Verso l’Italicum

I nodi dopo l’incontro Renzi-Berlusconi: premio di maggioranza e liste bloccate. I paletti di Alfano

Matteo Renzi lunedì 20 gennaio ha presentato alla Direzione Pd la sua ipotesi di riforma della legge elettorale, messa a punto dopo l’incontro con Silvio Berlusconi di sabato 18 gennaio e le consultazioni con il vicepremier e leader di Ncd, Angelino Alfano.

Queste le linee guida dell’ipotesi di Italicum, come è stato ribattezzato dai media il progetto di riforma di legge elettorale.

Il tipo di sistema:

Proporzionale, con distribuzione dei seggi alla Camera (l’unica elettiva che darà la fiducia al governo) in base ai risultati ottenuti a livello nazionale.

Le soglie di sbarramento:

Per i partiti ci sono due soglie di sbarramento: il 5% per i partiti in coalizione; l’8% per i partiti non coalizzati.

Per le coalizioni la soglia è del 12%.

Il premio di maggioranza:

Durante la Direzione nazionale del Pd, Renzi ha confermato l’idea di assegnare un premio di maggioranza che non sia superiore al 18% per la prima forza politica che superasse almeno il 35% in modo che il vincitore abbia una rappresentanza in aula compresa tra il 53 e il 55%.

Il ballottaggio:

Nel caso nessuna coalizione arrivi al 35 per cento dei voti, si fa un doppio turno: ballottaggio tra le due coalizioni o partiti non coalizzati che hanno ottenuto la maggior percentuale di voti su base nazionale. Il vincitore del ballottaggio ottiene il 53 per cento dei seggi, la restante parte si distribuisce proporzionalmente tra chi ha superato la soglia di sbarramento.

Liste bloccate e corte:

Il numero di seggi, pur attribuito su scala nazionale, consentirà di eleggere i candidati presentati dai partiti in circoscrizioni su base provinciale (o subprovinciale nel caso di province più grandi e più densamente popolate), che dovrebbero essere 120. I candidati saranno eletti sulla base di liste corte e bloccate. Non ci sarabbo quindi preferenze da esprimere. Il rapporto con gli elettori sarà assicurato dai pochi nomi per partito che finiranno sulla scheda.

La differenza con il modello spagnolo:

La differenza rispetto al modello spagnolo riguarda l’ampiezza delle circoscrizioni, in Spagna molto più piccole, e la distribuzione dei voti, che in Spagna non avviene a livello nazionale.

 

Fonte

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