11 milioni per Casapound, regalo del Comune di Roma per i “Fascisti del III millennio”

Dal bilancio sbucano 11 milioni destinati all’acquisto della sede del movimento di estrema destra chiamato Casapound. Ed è polemica, con il segretario Pd Roma Miccol che dichiara: “Si tagliano servizi e si svende Acea e poi si dona un palazzo ad un’associazione fascista”.

Benedetto Monteleone – 29 Aprile 2012 – Sarà l’aria del 25 Aprile e le polemiche che ne sono seguite, ma a Roma la questione antifascismo tiene ancora banco. Cosa succede nell’Urbe? Roma non era la città antifascista per eccellenza?

A parole il fascismo dovrebbe essere “il male assoluto”, come la stessa Polverini ha dichiarato alla radio nei giorni scorsi facendo sua una espressione resa qualche anno fa da Gianfranco Fini e che suscitò parecchia attenzione. Eppure non basta una semplice “battuta” per tagliare il cordone con certe aree della ultra destra romana.

Tant’è che i rapporti con i poteri neri eversivi di chi ricopre una carica istituzionale generano delle contraddizioni che inevitabilmente vengono fuori in occasione di una festività come il 25 Aprile. Tanto più per chi, come Alemanno, il suo recentissimo passato non lo ha mai rinnegato.  Si sa, chi nasce tondo non può morir quadrato, ed infatti dopo le assunzioni di esponenti di estrema destra nelle varie municipalizzate e dopo l’invito – poi ritirato – reso all’ex terrorista nero Franco Freda al fine di farne presentare un suo libro in Campidoglio, non potevano mancare le regalie del Comune alle associazioni di estrema destra che da qualche anno pullulano sul territorio romano.

Nel bilancio del Comune di Roma spunta infatti l’acquisto dei locali di via Napoleone III occupati dall’associazione di estrema destra CasaPound. Quanto basta per far scoppiare la polemica. “E’ un’aberrazione, una follia e una provocazione”, secondo il segretario romano del Pd Marco Miccoli che sottolinea come l’operazione avvenga “in un bilancio di lacrime e sangue, che contempla ad esempio la vendita del 21% di Acea per ricavare 200 mln di euro, per poi spenderne 11 per acquistare e donare un palazzo all’associazione fascista capitanata da Iannone”.

Miccoli aggiunge: “Stiamo parlando di una cifra enorme dentro un bilancio che taglia i servizi, taglia il sociale, non si occupa della crescita e dello sviluppo, aumenta le tariffe, vende Acea… ma compra Casapound! E poi ci si lamenta se gli antifascisti romani accusano il sindaco di essere ambiguo sul suo modo di essere antifascista”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere comunale Pd Paolo Masini: “È una vergogna – commenta – Chiediamo al sindaco Alemanno, che ha parlato di unità, di dare un segnale concreto alla vigilia del 25 aprile togliendo 11 milioni e otto per l’acquisto della casa dei fascisti del terzo millennio”.

 

Tratto da articolotre.com

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