La stangata dell’Irpef locale: cresce in mille Comuni

Nella metà delle città dove è stato approvato il preventivo 2012 aumenta l’aliquota. Il rincaro medio è del 46,3 per cento

Il Viminale lascia tempo fino al 31 agosto per chiudere i bilanci preventivi dei Comuni, che devono decidere il trattamento fiscale da applicare ai propri cittadini. In ballo c’è l’aliquota Irpef locale, e molti Comuni hanno già deciso: anche al di fuori delle grandi città il livello del prelievo muove al rialzo. I dati forniti dal dipartimento delle Finanze (aggiornati alla fine della scorsa settimana) parlano chiaro: delle 1.816 delibere comunali già censite, nel 49,7% dei casi cambiano le regole rispetto allo scorso anno, e nella stragrande maggioranza dei casi la decisione è quella di alzare verso l’alto le aliquote, spesso differenziandole per scaglioni. Soltanto in 88 casi la scelta è stata quella di tassare per la prima volta i redditi. Circa un migliaio di sindaci hanno già deciso di aumentare la pressione fiscale usando la leva dell’addizionale.

Il rialzo medio – Così, in media, l’aliquota applicata dai Comuni che ha già trasmesso la delibera al ministero dell’Economia, vola al 5,24%, con un incremento pari al 15% rispetto al 4,55% per mille registrato nel 2011 fra gli enti che applicano l’addizionale. L’aumento invece è del 46,3% se si considera il 3,59 per mille chiesto l’anno scorso dai sindaci. Insomma è in arrivo una nuova, l’ennesima, mazzata.

Caso per caso – Passando in rassegna i diversi Comuni, si nota come alcuni puntino direttamente al massimo dell’aliquota: è il caso di Palermo, Catanzaro, Torino, Sassari, Savona e Parma. C’è poi chi ha deciso di differenziare il trattamento in base al reddito, come Milano, Pavia, Cuneo, Ferrara o Cagliari. Ci sono poi anche primi cittadini in controtendenza rispetto al trend rialzista: a Firenze, Empoli e Novara si è deciso di limare l’aliquota o di alzare l’area di esenzione (un piccolo beneficio che viene spazzato via dall’altro grande balzello, l’Imu sulla prima casa). Da segnalare, infine, il caso-limite di Parma, dove il bilancio comunale è tragico, e quindi il rialzo è pesantissimo: per esempio, un contribuente con un reddito da 20mila euro lordi, lo scorso anno ne passava 80 al comune, mentre quest’anno dovrà all’amministrazione la bellezza di 160 euro.

 

Tratto da liberoquotidiano.it

 

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