bianco, o il buon vecchio ‘cambio di regime.

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