Orsi al capolinea?

Giuseppe Orsi sembra disponibile a un primo passo indietro dal vertice della Finmeccanica. Dopo alcuni giorni di isolamento nei rapporti con il governo, sancito dalla cancellazione dell’incontro con il premier Mario Monti di due giorni fa, il numero uno della Finmeccanica avrebbe scritto una lettera al presidente del Consiglio per sollecitare un incontro.

Lo ha riferito ieri l’agenzia Adnkronos, insieme alle voci che Orsi sarebbe disponibile a lasciare una delle due cariche, quella di presidente o di amministratore delegato. Fonti di Finmeccanica non hanno commentato la vicenda.

Stando a queste indiscrezioni, nella posizione di Orsi ci sarebbe quindi un’evoluzione rispetto alla linea Maginot annunciata tre giorni fa dal suo avvocato, Ennio Amodio, che aveva detto: «Orsi si difenderà a tutto tondo e si dimetterà solo se glielo chiede il governo».

Chi ha incontrato il manager in questi giorni lo ha visto provato. Orsi è indagato con l’accusa di aver pagato tangenti in una commessa di 560 milioni di euro per la vendita di 12 elicotteri AgustaWestland al governo indiano nel 2010. Secondo le ipotesi all’esame dei magistrati, dall’affare sarebbero state ricavate tangenti per 51 milioni: 41 milioni per corrompere funzionari indiani e dieci milioni per un presunto pagamento alla Lega, che ha sostenuto la promozione di Orsi dall’Agusta a Finmeccanica, nel 2011.

Orsi ha rigettato le accuse, ma le indagini si fanno serrate, anche Finmeccanica è indagata in base alla legge 231. Sono state pubblicate intercettazioni di colloqui fra mediatori consulenti dell’Agusta, la figura chiave è lo svizzero Guido Ralph Haschke, in cui si parla di “51 milioni” e di pagamenti su conti esteri con denaro che transita dalla Tunisia fino alle Mauritius.

Nessun atto illecito è stato provato, tuttavia la posizione di Orsi è indebolita. E gestire Finmeccanica senza un dialogo con il governo, l’azionista principale, è impossibile. Finmeccanica deve affrontare scelte delicate: dalla vendita di Ansaldo Energia alla ristrutturazione e vendita di AnsaldoBreda (che ha annunciato un accordo in Cina da 200 milioni in dieci anni), fino al piano SuperSelex con 5-6mila esuberi previsti.

Tra i candidati alla successione Mauro Moretti delle Fs e Marco Patuano di Telecom, potrebbe tornare in pista Vito Gamberale, oltre ad alcuni interni. Un presidente dall’alto profilo militare e internazionale sarebbe Giampaolo Di Paola. Da verificare, tuttavia, la compatibilità con l’attuale incarico di ministro della Difesa.

 

 

 

 

 

 

Gianni Dragoni per “Il Sole 24 Ore

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