A seguito delle precisissime informazioni dei servizi segreti USA (IRAQ docet) l’Occidente attacca Assad!

THIS IS WAR!
Grazie al famoso Lodo Srebrenica, e con la massima fiducia nelle informazioni approntate dai servizi segreti Usa (Iraq docet), le nazioni leader dell’Occidente si preparano a castigare il regime dell’ex amico Assad. Noi italians per ora ci nascondiamo dietro l’Onu e le uniche perplessità che hanno cittadinanza sui giornaloni di casa nostra sono quelle di Israele. Per molti, una seconda patria.

Il Corriere riassume la situazione: “Conto alla rovescia per l’attacco. Francia al fianco di Usa e Gb. Washington sta ancora ‘valutando tutte le opzioni’. Domani convocata riunione d’urgenza della Nato. I Paesi del Golfo spingono decisamente per un intervento. Anche il vicino turco sembra pronto a partecipare a un’azione armata. Mosca e Teheran continuano a mettere in guardia il mondo circa le conseguenze catastrofiche di un raid sulla sicurezza della regione” (p. 2).

Intelligente e coraggioso il pezzo di Paolo Rastelli, sempre sul Corriere: “Da Troia a Bagdad, l’eterna illusione della guerra-lampo. I soli specialisti in operazioni militari chirurgiche sono gli israeliani, come accadde nel blitz contro il reattore nucleare iracheno di Osirak. Ma in Libia i raid aerei occidentali hanno aiutato i ribelli anti Gheddafi” (p. 2).

La Repubblica degli Illuminati mette in pagina il pezzo di un esaltato a nome John Lloyd che inneggia all’intervento armato in Siria con motivazioni para-massoniche: “In qualche modo i politici (nessun altro se ne può assumere l’incarico) devono convincere gli elettori ad appoggiare provvedimenti finalizzati all’armonia globale (…). La Siria chiede a gran voce di passare all’azione. E altrettanto fa la vita umana sulla Terra” (p. 4). Armonia globale? Ma tienitela! Non la vogliamo la tua armonia globale. A noi ci piace il casino locale.

Sulla Stampa, Maurizio Molinari ci ricorda in prima pagina chi conta e chi no: “Israele ha paura. ‘Se Assad cade vince Al Qaeda’. Lo Stato ebraico teme la ritorsione di Damasco: corsa all’acquisto di maschere antigas”. E quindi largo spazio alle motivazioni della Bonino: “L’Italia non prenderà parte ad alcun intervento militare in Siria che sia deliberato al di fuori del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (…) Siamo già impegnati in Libano, Afghanistan e per la Libia” (p. 4).

Sul Messaggero, Mortadellone Prodi osa dubitare: “Oggi la documentazione degli orrori di quanto avviene in Siria colpisce sempre di più l’opinione pubblica. Una documentazione che tuttavia, per essere oggettivi, non è stata finora sufficiente per spingere i governi a mettere in atto gli interventi umanitari che sarebbero stati doverosi” (p. 1). La contrarietà di Israele è sempre una bella garanzia per la pace.

 

a cura di Colin Ward

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