Enav e favori: spuntano Giovanardi e La Russa

L’inchiesta Finmeccanica fa scoprire interessanti altarini

La spremuta di sangue in Finmeccanica, con la defenestrazione di Guarguaglini e della Grossi, sarebbe dovuta arrivare ai primi vagiti di crisi intorno alle incredibili inchieste che hanno coinvolto l’azienda di Stato. Purtroppo, l’inazione del ministro dei videogame Giulio Tremonti ha portato oggi a questo incredibile sputtanamento di un’azienda quotata in Borsa e che ha rappresentato, prima di diventare una succursale per famigli di dubbia moralità, l’innovazione in Italia. L’articolo di Fiorenza Sarzanini:

Borgogni lo ha specificato nel primo verbale: «Io sono il collettore di rapporti con i politici per conto di Finmeccanica e mi sono sempre occupato di trasferire le loro richieste alle società del Gruppo. Nomine, assunzioni, appalti: sono in grado di ricostruire quanto è accaduto negli ultimi anni». Le sue indicazioni hanno già portato all’acquisizione di numerosi documenti negli uffici di piazza Monte Grappa e in altre aziende. L’attenzione degli investigatori è concentrata sui contratti stipulati durante questa gestione, anche perché Borgogni è stato esplicito: «Ho sempre agito d’accordo con il presidente Pier Francesco Guarguaglini, del quale sono uno dei collaboratori più stretti ». Ha poi fornito indicazioni sui partiti di riferimento specificando come i politici che hanno chiesto e ottenuto favori e utilità appartengono a tutti gli schieramenti: destra, sinistra e centro. Finora ha però negato di aver mai gestito passaggi di denaro. E ha aggiunto: «Mi sono sempre occupato di grossi affari a livello centrale, ma non posso essere preciso su quanto avveniva a livello locale, perché le aziende che si trovano sul territorio trattano direttamente con i politici di riferimento della Regione o del Comune dove operano, anche se si tratta di personaggi di livello nazionale».

Di qui arriva la lista delle raccomandazioni, con nomi eccellenti:

La prima convocazione di Borgogni davanti ai pubblici ministeri Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesco Curcio risale al marzo scorso. L’indagine è quella sul deputato del Pdl Marco Milanese, all’epoca consigliere politico del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Nel corso di una perquisizione è stato acquisito un appunto scritto a penna con i nomi di alcuni politici associati alle nomine di consiglieri di amministrazione. Sul foglietto ci sono i nomi del ministro della Difesa Ignazio la Russa, del deputato della Lega Giancarlo Giorgetti, c’è un Romani che potrebbe essere il ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani. E poi un lungo elenco di aziende con accanto una rosa di candidati. Contratti come contropartita Borgogni chiarisce che si tratta dei politici che hanno indicato i manager da nominare nei cda oppure ai vertici delle controllate. Poi va oltre spiega che esiste un «tavolo» dove si decide la spartizione fra partiti, sottolinea come una volta un nome gli fu indicato dal sottosegretario Gianni Letta per conto di Carlo Giovanardi, indica il “suggerimento” di Claudio Scajola, quello fornito da Marco Milanese.

Poco prima dell’estate arriva la svolta:

Borgogni sa che le indagini nei suoi confronti hanno fatto emergere episodi di presunte corruzioni. Capisce che per lui potrebbe arrivare una richiesta di arresto, anche perché le verifiche disposte a Roma dal pubblico ministero Paolo Ielo delineano il suo ruolo nel sistema di assegnazione degli appalti dell’Enav in cui compare anche una società, la Renco, riconducibile alle sue due figlie. E nel corso di un nuovo interrogatorio, assistito dall’avvocato Stefano Bortone, si mostra disponibile a rispondere a tutte le domande deimagistrati. «Ogni volta che una personalità politica agevola l’assegnazione di un appalto— afferma —chiede una contropartita. Si tratta di incarichi di consulenza per familiari o persone di fiducia, ma anche di assunzioni per i figli o per altri familiari».

 

Dario Ferri

1 Comment on "Enav e favori: spuntano Giovanardi e La Russa"

  1. Francesco Cagliari | 21 Novembre 2011 at 15:34 | Rispondi

    FILI POLITICI:

    Giovanardi era il portaborse di Casini
    e la linea proseguiva con
    Forlani e con Andreotti.

    Poi arrivò Gianni Letta, quale uomo
    di Andreotti presso Berlusconi.

    Ho lavorato in Parlamento,
    lo so.

    Francesco Cagliari (Modena)

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