America parte il riciclo… di carrarmati!

Armi pesanti, droni, robot, elmetti anti-schegge, addestramento da guerra e perfino un carro armato: le polizie d’America rafforzano le capacità paramilitari grazie a 34 miliardi di dollari spesi dall’indomani dell’11 settembre 2001 per acquistare armamenti e pagare veterani forgiati dalle guerre in Iraq e Afghanistan.

A descrivere la trasformazione dei corpi di polizia è un’indagine svolta dal «Center for Investigative Reporting» in 41 dei 50 Stati americani dalla quale emerge che la svolta militare non è ristretta alle città considerate possibili obiettivi di attacchi terroristici – come Washington, New York o Los Angeles – ma si estende a una miriade di piccoli centri dove il livello di criminalità non desta eccessive preoccupazioni.

A Fargo, in North Dakota, si registra ad esempio una media di due omicidi l’anno. Finora non ci sono stati allarmi-terrorismo ma ciò non toglie che la polizia abbia speso 8 milioni di dollari per acquistare elmetti Kevlar identici a quelli usati dalle truppe in Iraq e Afghanistan e pure un blindato con cannoncino e torretta girevole, al costo di circa 257 mila dollari.

Per Mark Randol, esperto di antiterrorismo del Centro ricerche del Congresso di Washington, «le polizie sentono di aver bisogno di squadre Swat, capaci di usare armamenti avanzati, per affrontare pericoli potenziali» come l’assalto jihadista a Mumbai nel 2008, che fece 164 vittime, o il massacro al Virginia Tech del 2007 nel quale perirono 33 persone.

«Non è vero che ci stiamo militarizzando – si difende il capo della polizia di Los Angeles, William Bratton teniamo solo il passo con una società dove le armi sono sempre più diffuse». Nella Contea di Montgomery, in Texas, lo sceriffo ha speso 300 mila dollari per dotarsi di un drone identico a quelli adoperati dalla Cia in Pakistan e Afghanistan mentre ad Augusta, in Maine, dove l’ultima morte violenta risale a 125 anni fa, la polizia ha acquistato corpetti anti-bomba da 1500 dollari l’uno e a Des Moines, in Iowa, sono stati comprati due robot anti-bomba per un costo complessivo di oltre 360 mila dollari.

Ad alimentare questo fenomeno è da un lato la disponibilità di fondi governativi, garantiti dal ministero della Sicurezza interna e dal pacchetto fiscale varato nel 2009 dal presidente Barack Obama, e dall’altro il rientro dall’Iraq di milioni di pezzi di equipaggiamento che il Pentagono è pronto a vendere, così come di centinaia di migliaia di veterani disponibili a essere arruolati come consulenti anti-terrorismo.

A West Hartford, in Connecticut, la polizia ha organizzato una «competizione per agenti Swat» che ha consentito agli abitanti di osservare l’impiego di divise e armamenti che ricordano le operazioni in Iraq e Afghanistan, sullo sfondo di musiche di popolari videogame. Si tratta di un mercato in ascesa, come attesta uno studio della Sicurezza interna secondo cui nel 2014 i corpi di polizia spenderanno 19,2 miliardi di dollari per dotarsi di armamenti e tecnologie molti avanzate. Nel 2009, i miliardi stanziati erano stati 15,8. Da qui l’aumento anche degli agenti speciali Swat, che oggi sono 1.650 mentre nel 2000 erano 1.026.

«Molti dei nuovi agenti sono veterani di guerra» spiega Charles Romney, ex capo della polizia di Washington, sottolineando come averli fra i ranghi consenta di «elevare la qualità degli armamenti». Ad esempio a Filadelfia 1.500 agenti si stanno addestrando all’uso di fucili d’assalto, mentre in Arizona lo sceriffo anti-clandestini Joe Arpaio ha rafforzato l’arsenale per sorvegliare il confine con il Messico con un carro armato nuovo di zecca.

Nulla da sorprendersi, dunque, se Ray Kelly, capo della polizia di New York, qualche settimana fa ha assicurato di essere in grado di «abbattere un aereo, se dovesse minacciare la città».

 

Maurizio Molinari per “la Stampa

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