LA CASTA SALVA NAPOLITANO!

SOLO POCHI MINUTI DI DISCUSSIONE PER BOCCIARE LA MESSA IN STATO D’ACCUSA RICHIESTA DAI CINQUESTELLE

– Impeachment Napolitano, comitato parlamentare archivia la richiesta M5S –

L’organo parlamentare per i procedimenti di accusa ha accolto la proposta del Partito democratico per non procedere con la messa in stato di accusa del Capo dello Stato per attentato alla Costituzione. Forza Italia non ha partecipato al voto. Crimi (5 Stelle): “Non finisce qui. Raccoglieremo le firme perché il caso venga portato in Aula”

Impeachment archiviato. La messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si blocca al primo passaggio. A deciderlo è stato il Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa che ha accolto la proposta presentata dal Partito democratico con 28 voti favorevoli e otto contrari (M5s). “Ma non finisce qui”, ha assicurato l’ex capogruppo grillino al Senato Vito Crimi. Forza Italia, che in un primo momento non aveva escluso di votare a favore della messa in stato di accusa, è uscita dall’aula per non partecipare alle consultazioni. ”Hanno vinto i patti e i ricatti”, hanno scritto deputati e senatori 5 Stelle in una nota, “dopo una notte di incontri al Quirinale. Ma non finisce qui. Raccoglieremo le firme in Parlamento per chiedere che il caso-Napolitano venga portato in Aula in seduta congiunta. Dopo una notte di tentennamenti, il partito del Quirinale si è ricompattato contro la Costituzione e contro la volontà popolare. Dopo le ultime rivelazioni sulla nascita del governo Monti e sull’azione disciplinare nei confronti del pm Nino Di Matteo – aggiungono – appare più che evidente che le denunce del Movimento, tradotte nella richiesta di messa in stato d’accusa, sono tutt’altro che prive di fondamento“.

Al voto non hanno preso parte nemmeno i due presidenti, Ignazio La Russa e Dario Stefano. Contrari all’archiviazione per manifesta infondatezza -proposta dal Pd- i Cinque Stelle, mentre tutti gli altri hanno votato a favore dello stop alla procedura di impeachment. Forza Italia aveva chiesto un ulteriore approfondimento a seguito delle rivelazioni contenute nel libro di Alan Friedman. ”Io e Stefano – dice La Russa – ci siamo interrogati se partecipare o meno. Dal momento che abbiamo adottato il regolamento della Camera per le sedute (consentendo infatti l’appello nominale) che prevede che il presidente non voti mai, abbiamo deciso di non partecipare alle votazioni”.

Lo scorso 30 gennaio i parlamentari Cinque Stelle depositarono in Senato la procedura per avviarela messa in stato di accusa del Capo dello Stato per attentato alla Costituzione. Un documento in sei punti che aveva portato non poche discussioni all’interno del gruppo, tra chi lo riteneva una posizione di rottura estrema e chi invece aveva accolto con entusiasmo la decisione. Il documento presentava sei temi di contestazione. Napolitano, secondo i grillini, “non ricopre più un ruolo di terzietà“. Queste le accuse mosse: dalle interferenze nella politica, passato per il mancato esercizio del potere di rinvio presidenziale fino ai tentativi di condizionare l’azione della magistratura. Ora lo stop ufficiale e la fine di quella che per molti è stata una semplice campagna mediatica. “Ennesima cortina fumogena? – chiede Crimi – Perché, quando si parla di mafia e politica si alza un muro di gomma, si addensano nubi, cala un silenzio assordante? E’ quella, la pagina più oscura della Presidenza Napolitano, e nasce da lontano. Che la clandestina storia d’amore fra Napolitano e Monti sia una scusa per distogliere l’attenzione, concentrarsi su qualcos’altro, che poi, magari, si risolverà in una bolla di sapone, mentre si dimentica il fatto più grave del quasi decennale regno di Napolitano, quella macchia indelebile, l’aver voluto cancellare le intercettazioni e reso inaccessibili quei dialoghi? E’ certo che qualcuno insorgerà dandomi del complottista. Tuttavia a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, quando i giocatori in campo sono mafia e politica”.

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L’Italia condannata a #Napolitanoavita

Con la velocità della luce è stata archiviata in due sole sedute, l’ultima in 20 minuti, la messa in stato di accusa di Napolitano su mozione del pdexmenoelle. 28 hanno votato per l’archiviazione, 8 del M5S per l’impeachment e Forza Italia, con il coraggio dei conigli o con l’opportunismo dei sodali, è uscita dall’aula per non votare. Del resto, è una questione di coerenza, è stato Berlusconi a insediare Napolitano per la seconda volta, uno scambio di favori. Napolitano è sfiduciato da due dei primi tre gruppi politici presenti in Parlamento. Dal M5S, con i fatti, e da Forza Italia, a parole. Non c’è bisogno dell’impeachment perché tolga il disturbo. Non rappresenta più la maggioranza del Parlamento, non è considerato super partes, è in sostanza il Presidente del pdexmenoelle, da cui proviene, che ha la maggioranza alla Camera solo grazie al vergognoso premio ottenuto grazie al Porcellum. Come può rimanere ancora al Quirinale? Napolitano deve avere la dignità di dimettersi. Bisogna capire quando si è a fine corsa e fuori ruolo. Lui lo è. Napolitano sta per compiere novant’anni, è in politica dal 1945, in Parlamento dal 1953, è peggio di una condanna all’ergastolo.L’Italia non può essere condannata a Napolitano a vita e alle sue originali interpretazioni monarchiche del ruolo di presidente della Repubblica. L’Italia ha scelto la Repubblica il 2 giugno del 1946. Qualcuno lo avverta. Napolitano è oggi il problema principale di questo Paese, prima viene rimosso, prima l’Italia potrà ripartire.

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