Le uscite di Saviano, casualmente, sempre in linea con gli interessi dei media del Grande Capitale

Venerdì vi abbiamo pubblicato la riflessione di Francesco Santoianni che coglieva un punto importante sulla nuova crociata del circo mediatico contro Renzi, colui che, mai eletto da nessuno, aveva distrutto diritti sociali, lavoro, dignità, costituzione e democrazia del paese nel silenzio assoluto del mainstream. Ma ora il Grande Capitale che controlla quei giornali ha reagito. Perchè secondo voi?

Ma perche’ oggi i media del Grande Capitale, primi tra tutti Repubblica e il Corriere della Sera, stanno crocifiggendo Renzi sbattendo in prima pagina lo “scandalo delle banche salvate e dei risparmiatori rovinati”? (robetta, in confronto a scandali come, ad esempio Monte Paschi di Siena) Verosimilmente per il rifiuto dell’Italia ad unirsi ai bombardamenti NATO sulla Siria e – come ha fatto notare per primo l’ottimo Marcello Foa – perché Renzi non ha rinnovato automaticamente le sanzioni alla Russia. Del resto con Famiglia Cristiana che sembra la Pravda dei bei tempi e un PD oramai liquefatto, qualcosa dovrà pur fare Renzi per raccattare qualche voto alle prossime elezioni.
E arriva inevitabile, l’ordine di scuderia. Troppo pericoloso intimargli chiaramente di mettersi subito in riga con la NATO. Meglio fargli capire chi tiene i fili dei burattini. Meglio fargli capire che possono farlo scomparire da un momento all’altro. Come con Letta. (Santoianni)

E siccome la missione è di quelle importanti, il Grande Capitale che controlla quei giornali ha scelto di mettere in campo le sue armi più pesanti, in particolare Roberto Saviano, non nuovo ad un perfetto timing per “prendere posizione” in linea spesso con quegli interessi.

Oggi Saviano, 9 mesi dopo che il caso era scoppiato, si accorge della questione della Banca Etruria e chiede le dimissioni della Boschi. E dopo aver molto sorvolato sulla distruzione dei diritti nel lavoro, nella sanità, nella scuola, sulla distruzione di democrazia e Costituzione, per non parlare della distruzione di stati sovrani da parte degli esportatori di democrazia, oggi Saviano decide di spendere totalmente il suo nome per le dimissioni di un ministro chiave del governo Renzi. Oggi, proprio oggi, e non è un caso.

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