Ugo Mattei scrive al Presidente Napolitano

Ciò che si chiede, Signor Presidente, è soltanto una valutazione quanto più oggettiva e condivisa degli scenari che motiverebbero l’opera.

 

 

 

 

Pare infatti a centinaia di esponenti del mondo scientifico ed universitario italiano che questa valutazione non sia stata fatta compiutamente in questo ventennio di non-discussione sull’opera. Recenti studi suggeriscono invece di considerare attentamente la scelta di lanciarsi in un cantiere dagli esiti così incerti. La nuova linea con tunnel di 57 chilometri prevede tempi di realizzazione ultradecennali, e si presenta come del tutto rigida sul piano degli adattamenti alla rapidissima evoluzione sociale – generata dalla onnipresente penetrazione delle tecnologie informatiche – ed economica in tempo di crisi e contrazione strutturale dei consumi.

Realizzare il gigantesco tunnel costerà più che cablare l’Italia con la banda larga: ma mentre disporre della banda larga è un progetto che presenta innumerevoli vantaggi in tutti i settori della vita quotidiana e professionale, il tunnel serve a una e una sola cosa, cioè far passare delle merci e forse dei passeggeri che un domani potrebbero non esserci e che già oggi dispongono di valide alternative. Ci sono grandi probabilità che l’opera si riveli in tutto o in gran parte inutile. In ogni caso irreversibile ne sarebbe tuttavia l’impatto ambientale.

 

Ugo Mattei

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