Il porcellum, Achille e la tartaruga

A Zenone di Elea, filosofo presocratico della Magna Grecia vissuto nel V secolo a. C., si deve uno dei più celebri paradossi dell’infinito potenziale: quello di «Achille e la tartaruga», in cui pare dimostrarsi l’impossibilità del moto nello spazio.

Achille deve competere con la tartaruga in una gara di velocità. Essendo molto più veloce, le concede 100 metri di vantaggio. Partita la gara, quando Achille avrà percorso mezzo metro, la tartaruga si troverà più avanti di Achille di un quarto di metro; quando Achille avrà percorso quel quarto, la tartaruga si troverà avanti di un ottavo di metro e così via. La distanza tra Achille e la tartaruga, pur riducendosi verso l’infinitamente piccolo, non arriverà mai ad essere pari a zero.

Ad aggiornare tale procedimento – ma riferito alla categoria del tempo – ci hanno pensato il Pd e il Pdl nel varo della legge elettorale. Per anni hanno ripetuto che il «porcellum» andava cambiato, ma era una gara temporale verso il nulla.

Dopo le elezioni dello scorso febbraio, dapprima hanno strombazzato esser la nuova legge elettorale l’imperativo categorico del governo in arrivo (lo proclamò solennemente anche Napolitano nel suo discorso di insediamento alle Camere), poi la gara al rallentatore fra i due partiti ha assunto ritmi misurabili solo con l’orologio atomico. Ieri la Finocchiaro ha dichiarato che «la legge è urgente», mentre Schifani ha affermato di non capire «il perché di tanta fretta».

Chi è più veloce il Pd-Achille o il Pdl-tartaruga? Impossibile stabilirlo: la gara prova l’impossibilità del moto nel tempo.

di Sergio Caroli

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