C’è strage e strage

Ieri in Siria, nell’ambito della campagna terroristica ormai in atto da anni, un gruppo di miliziani che il Corriere Della Sera definisce “jihadisti dello Stato Islamico”, ma oggettivamente si qualificano come terroristi in tutta evidenza graditi all’occidente, ha attaccato il giacimento di gas di Al Shaer ad Homs, nella parte centrale del paese, occupando la struttura. Dopo avere effettuato l’occupazione, i miliziani di cui sopra hanno pensato bene di ammazzare con esecuzione sommaria tutti coloro che non erano stati uccisi durante l’attacco e d erano stati fatti prigionieri. Risultato della strage almeno 270 vittime, praticamente lo stesso numero dei disgraziati rimasti uccisi nell’abbattimento del Boing 777 sui cieli dell’Ucraina…. che ha monopolizzato le pagine dei giornali e l’indignazione (giusta) del mondo intero, per una tragedia umana di enormi proporzioni.
Quello che davvero risulta difficile comprendere non è lo spazio dato dall’informazione al disastro del Boing, nè ovviamente la commozione suscitata dalla tragedia, bensì la dimensione in cui è stata collocata dai media mainstream la tragedia di Al Shaer ad Homs. Un articoletto a fondo pagina e neppure la canonica comparsata sui TG.
In tutta evidenza anche nelle stragi e nelle lacrime esiste un ordine di piorità e la posizione del popolo siriano è collocata molto in basso in questo tipo di classifica.

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