Alla dott.ssa Laura Boldrini, NO a leggi particolari per il web!

La dott.ssa Laura Boldrini che qui non nomino ne Onorevole ne tantomeno Presidente perché al di là del buonismo di cui ha fatto ripetuto sfoggio in questo inizio di mandato, ha dimostrato una ferrea intenzione repressiva nei confronti della libertà di espressione nel web (naturalmente se quanto riportato da Il Fatto e da La Repubblica corrisponde al vero).

Certamente tutto si muove nel rispetto delle regole e delle leggi, ma con intenzioni e azioni che avremmo considerato esagerate da esponenti del PDL ma che leggiamo come oltremodo inopportune da parte di un’esponente proveniente dal SEL.

Comportamento che è riuscito ad avere addirittura le critiche del Sindacato di Polizia Coisp come riporta l’articolo de Il Fatto.

Certo essere vittima di fotomontaggi pornografici e di minacce, non è piacevole ne tantomeno bello, ma per queste azioni esistono leggi e sanzioni già perfettamente applicabili, è quindi assurdo da questo chiedere leggi particolari per il web.

Tutto questo mi sembra esagerato e liberticida specialmente in una legislazione come questa in cui i partiti di governo coalizzandosi non hanno mantenuto le promesse fatte agli elettori (mai l’uno con l’altro), privando cosi il Paese di una opposizione reale salvo quella del M5S che ha modo di esprimersi solo in rete, dato che tutta la restante informazione è controllata da i due partiti.

Le sue parole minacciano quei piccoli, fragili uomini e donne che per amore della democrazia, della libertà e dell’informazione si avventurano nel web per interpretare i fatti al di fuori della visione espressa dal potere, queste donne e uomini si sentono minacciati dalle sue parole, ben più di quanto Lei si deve essere sentita offesa da quelle immagini. Parole che riferite dall’alto del suo particolare ruolo istituzionale suonano come musica per chi volesse applicare un bavaglio alla libertà d’informazione avendone i numeri.

Questo dott.ssa Laura Boldrini m’impedisce di onorarla dei titoli che istituzionalmente le competono, me ne dispiaccio per Lei e ne assumo la responsabilità, se in questo c’è qualche responsabilità oltre quella di essere un uomo libero che lotta per la libertà del suo paese.

Le ricordo comunque che chi ricopre cariche istituzionali come la sua è tenuto a parlare con moderazione e secondo le responsabilità penali individuali, riguardo queste, occorre che prima si accertino le reali intenzioni dei rei, perché Lei mi insegna, spesso lo scopo di tali azioni è proprio quello di causare reazioni istintive, illiberali e restrittive profittando della giusta e comprensibile indignazione individuale o collettiva. Proprio dal discernimento e dal rispetto del diritto in queste situazioni, discende la stima che il cittadino ha dei propri rappresentanti istituzionali.

 Bernardo Luraschi

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