Portogallo, al Governo i NO-Euro e NO-UE, ricevono fiducia dai Mercati

LISBONA – Questa volta il ricatto dello spread non funziona. La crisi politica in Portogallo, con la recente caduta del governo guidato dal conservatore “europeista” Pedro Passos Coelho, appena eletto, non sta avendo alcun impatto sul mercato dei titoli pubblici portoghesi, anzi: ha avuto un benefico effetto positivo.

I tassi, anche nell’ultima asta, sono stati negativi, il che significa che gli investitori pagano per il privilegio di prestare soldi al governo del Portogallo, piuttosto che ricevere interessi. E questo, nonostante che il nuovo esecutivo che potrebbe insediarsi a giorni – di segno opposto a quello del decaduto governo Coelho – abbia come programma niente meno che l’uscita del Portogallo dalla Ue e il ritorno alla valuta nazionale abbandonando l’euro.

Oggi Lisbona ha collocato sui mercati finanziari internazionali titoli annuali per 1,1 miliardi di euro a un tasso medio di -0,006% a fronte dello 0,051% registrato alla precedente asta dello scorso settembre, secondo quanto reso noto dall’agenzia del debito pubblico portoghese IGCP.

Per i titoli pubblici a un anno è la prima volta nella storia del Portogallo che si registra un rendimento negativo.

Il caso del Portogallo, come noto, non è isolato dal momento che dall’inizio dell’anno i tassi d’interesse sui titoli pubblici a breve termine sono andati sottozero per molti paesi dell’Eurozona, con l’approssimarsi della massiccia operazione di stimolo attraverso l’acquisto di titoli pubblici da parte della Banca centrale europea. Tuttavia, la rovinosa caduta del governo di centrodestra filo-Ue durato meno di una settimana e schiantatosi al primo voto di fiducia in Parlamento, avrebbe potuto innescare la nota spirale speculativa e ricattatoria come è avvenuto per la Grecia. Invece, i mercati non hanno battuto ciglio.

Vero è che i tassi, dopo una ripresa estiva, sono nuovamente tornati sottozero con l’aumentare della probabilità di un rafforzamento del Quantitative Easing Bce per i crescenti rischi di deflazione, diventati ormai una realtà nell’eurozona, però il nuovo esecutivo si ripromette di dare del gran filo da torcere a Bruxelles, ma il fatto che tale radicale cambiamento di scenario non abbia destabilizzato la posizione finanziaria del Portogallo nei mercati internazionali, la dice lunga sulla durata dell’euro e della stessa Ue.

Redazione Milano

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