Il Beauty Contest provocherà le elezioni anticipate?

Oggi su molti giornali avrete letto della storia del beauty contest, dell’emendamento presentato ieri dal governo in commissione finanze alla Camera e dell’annullamento definitivo dell’assegnazione gratuita delle frequenze del digitale. Al di là del merito della questione, prima che l’emendamento fosse approvato in commissione le posizioni di Pd e Pdl erano piuttosto chiare. Il Pd chiedeva l’annullamento tout court del beauty contest e il Pdl invece no. Risultato: il ministro dello Sviluppo Corrado Passera alla fine ha presentato in commissione finanze un emendamento che sembrava scritto più che da un governo tecnico da un governo di centrosinistra, e comprensibilmente il Pdl si è molto incazzato.

Questo è quello che avete letto sui giornali. Ma tra le righe di questa vicenda c’è una storia che vale la pena di essere raccontata. Una storia per certi versi clamorosa. La storia è questa. Lunedì pomeriggio, ovvero il giorno prima che venisse presentato in Commissione l’emendamento sul beauty contest, il ministro Passera ha chiamato al telefono Paolo Gentiloni (Pd) e ha chiesto ancora una volta, per l’ultima volta, qual era la posizione ufficiale del partito sul tema. Tutto normale, tutto come sempre, se non fosse però che una volta attaccata la cornetta Corrado Passera non ha fatto lo stesso con il responsabile del settore del Pdl. Solo un caso?

Probabilmente no, e alla fine, a sorpresa, il contenuto dell’emendamento presentato da Passera è risultato perfettamente coincidente proprio con le richieste del Pd (e dell’Idv). E dunque no, stavolta niente mediazione. Solo una scelta politica? Forse c’è qualcosa di più, e quel qualcosa in più ce la racconta un deputato che era presente ieri in commissione finanze.

“E’ stato tutto assurdo, e a noi tutti presenti è sembrato essere un regolamento dei conti nel Pdl. Mi spiego. Il presidente della commissione finanze della Camera si chiama Gianfranco Conte, ed è un deputato del Pdl. Conte, per capirci, una volta letto l’emendamento invece che farlo votare avrebbe potuto tranquillamente rinviare la discussione; ma non l’ha fatto. E anzi, a sorpresa, ha scelto di mettere il turbo, e ha fatto votare con urgenza l’emendamento nonostante tutto quello che era successo subito dopo pranzo”.

Cosa era successo dopo pranzo? E’ successo questo. E’ successo che una volta resisi tutti conto che il contenuto dell’emendamento avrebbe potuto mettere in crisi, in questo contesto, la strana maggioranza di governo, alcuni deputati del Pd e altri del Pdl si sono rivolti all’esponente del governo presente in commissione – Massimo Vari, sottosegretario allo Sviluppo – per capire se l’emendamento sarebbe stato modificato o no dall’esecutivo. Vari, per tutto il primo pomeriggio, ha provato a contattare Passera al telefonino; ma il ministro dello Sviluppo non ha mai risposto al suo sottosegretario.

A quel punto, avendo visto Vari in difficoltà, alcuni esponenti del Pd e del Pdl hanno scelto di rivolgersi direttamente a Pietro Giarda, ministro dei rapporti con il Parlamento. Giarda, a quanto pare, non era stato informato della decisione di Passera di non arrivare a una mediazione tra Pd e Pdl sul capitolo del beauty contest (fino a lunedì, infatti, gli accordi tra governo e partiti erano diversi), e una volta capito il potenziale pasticcio decide di rivolgersi direttamente a Mario Monti.

Sono le 14.30 circa: Monti inizia a interessarsi al dossier ma non riesce a fare in tempo a bloccare l’iter in commissione, e nonostante la cautela chiesta sul tema da parte dei deputati del Pdl il presidente della commissione Gianfranco Conte (del Pdl anche lui) sceglie di andare avanti e mette ai voti l’emendamento. Naturalmente, il Pd a favore (insieme con la Lega) mentre il Pdl vota contro. Perché tutta questa fretta nell’andare avanti con l’emendamento in commissione?

Il deputato presente ieri in commissione ha una sua teoria. “Si tratta di una battaglia tutta interna al Pdl, tra tutti coloro che vogliono andare al voto in autunno e quelli che invece vogliono andare avanti con questa legislatura. Ebbene, possiamo dire che con la storia del beauty contest il partito del voto a ottobre ha registrato una prima piccola significativa vittoria, e il fatto che un esponente del Pdl come Conte abbia scelto di andare avanti nella discussione sull’emendamento nonostante le richieste contrarie dello stesso Pdl è un segnale inequivocabile del fatto che nel centrodestra sta crescendo il peso di chi vuole andare a votare in autunno.

E in questo scenario, evidentemente, nello scenario del voto in autunno uno dei protagonisti rischia di essere la persona che più di tutte ieri può essere considerata responsabile del pasticcio politico sul beauty contest, e che più di tutte, in fondo, all’interno del governo, avrebbe un certo interesse a far precipitare la situazione, e magari a scendere direttamente in campo. Avete capito, sì, parlo proprio di Corrado Passera”.

 

 

 

Claudio Cerasa per “Il Foglio

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