Regione Sicilia sull’orlo del CRAC

1 – OGGI: SICILIA: MONTI CHIEDE A LOMBARDO CONFERMA DIMISSIONI
(ANSA) – “Il Presidente del Consiglio Mario Monti, facendosi interprete delle gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Sicilia possa andare in default a causa del proprio bilancio ha scritto una lettera al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo per avere conferma dell’intenzione, dichiarata pubblicamente, di dimettersi il 31 luglio”. E’ quanto si legge in una nota diffusa da palazzo Chigi.

“Infatti, le soluzioni che potrebbero essere prospettate per un’azione da parte dell’esecutivo non possono non tener conto della situazione di governo a livello regionale ma anzi devono essere commisurate ad essa, in modo da poter utilizzare gli strumenti piu efficaci e adeguati”, conclude il comunicato.

2 – IERI: LO BELLO, SICILIA QUASI FALLITA, INTERVENGA MONTI
(ANSA) – La Regione Sicilia si trova ”sull’orlo del fallimento, vicina al default”. A lanciare l’allarme dalle pagine del Corriere della Sera e’ il vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, secondo cui ”va ripensata anche l’autonomia e occorre avviare un’ operazione-verita’. Scuotere dal torpore i siciliani, dai dipendenti regionali ai pensionati della stessa Regione che saranno i primi a trovarsi senza stipendi in caso di crollo.

Ma il governo Monti – aggiunge – deve subito mettere mano ai conti, controllando un bilancio reso non trasparente da poste dubbie e residui inesigibili”. ”La Sicilia – spiega Lo Bello – rischia di diventare la Grecia del Paese e il Paese deve intervenire anche superando gli ostacoli di una autonomia concessa nel dopoguerra, in condizioni storiche e politiche ormai lontanissime, ma utilizzata da scriteriate classi dirigenti per garantire a se’ stesse l’impunita”’.

3 – IERI: LOMBARDO, SMENTIREMO LE CHIACCHIERE DEGLI ASCARI
(ANSA) – “Al momento opportuno smentiremo le chiacchiere degli ascari e dei nostalgici e renderemo conto ai siciliani di quanto tutto ciò è costato”. Lo afferma nel suo blog il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. “In questi giorni è tutto un fiorire di dichiarazioni da parte dell’ascarismo siciliano più variegato e multifunzione: da chi grida al default a chi invoca il commissariamento della Sicilia, – prosegue – da chi chiede la soppressione dell’ autonomia a chi vorrebbe l’intervento del governo nazionale. Evocano oggi la Grecia e domani il Portogallo ignorando che oggi, proprio oggi, lo spread ha superato quota 500 punti”.

“Certo che in queste condizioni economiche generali, nazionali ed internazionali, – osserva – è naturale che regioni del profondo Sud, come la Sicilia, subiscano più di altre le difficoltà di un sistema che è stato portato al fallimento da chi ha governato l’Italia . Ed oggi gridano al disastro economico proprio coloro i cui antichi e nuovi padroni hanno generato il fallimento”. “In questi anni di duro lavoro e di inenarrabili sacrifici, vorrei ricordare a quanti evocano clientelismo e malaffare che questo governo non ha fatto assumere – sostiene – alla Regione un solo nuovo dipendente e non ha combinato i soliti pasticci, ha riportato la spesa pubblica ai livelli di oltre un decennio fa, ha incrementato gli investimenti”.

4 – OGGI: SICILIA: ASSESSORE INFRASTRUTTURE, SULL’ORLO DEL CRAC
(ANSA) – “La Sicilia sull’orlo del crac? Io penso di sì”. E teme che presto non si riescano a pagare gli stipendi dei dipendenti? “Penso di sì”. Lo ha detto l’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Sicilia, Andrea Vecchio, ex presidente dei costruttori catanesi, intervenuto a “24 Mattino” su Radio 24 per commentare l’intervista del vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, apparsa ieri sul Corriere della sera.

“Ho accettato l’incarico da assessore in maniera provocatoria, per mettere le mani dentro e capire perché la Sicilia non funziona – ha detto – Non funziona perché ogni cosa in questa regione si muove in funzione del clientelismo e del voto di scambio”.

Ma Vecchio teme davvero che manchino presto i soldi per i dipendenti? “Penso di sì – ha risposto – e non solo per i dipendenti regionali. Ci sono poi 20 mila precari, gli impiegati dei Comuni, i forestali. Si sono trovati 105 milioni stornando fondi Fas per i forestali, altri 95 si troveranno. Ma c’é grandissima difficoltà per trovare 4 milioni per prorogare i trasporti marittimi tra la Sicilia e le isole minori.

Come se i cittadini delle isole fossero figli di un Dio minore. La condizione della Sicilia è veramente al collasso, si sono sprecate risorse per foraggiare clientele, non si sono fatti investimenti. Noi camminiamo sulla rete stradale realizzata dai Borboni, ogni tanto si sistema una buca, si allargano una curva e un dosso ma è la rete stradale dei Borboni”.

“Rimproverano a Lombardo – ha proseguito – di utilizzare dirigenti esterni, ma mi viene un sospetto: non è che forse la Regione, il pochino che funziona, funziona grazie ai dirigenti esterni perché quelli interni, promossi tutti quanti per clientelismo e senza meriti, non sarebbero in grado di mandare avanti la macchina?”

Sui forestali Vecchio ha detto: “C’é un rumor: che appicchino loro gli incendi. Com’é possibile che in Sicilia ci siano più incendi che nelle altre regioni? E’ solo un sospetto, ma credo che il numero degli incendi sia direttamente proporzionale al numero dei forestali, precari o da stabilizzare. Loro vengono impiegati, e dico impiegati perché lavorare è un termine troppo importante per utilizzarlo in questi casi. Parole dure? E’ quello che penso, io dico di me che la parola precede il pensiero, non ho veli. E mi assumo le mie responsabilità”.

5 – OGGI: D’ALIA, INDEBITAMENTO REGIONE E’ DI 21 MILIARDI
(ANSA) – “L’assessore regionale al Bilancio, Gaetano Armao, ancora una volta prova a nascondere il sole con un dito, sminuendo la voragine di debito che pesa sulle casse della Regione siciliana”. Lo dice il capogruppo dell’Udc al Senato e segretario regionale del partito in Sicilia, Gianpiero D’Alia.

“Le cifre per le quali deve rispondere l’assessore non sono né mie, né dell’Udc – prosegue – ma quelle autorevoli e ufficiali della Corte dei conti contenute nel ‘Rendiconto generale della Regione siciliana per l’esercizio finanziario 2011’, stilato meno di un mese fa: l’indebitamento, al 31 dicembre 2011, è pari a 17 miliardi 365 mila euro, senza che in esso sia ricompreso il debito degli Ato, 1 mld 300 mila euro; delle Asp ed Aziende ospedaliere, 1 miliardo 500 mila euro; degli enti, agenzie e partecipate, 800 milioni, per un totale di oltre 21 miliardi di euro”.

6 – OGGI: SICILIA: MICCICHE’, NON E’ GRECIA D’ITALIA
(ANSA) – “La Sicilia non è la Grecia d’Italia. Viviamo sì, una situazione drammatica ma abbiamo la capacità, la volontà e la forza per risollevarci”. Questo l’appello che il leader di Grande Sud Gianfranco Micciché lancia ai siciliani, dal suo blog ‘Sud’. “Non ci rassegniamo alla povertà – aggiunge l’esponente del movimento arancione -, né al vittimismo. Siamo un popolo fiero, orgoglioso, determinato che vive in una terra piena di potenzialità. Inespresse, certo. Represse, sicuramente. Tuttavia, non è con il tanto peggio, tanto meglio che la situazione può migliorare. Non è invocando l’aiuto di un nuovo messia che possiamo risanare i conti della una Regione”. “Serve rigore, intransigenza, innovazione e coraggio. Tutto questo è dentro di noi, basta essere coscienti di ciò e volerlo veramente. Assieme ce la possiamo fare”, conclude Micciché.

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