Lombardia, verso le elezioni anticipate

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha detto oggi di ritenere “irrituale” che il segretario della Lega Nord Roberto Maroni pretenda di essere il candidato alla guida del Pirellone.

“Ritengo irrituale che il capo di un partito che ha fatto cadere una Giunta che ha lavorato bene possa pretendere di essere il candidato”, ha detto Formigoni aggiungendo che “è difficile che (la Lega) possa esprimere il candidato”, come confermato da un portavoce.

Stamani dalle pagine del Corriere della Sera, il segretario del Carroccio ha detto che sarebbe “onorato” di ricoprire la carica di governatore della Lombardia e che per lui sarebbe “certamente più importante e gratificante che non fare il ministro”.

2 – SALVINI: IL PIRELLONE ORA TOCCA A MARONI
Re. Pez. per “il Messaggero”

Matteo Salvini è il segretario della Lega Lombarda, ed è colui che in questi giorni di trambusto in Regione ha dettato la linea del partito.

Salvini, il referendum di Formigoni è scaduto: vi aveva dato tempo fino a lunedì sera per rientrare nei ranghi.
«La Lega ha una sola parola, che è quella detta sabato dal Consiglio federale. Facciamo una nuova giunta, votiamo bilancio e nuova legge elettorale e ad aprile si vota».

Formigoni dice che una nuova giunta non può avere una data di scadenza.
«Rivendichiamo il buon governo di questi anni, ma quando c’è di mezzo la ‘ndrangheta dobbiamo dare un segnale drastico. E restituire la parola agli elettori».

Perché il governatore della Lombardia brandisce l’ipotesi di andare al voto entro 45 o 90 giorni come una minaccia alla Lega?
«Noi siamo pronti a votare anche subito, non abbiamo paura».

Allora perché aspettare aprile?
«Perché così possiamo fare una nuova legge elettorale, che significa abolire il listino del presidente dalla scheda, quindi evitare di avere nuove Minetti in Consiglio».

Anche Formigoni ora vuole cambiare la legge elettorale.
«Allora c’è qualcosa di strano. Per fare una nuova legge elettorale, pur correndo come dei matti, ci vuole almeno un mese e mezzo».

Si arriverebbe così a fine novembre.
«Poi va sciolto il Consiglio, convocata la campagna elettorale, che andrà pur fatta, o no?».

E siamo a metà febbraio, forse più in là.
«Se per le politiche si vota a fine marzo o inizio aprile sarebbe logico aspettare un mese e accorpare il voto».

Vuol forse dire che Formigoni dice una cosa – al voto subito – e ne fa un’altra?
«Voglio far finta di non aver ascoltato le sue invettive di questi giorni, e non voglio riaccendere polemiche».

Aspettando i tempi per fare una nuova legge elettorale bisogna fare una nuova giunta. Ci entrerete?
«Non abbiamo mai detto no. Vedremo con quanti assessori».

Lei cosa pensa?
«Uno solo può bastare per essere in maggioranza».

Defilati da qui al voto, par di capire.
«Nessuno si defila, purché si torni a votare. Del resto un cambio della guardia dopo diciassette anni mi sembra che vada bene a prescindere da tutto il resto».

Chiederete il governatore per voi?
«Domenica facciamo un referendum coi gazebo, chiederemo ai nostri chi preferirebbero. Io voto Maroni, sicuramente».

Se invece vincesse Salvini?
«Io ho altre cose che mi aspettano. Maroni sarebbe un ottimo governatore».

Se arriverete fino ad aprile in modo soft, l’alleanza col Pdl sarebbe automatica?
«Non c’è niente di automatico, tantomeno le alleanze. Oggi è un discorso che non ci interessa e non ci appassiona. Né per la Lombardia, né per il Parlamento».

 

 

Reuters

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