Belsito canta, la Lega trema!

Fino all’ultimo neanche i suoi avvocati conoscevano il luogo dell’interrogatorio: tanta prudenza perché oggi rompe il silenzio Francesco Belsito, l’ex tesoriere della Lega Nord indagato dalle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria per truffa ai danni dello Stato e riciclaggio, e lo farà rispondendo alle domande del pm di Milano, Alfredo Robledo. Successivamente, forse già nell’arco della settimana, sarà ascoltato dagli altri magistrati.

La giornata è quindi cruciale per le indagini che hanno provocato un terremoto nella Lega, aggiungendo macerie all’attuale scenario politico-giudiziaro italiano

«La sua intenzione è di essere molto preciso e puntuale» ha sottolineato Paolo Scovazzi che con Alessandro Vaccaro difende Belsito. «Io mi sento tranquillo, sereno, aspetto di essere sentito. In procura ricostruirò una versione corretta. Poi ognuno dà le versioni che vuole» ha detto nei giorni scorsi l’ex tesoriere della Lega. «Non ho fatto investimenti a danno del partito» ribadisce, attraverso il legale.

Qualcuno, è la sua tesi, tramava per screditarlo. Qualcuno «che spingeva perché non tornassero quei 350 milioni in parte investiti a Cipro». «Gli investimenti in Tanzania sono rientrati subito – precisa il legale – gli altri fondi no. E’ normale che a questo punto Belsito si sia guardato intorno».

Il riferimento è al «dossier» in cui Belsito avrebbe raccolto elementi per screditare Roberto Maroni. «Non esiste un dossier contro Maroni» dice l’avvocato Scovazzi, che smentisce anche l’esistenza di una memoria da presentare ai risultati. Però precisa: «E’ normale che il mio cliente, vedendosi messo sotto accusa, abbia voluto capire chi fossero le persone che gli volevano così male e che volevano male alla Lega. Gli ostacoli per il rientro dei fondi ne sono un esempio».

«Ho visto il dossier – dice invece Roberto Maroni – e sono convinto che fosse un dossier non da portare all’esterno, ma un fascicolo da presentare a Bossi per aumentare l’attrito fra me e lui e spaccare la Lega». Non destinato alla magistratura? «Le panzane erano così colossali che si sarebbero smontate in un attimo». Ma chi è che voleva spaccare la Lega? «Non lo so, vedremo. Io non mi occupo di complotti, mi occupo di politica».

Da Savona anche il segretario decennale uscente, il consigliere regionale Francesco Bruzzone, conferma: «Ho avuto notizia ieri di essere entrato nel club dei dossierati. Evidentemente c’era qualcuno che non mi voleva bene, ma ora bisogna andare avanti». Il nome di Bruzzone era emerso dalle intercettazioni come l’uomo che avrebbe incassato quasi 50 mila euro per aver favorito l’ingresso di Belsito nel cda di Fincantieri. «Soldi pagati in due tranche dopo la nomina e destinati alla Lega, come si fa in tutti i casi in cui qualcuno del partito assume un incarico» la spiegazione di Bruzzone.

«Ho fatto investimenti sempre a favore del partito» ribadisce Belsito. E’ per paura delle sue investigazioni che ora la Lega farà bonificare da eventuali cimici le sedi del partito? «Da quello che so le attività di bonifica non sono di oggi. Sono precauzioni non solo della Lega ma anche degli altri partiti. E’ impensabile che Belsito abbia potuto far mettere una microspia. In ogni caso, se vogliono controllare, per noi facciano pure».

 

Alessandra Pieracci per “la Stampa

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