Deutsche Bank, potrebbe non riuscire a pagare gli interessi delle sue obbligazioni

Deutsche Bank non rimbalza alla borsa di Francoforte dopo il tracollo di ieri. E le rassicurazioni offerte dal colosso bancario sulla sua liquidita’ in vista del pagamento delle cedole sulle sue obbligazioni subordinate non frenano l’ascesa dei credit-default swap, i contratti di copertura dal rischio insolvenza, che anche oggi salgono raggiungendo quota 250 punti base. Le azioni di Deutsche Bank alla Bosa di Francoforte un recuperano le perdite vicine al 10% di ieri.

I titoli dei maggiori istituti bancari europei continuano a cadere perchè gli investitori stanno liberando i loro portafogli a qualsiasi prezzo pur di vendere proprio i titoli bancari ancora in possesso, in previsione dei deleteri effetti combinati del crollo dei prezzi del petrolio, della stagnazione economica nella zona euro e dei tassi d’interesse prossimi allo zero sui bilanci delle istituzioni finanziarie che ovviamente non possono produre utili.

L’agenzia “Bloomberg” riassume in una manciata di grafici la “tempesta perfetta” che si sta abbattendo sul settore bancario, in particolare quello europeo: le banche dell’indice europeo Stoxx 600 hanno perso il 39 per cento dal picco toccato lo scorso luglio.

Il crollo subito dall’inizio dell’anno non ha paragoni in alcuna altra categoria industriale; i gruppi bancari greci e italiani guidano i ribassi, ma grandi gruppi bancari europei non sono immuni: Credit Suisse Group Ag ha visto le sue azioni crollare ai minimi dal 1991, mentre Deutsche Bank Ag, Barclays Plc, Bnp Paribas Sa e Banco Santander Sa hanno perso tutte oltre un quinto del loro valore di mercato nelle prime settimane del 2016, crollando mediamenrte del 22%.

I crolli in borsa non fanno che accrescere i timori di ulteriori turbolenze, cosicche’ il costo dell’hedging contro le fluttuazioni dei titoli bancari nell’eurozona e’ raddoppiato dall’inizio dell’anno.

“Bloomberg” sottolinea in particolare la situazione drammatica di Deutsche Bank, che il prossimo anno potrebbe non pagare i coupon dei suoi asset piu’ rischiosi (i cosiddetti CoCos) decretando così la propria insolvenza.

Gli investitori e gruppi come Merill Lynch prevedono che alcuni grandi istituti bancari potrebbero interrompere già ora i pagamenti dei premi su questa tipologia di asset, ovvero sulle “famigerate” obbligazioni subordinate e sulle obbligazioni convertibili in azioni.

Il volume dei capitali a livello dell’eurozona investiti in questi titoli di Deutsche Bank e altri istituti di primo piano europei supera i 50 miliardi di euro. Se non fossero onorati i pagamenti, l’inteto sistema bancario europeo dichiarerebbe rapidamente default.

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