In Toscana NON si arresta il crollo delle Giunte PD! Affondano una ad una (Livorno, Arezzo, Siena) sotto i colpi delle inchieste sulla Sanità!

Grandi saldi di fine stagione. A Chianciano Terme si svende tutto: hotel, ristoranti, case, negozi. Un’intera città è sull’orlo dell’insolvenza. Un albergo in asta giudiziaria te lo tirano dietro a 300 euro al metro quadrato, meno del prezzo di un rudere in una sperduta località di campagna, ma di acquirenti nemmeno l’ombra.

Così gli edifici si ammalorano, la cittadina vivace d’un tempo si svuota. L’asse viario principale, che conduce a Piazza Italia, e le vie intorno sono un cimitero di “vendesi” e “affittasi”, di alberghi malamente ristrutturati in appartamenti rimasti invenduti, di saracinesche abbassate, finestre sbarrate, serrande sgangherate. C’era una volta un cinema: chiuso anche quello.

Vuoti i bar, rari i passanti. Il paese non offre svaghi. Il consiglio comunale ha deliberato lo stato di crisi chiedendo aiuto al governo, ma gli ammortizzatori sociali per i distretti industriali sono esclusi dalla legge.
Il declino è cominciato nel 1992, con la soppressione del congedo straordinario per motivi di salute che permetteva ai lavoratori dipendenti di usufruire delle cure termali, con spese a carico dello Stato, senza intaccare i giorni di ferie. Poi, nel 2008, è arrivata la recessione ed è stata la mazzata definitiva.

Il tracollo dell’economia locale ha subito un’accelerazione. Le presenze per terapie idrocliniche (con acque minerali) sono passate da 500mila a 255mila al giorno. Le strutture ricettive erano 332 nel 1992 e sono scese a 189 nel 2010. «Oggi sono meno di 150», sostiene Simonetta Mencarelli, presidente dell’Associazione albergatori.

«Prima Chianciano rappresentava un terzo della ricettività di tutta la provincia di Siena, oggi appena un decimo», dice Daniele Barbetti, consigliere dell’associazione e azionista del Grand Hotel Ambasciatori. Gli occupati diretti sono scesi a mille, tutti stagionali. Vent’anni fa erano il doppio. La città della salute è diventata una citta’ fantasma, frequentata solo da anziani e in numero sempre più esiguo.

La società di gestione delle terme sopravvive grazie al Monte dei Paschi, suo principale azionista, che ne ripiana le perdite. «Altrimenti porteremmo i libri in Tribunale», ammette il presidente delle Terme di Chianciano, Sirio Bussolotti, ex consigliere regionale del Pd.
Prosegue la Mencarelli: «Nel giugno 2010 e nel novembre 2011 abbiamo chiesto al Comune la revisione dei valori catastali degli immobili ai fini dell’Ici. Ora l’Imu ci farà saltare tutti. Il mio albergo ha 200 posti letto. Di solito in questo periodo riuscivo a occuparne 130. Adesso non ho neanche 50 ospiti».

E va ancora bene perché siamo in giugno. Ad agosto scadranno le rate di mutuo e, se gli incassi non aumenteranno, scatteranno i pignoramenti. La disperazione ha spinto proprio ieri un ristoratore al suicidio. Per motivi economici, ha lasciato scritto. La banca gli chiedeva di rientrare ed era in attesa di una cartella esattoriale da Equitalia.

A peggiorare le cose è la concorrenza sleale di chi offre una pensione completa a 15-20 euro al giorno. Racconta Andrea Marchetti, consigliere comunale del Pdl: «È gente che arriva dal Sud, prende in gestione strutture alberghiere, butta giù i prezzi, tratta i clienti malissimo, non versa i contributi all’Inps e dopo un po’ taglia la corda». C’e’ chi teme che queste incursioni mascherino attività di riciclaggio.

Il crollo dell’economia locale espone Chianciano alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Corre voce di imprenditori finiti nelle maglie dell’usura. La Procura di Montepulciano ha indagato su un paio di incendi dolosi avvenuti nel circondario: avvertimenti mafiosi.

Un frequentatore abituale di queste zone ci segnala un recente via vai settimanale di vecchietti provenienti in pullman da Cechia e Ungheria, allettati da un viaggio in Italia ad appena 300 euro e poi, dopo la sistemazione in albergo, spennati a dovere con supplementi per visite giornaliere a Roma, Firenze e altre località turistiche e con la vendita serale in hotel di oggetti per la casa e mobili recapitati a domicilio, a suon di migliaia di euro.

Spiega Paolo Batelli, proprietario dell’Hotel Iris: «Già non abbiamo più margini, figuriamoci se possiamo competere con questi prezzi. Siamo di fronte a un’emergenza sociale sottovalutata dalla pubblica amministrazione, che coinvolge anche Chiusi, Montepulciano, Pienza, San Quirico, Cetona, Torrita di Siena, Sinalunga». Chianciano non arriva a 8mila abitanti, ma con le terme, nei suoi momenti migliori, ha distribuito lavoro a un bacino di 20mila persone.

La politica accusa gli imprenditori di non avere reinvestito gli utili nel periodo delle vacche grasse, quando fu raggiunto il tetto di un milione e 800mila presenze. Molti alberghi sono rimasti fermi nel tempo: stessi arredamenti, stessi infissi, stesse stanze disadorne. La loro offerta è ancora oggi legata alla stagione delle terme (da aprile ad ottobre). Parecchi non sono in regola con le norme antincendio e non hanno né una jacuzzi né una sala riunioni.

C’è però il rovescio della medaglia: le aziende che hanno ampliato l’offerta di servizi, slegandola dalla stagione termale, oggi sono le prime ad essere penalizzate, perché da un lato incombono i mutui, dall’altro c’è una città che non offre niente al di là delle cure. Le sue forme di accoglienza sono rimaste quelle di quarant’anni fa, le strade sono dissestate, l’erba invade i marciapiedi.

Piazza Italia in pieno giugno è recintata per lavori in corso. Lo stesso modello di gestione delle terme è legato quasi esclusivamente ai trattamenti sanitari (acqua da bere e fanghi), se si eccettua il centro benessere con le sue scarse 60mila presenze l’anno. L’offerta turistica potrebbe essere ampliata con lo sfruttamento delle sorgenti d’acqua calda.

Ma la costruzione delle piscine termali procede da anni tra clamorosi errori costruttivi (hanno sbagliato l’altezza delle vasche), demolizioni e contenziosi con il progettista. Un mare di soldi buttati. Dopo tutte queste peripezie dovrebbero essere inaugurate finalmente quest’anno, in ottobre.

«È il fallimento di un’intera amministrazione», denuncia Paolo Michelangeli, titolare dell’Hotel Continentale. Altrove sarebbe successo il finimondo. A Chianciano tutto sembra inamovibile. La sinistra (ieri il Pci, oggi il Pd) gestisce la cosa pubblica con metodi clientelari, anche se il commissariamento del Comune di Siena e le tensioni finanziarie del Monte dei Paschi potrebbero avere l’effetto di un terremoto per l’intera provincia.

Tuttavia una crisi sociale di queste dimensioni non è risolvibile con il solo intervento della giunta. Dice Bussolotti: «Ci vorrebbero scelte straordinarie da parte di Stato e Regione. Forse bisognerebbe riconsiderare la proposta di legge che dichiara zone franche le città come Chianciano. Sarebbe un incentivo non da poco per chi ha voglia di investire e innovare». E conclude: «Dobbiamo invogliare le grandi catene alberghiere a venire qui. Altrimenti non ne usciremo».

 

 

Giuseppe Oddo per “il Sole 24 Ore

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