SIAE verso il crac! Immobili ceduti a parenti e amici, congedi strapagati, malattie continue…

Suo padre, segretario di Mario Scelba, il democristiano che recitò da premier, inventò la celere e manganellò il “culturame”, forse sperava in qualcosa di diverso. Invece Gaetano Blandini, 50 anni, figlio di madre greca, uno che da ragazzo maneggiava la lingua di Omero meglio dell’italiano e traduceva relazioni su Atene e dintorni per la Presidenza del Consiglio non disprezzate dai servizi segreti di casa nostra, è precipitato nell’Odissea della Siae. A capo della società degli autori e degli editori, commissariata all’alba della primavera del 2011 per manifesta incapacità di regolarizzare un debito di 800 milioni con gli associati, sopravvivere all’avvento di Mauro Masi e alle regole del mercato.

Così nell’aumento smisurato del numero dei componenti degli organi di controllo, degli stipendi e delle prebende offerte ai soliti noti, la Siae si è comportata come la Costa Concordia. Si è avvicinata a riva ed è naufragata. Per risanarla dopo le dimissioni dell’ex presidente Giorgio Assumma e più in là della nomina onorifica del commissario straordinario Gianluigi Rondi, 91 anni, il carrozzone ha pensato a un nocchiero ambizioso. Gaetano Blandini, intimo di Gianni Letta e allievo di Carmelo Rocca , padre padrone dello spettacolo anni 80, conosciuto quando Blandini trafficava per ore nelle sale polverose della commissione censura.

Come il Blandini di oggi, il Rocca di ieri, inimitabile accentratore di cariche, faticava a delegare. Riuscì a essere presidente della commissione che erogava i fondi di garanzia e a capo della sezione credito della Bnl che li pagava. Un capolavoro equilibristico di cui Blandini ha fatto tesoro dopo essersi esercitato nella gavetta.

Se nella Repubblica fondata sul lavoro i ruoli sono interscambiabili, per sillogismo, sono invertibili anche le poltrone. Così dopo la non rimpianta esperienza di Gianni Profita al ministero dei Beni culturali come direttore generale della sezione cinema dal 2002 al 2004, Blandini gli subentra e Profita va a occupare alla Siae la stessa sedia sulla quale ora balla Blandini.

Il padre della legge sul cinema (“Bland”, come lo chiamano, è tra i massimi esperti legislativi del settore), il dirigente trasversalmente apprezzato da produttori ed esercenti (sue intuizioni i finanziamenti a Gomorra e Il Divo), lo spregiudicato grand commis che gestiva decine di milioni di euro l’anno colto al telefono con l’amico Balducci e con Diego Anemone: “Senti oggi abbiamo approvato… Sono stati bravi; si sono spicciati… digli che adesso devono essere altrettanto bravi a spicciarsi con la banca”, il tutto e il niente, compresa la frequentazione della cricca, di questi anni confusi.

Chi ha fatto certamente in fretta, oltre a Blandini, è il suo amico Salvatore Nastasi detto “Salvo”, 38 anni. Al ministero erano inseparabili. Nastasi che con l’attuale dg della Siae divide la pinguedine, la riservatezza (dicono che Blandini esca solo per correre a vedere l’amata Lazio), i rapporti filiali con “Zio” Gianni Letta e la disinvoltura, è rimasto lì, nella stessa veste (capo di Gabinetto) già indossata ai tempi delle avventure paranepotistiche dell’ex ministro Bondi e consorte Repetti.

Blandini è invece emigrato alla Siae e rispetto all’epoca delle passeggiate sulla Croisette, lo descrivono più accigliato. Lo consola lo stipendio, quasi mezzo milione di euro, circa tre volte in più di quanto percepito da celebrato Dg del cinema, lo inquietano le nubi sull’istituto. Mancano i soldi per i fondi pensioni, 87 milioni ora congelati da Rondi per riconoscere 615 euro da destinare a poco più di 1000 ex associati (ora nullatenenti). Situazione immutata nonostante Vincenzo Vita (Pd) avesse proposto un emendamento “inizialmente fatto proprio dai relatori del decreto sulle liberalizzazioni e poi espunto dal testo per il no del Mibac”.

Per decenni alla Siae (c’è un’indagine interna in corso, disposta da Blandini stesso) sono stati ceduti a parenti, mogli e fidanzate immobili di proprietà dell’ente con modalità, per così dire, curiose. Caparre di 500 euro per appartamenti valutati mille volte tanto. Possibilità di scegliere comode rate dilatate tra le duecento e le 480 (oltre la vita naturale, alla Siae funzionava così).

Scandali assortiti (congedi strapagati, monte ferie da vacanzieri perenni , malattie continue e persino colossi televisivi nazionali che non saldano dichiarando “notevoli difficoltà economica”) complici del dissesto attuale. Se sindacati e sinistra avversano Blandini (sostengono i suoi per l’abbattimento dei privilegi precedenti) la sua gestione ha avuto l’inatteso plauso di un cronista non sospetto, Gian Antonio Stella, capace di notare che il nuovo corso, se non altro, ha abbattuto del 30 per cento i congedi giornalieri (reiterati) dei dipendenti cagionevoli.

Quasi una metafora della Siae, ormai vecchia e incapace di riconoscere i diritti acquisiti per inseguire una sostenibilità economica che non coincide più con l’anarchica ironia di Beppe Grillo: “Sono l’unico iscritto che si fa le cassette da solo”. Oggi l’avvenire fugge dietro le spalle, il passato è una terra straniera e la solitudine degli associati, meno matematica di un numero primo.

 

 

Malcom Pagani per il “Fatto quotidiano

3 Comments on "SIAE verso il crac! Immobili ceduti a parenti e amici, congedi strapagati, malattie continue…"

  1. Gianni17461660 | 14 Marzo 2012 at 13:00 | Rispondi

    Caro CIPRIANO ,,, ci sono ancora tante cose di cui si dovrebbe parlare… io ho un PUB e da quando l’ho creato … ho scoperto come la SIAE sia uno strozzino e una casta protetta e prepotente!: non offre un servizio adeguato sul territorio , i cosi detti mandatari sono arroganti … sicuri del loro potere per grazia ricevuta e ti fanno tutti i dispetti che voglio ,,, farti aspettare ore e ore per pagare i diritti, fare dei blitz nel locale per importi i loro superflui balzelli che c’e’ ne sono sempre di nuovi: per il numero di video, per la dimensione dei video, per il numero di altoparlanti, la potenza – Troppe tasse per i diritti in un locale (pago il canone RAI per la TV maggiorato per il locale pubblico, anche se la rai non la mettiamo mai e poi per gli stessi televisori la tassa per la SIAE) . Se poi fai musica dal vivo le cose si complicano c’e’ l’agibilità dei suonatori, il numero dei suonatori, se è un dj o se suona, ecc.. ecc. – Una serata dal vivo con tre bravi musicisti locali che si divertono a fare buona musica ,,, pago più di tasse che di cachet per quei “poveracci” che invito a suonare !! … – non parliamo poi dei brani che dobbiamo elencare per la serata dal vivo … quasi sempre si inseriscono dei titoli di canzoni casuali tanto per riempire il foglio o addirittura li mette il mandatario per fare il favore a non so chi!! … – basterebbe lasciare più LIBERALIZZAZIONE per queste piccole iniziative dei locali per la musica dal vivo … che so ,, per esempio far pagare una una tantum per tutto l’anno … e lasciare la SIAE solo per le manifestazioni di piazza degli artisti … pagati a fior di quattrini…- In questo modo si farebbero più serate dal vivo … a vantaggio del commercio del locale, della migliore conoscenza dei talenti dei suonatori locali (e c’e’ ne sono tanti) … che suonano per divertirsi e anche se possono per ricavare qualche soldo per le spese !

  2. Per non parlare degli indecenti balzelli imposti agli alberghi, sia per la siae che per il consorzio dei produttori di supporti fonoriproduttori………..obbligatori in quanto…se si ha una tv in camera si potrebbe “riprodurre” musica….il pizzo alla mafia é più onesto…

  3. da quando hanno visto che contro la pirateria di cd e dvd duplicati illegalmente o scaricati non c’è niente da fare, perdendo fior di quattrini per il copyright, hanno iniziato a tartassare chi ha anche un buco di locale per un pò di musica… ma allora che facessero come l’FBI in america,se hanno le palle, chiudere siti come megaupload o megavideo con richiesta di risarcimento di 100 milioni di dollari.

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Perché?

Protected by WP Anti Spam