Chi è Marco Carrai, l’uomo ombra di Matteo Renzi

Viene da una nota famiglia imprenditoriale del Chianti. E’ considerato vicino a Cl. Direttore generale della Fondazione Big Bang, presiede l’Aeroporto di Firenze e siede nei consigli della municipalizzata Firenze Parcheggi e della Fondazione Carifirenze

Quando Matteo Renzi si è recato in visita dal cancelliere tedesco Angela Merkel, causando qualche imbarazzo nel Pd, è stato accompagnato fin dentro le stanze del capo del governo tedesco da una persona priva di incarichi istituzionali: Marco Carrai. È un imprenditore di 38 anni di cui si sa poco, se non che segue sempre il sindaco di Firenze (e, al netto delle ritrosie diplomatiche, candidato premier in pectore) come un’ombra silenziosa. L’incontro con la Merkel non è il primo evento internazionale organizzato da Carrai, che era presente anche alla famosa cena londinese con Tony Blair e il finanziere Davide Serra, che poi contribuirà alla campagna del Rottamatore. E secondo alcuni, sarebbe stato Carrai a convincere Oscar Farinetti, il creatore di Eataly, a supportarlo.

Il riservatissimo Carrai (scarse foto pubbliche, si nega al telefono) è il centro del sistema Renzi. C’è anche chi lo indica come il Gianni Letta del sindaco, cioè la persona che sta rendendo concreta la sua candidatura alla presidenza del Consiglio, con tutto ciò che comporta, dai finanziamenti alle relazioni internazionali e con gli imprenditori. Marco Carrai è direttore generale della Fondazione Big Bang di Renzi e, in quanto tale, gestisce i finanziamenti alle campagne elettorali (i primi pagamenti con Paypal andavano proprio a Carrai, tanto che l’utente riceveva il messaggio «hai inviato un pagamento di x euro a Marco Carrai») ed è presidente del Comitato per la candidatura di Matteo Renzi. A livello comunale, il sindaco gli ha conferito i massimi incarichi possibili: è stato nominato presidente dell’Aeroporto di Firenze, consigliere delegato della municipalizzata Firenze Parcheggi, consigliere della Fondazione Carifirenze (azionista di Intesa San Paolo al 3,2%).

Carrai, che viene da una delle più note famiglie imprenditoriali del Chianti (costruzioni, immobiliare e dintorni) è anche socio e consigliere di una delle aziende di famiglia, la Carrai Paolo e figli. A livello imprenditoriale personale, Carrai è presente in diverse società, tutte a Firenze. Lo spin doctor di Renzi detiene anche alcune partecipazioni attraverso la holding D&C, di cui è presidente del consiglio di amministrazione e socio al 50% (l’altro socio è Federico Dalgas): il 20% di Beauty Lab srl (prodotti per toeletta), il 51% di C&T crossmedia (produzioni cinematografiche), e il 9% di Cki (alberghi). Inoltre, è socio al 12% della società di informatica Ourfuture, della quale è anche presidente e amministratore delegato, e al 14,2% della società di consulenza Cambridge management consulting.

Carrai è considerato vicino anche al mondo Cl-Compagnia delle opere. Suo cugino, Paolo Carrai, guida la principale società immobiliare di famiglia, ed è stato fino a poco tempo fa presidente della Cdo Toscana, che adesso è guidata Francesco Neri, grande amico di Marco Carrai e a sua volta membro del cda della citata Beauty Lab. L’altro cugino, Leonardo Carrai, (fratello di Paolo) è presidente del Banco alimentare della Toscana (società caritativa della galassia ciellina). Inoltre, Stefano Carrai, fratello di Marco, è socio della Chiantishire, azienda che vede anche l’ex presidente Fiat Paolo Fresco. Quest’ultimo proprio attraverso questo canale è stato convinto ad appoggiare Renzi.
Vicino alle gerarchie ecclesiastiche (cosa che lo rende, tra le tante, simile a Gianni Letta) Marco Carrai fa politica da sempre. Negli anni Novanta è stato tra i fondatori dei circoli di Forza Italia nel Chianti. Poi, è passato nelle fila della Margherita, dove fatale è stato l’incontro con Renzi. Incontro che, forse, lo porterà ancora più in alto. 

Filippo Astone per Il Mondo

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