Avanza il berlusconismo come “dottrina di Stato” ufficiale. Come e quando i saggi di Napolitano celebrano l’evento.

Ecco nei fatti come funziona il Sistema Italia.

(seguito concettuale del post di ieri).
Da oggi, fino a giovedì 12 settembre, nei locali del Grand Hotel Villa Tuscolana, nell’amena e antica cittadina di Frascati, si terrà un corso dal sapore tragico.
Perché ha il sapore di una beffa, introdotta applicando modelli di manipolazione subliminale della coscienza collettiva dei cittadini.
Il corso ha la modalità del convegno.
Ma viene presentato –questa, infatti, è la sua definizione- come un corso di “alta formazione politica”, avvalendosi, presumibilmente, di congrui  finanziamenti e sovvenzioni provinciali/ regionali/ statali/europei.
E’ organizzato dalla fondazione privata Magna Carta, ente culturale fortemente voluto, lanciato e presieduto dall’on. Quagliarello, membro della direzione del PDL, nonché uno dei saggi scelti da Napolitano per modificare la Costituzione della Repubblica Italiana.
L’obiettivo del corso/convegno (aperto e diretto ai giovani –nello specifico- e quindi penso si possa avvalere dei fondi destinati alla formazione professionale/promozione cultura/inserimento mercato del lavoro) consiste nel lanciare quella che la fondazione ha individuato come il punto di riferimento strutturale prioritario per costruire la nuova Italia: “il lancio del berlusconismo come modello culturale”.
Garantisco che non si tratta di una idea di Maurizio Crozza, è reale.
Titolo generale, infatti, è “il Berlusconismo attraverso le generazioni: modello per i giovani”.
Fin qui, niente di tragico. E’ normale e legale.
E poi il berlusconismo è stato una realtà italiana per almeno venti anni.
Il punto è chi ne parla e come.
La politica in Italia, è sotto gli occhi di tutti, ha poco a che fare con il servizio pubblico, è più spesso uno strumento nelle mani di alcune persone per costruire clientele grazie ai finanziamenti ottenuti da istituzioni, banche, governi, ecc. Ci si arricchisce, e in cambio si garantisce agli elargitori che voteranno, sgravi fiscali, coperture, leggi ad personam, concessioni statali ed europee.
A questo servono i cosiddetti think tank, laboratori di concentrazione delle intelligenze per garantire alle dinastie oligarchiche la difesa dei privilegi di rendita.
Il corso di formazione professionale di  Alta Politica verrà aperto dall’ on. Quagliarello.
Subito dopo parteciperanno Enrico Letta e Angiolino Alfano.
La prima giornata, dopo le presentazioni, offrirà ai giovani partecipanti e paganti, l’opportunità di essere introdotti e istruiti nel mondo magico dell’innovazione europea: “il berlusconismo come piattaforma culturale per il futuro degli italiani”.
E qui, la parola passa ai grandi intellettuali europei.
Primo nella lista,  oratore carismatico famoso da Lisbona a Mosca, sarà Renato Brunetta, il quale gestirà il corso “La politica in rete” spiegando, presumo, le meraviglie del web, modalità e usi della gestione di siti, blog, evidentemente considerato dalla fondazione europea come il “guru del digitale” (ripeto, a scanso di essere ripetitivo e noioso, che non si tratta di un’idea di Maurizio Crozza, è una realtà).
Nella seconda giornata, il ministro Graziano Del Rio gestirà la discussione forum dal titolo “Vedo, pago, voto: il futuro del federalismo si chiama responsabilità”. Ottimo argomento. Peccato che, per come la vedo io, noi cittadini vediamo allibiti, paghiamo sgomenti, e poi, anche se insoddisfatti, li votiamo lo stesso.
Il corso di formazione di alta politica si tinge di glamour grazie alla presenza di tre importanti intellettuali europee, vere e proprie colonne del nostro continente, considerate in Europa come punti di riferimento insostituibili del dibattito in corso. Apre la “kermesse rosa” Mariastella Gelmini con il seminario che si intitola “I giovani europei e il centrodestra: quando il moderato è rock”, una chicca che neppure Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir insieme avrebbero osato organizzare. Al pomeriggio, Mara Carfagna, poderosa intellettuale, nonchè esperta europea di Alta Politica, intratterrà i giovani paganti con il tema “il Berlusconismo attraverso le generazioni: eredità culturale”. E infine conclude la neo.ministra Nunzia di Girolamo, la cui possanza culturale ci è invidiata da tutti gli altri europei.
Anche qui, tutto normale. Dopotutto siamo in Italia.
Ma il meglio si verificherà il mercoledì 11 settembre, e qui c’è il salto, e l’evento si tinge di toni altamente tragici, quando il seminario sul pensiero berlusconiano europeo verrà tenuto da Luciano Violante, un altro dei saggi presidenziali, grande intellettuale italiano seguito con voracità e ammirato in tutto il continente, il quale ha più di una ragione per potersi presentare ai giovani come lo spin doctor del berlusconismo, qui inteso come piattaforma culturale da offrire ai giovani europei. Dopo aver allietato la platea, Violante prenderà posto in prima fila e assisterà al primo prodotto audiovisivo, considerato il lancio della grande operazione culturale europea della Fondazione e dei docenti partecipanti,  il film ha per titolo “Operazione Quercia: Benito Mussolini a Campo Imperatore” ideato, scritto, diretto e prodotto da Pier Francesco Pingitore. Presente anche Alessandra Mussolini, altra intellettuale europea di grande spessore chiamata a sostenere il nuovo culturale che avanza in Italia (chiedo ancora scusa se mi ripeto, Maurizio Crozza non c’entra davvero per niente) la quale ha anche commentato la presenza di Violante affermando che è la nuova idea di politica basata sull’armonia collettiva, “e poi lui ormai è uno dei nostri”. Grazie per la notizia.E’ così che in Italia si spendono i soldi destinati alla cultura.

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