Le dimissioni sono il minimo

Silvio Berlusconi è stato sconfitto non dalla sinistra ma dai mercati internazionali, dice Fabrizio Cicchitto alla Camera durante il dibattito per la legge sulla stabilità. Ora quindi la domanda rimane aperta: chi ha armato la mano dei vincitori?

In area comunista e in quella del Popolo delle Libertà l’idea è la stessa: un non ben precisato complotto internazionale guidato ieri dalla Bce e oggi dalla Goldman Sachs, che ha in mano Mario Monti e tiene quindi i destini dell’Italia per le palle (vi giuro, c’è gente che più o meno la pensa davvero così!).

Sarebbe bello che si cercasse di comprendere, invece di riportare ossessivamente il trafiletto di Milano Finanza in cui si racconta in forma dubitativa che GS ha dato l’ordine di vendere le obbligazioni italiane, seguita a ruota dagli hedge funds che ovviamente adesso sono ritornati ad essere le locuste degne compari delle banche d’affari: quando fallivano per la crisi, loro che millantavano di far guadagnare anche fuori dal mercato, invece erano tornati ad essere dei poveri rincretiniti.

Ve piacerebbe. Anche facendo finta che sia vero, che GS abbia venduto chissà quante obbligazioni tutte insieme provocando la crescita dello spread, bisognerebbe ricordarsi che anche tanti altri agenti economici hanno seguito la presunta azione della banca d’affari. E se l’hanno fatto è perché sono stati spinti dallo stesso ragionamento: ovvero che il nostro paese era attraversato da una crisi politica e l’azione del governo era di fatto bloccata.

Come del resto da quindici anni a questa parte. Berlusconi non è stato sconfitto dai mercati, ma dalla sua incapacità di fare qualcosa per il paese una volta arrivato al governo. Diciassette anni di discesa in campo, da protagonista della scena politica italiana, tutti passati a fare niente, nella migliore delle ipotesi, se non a fare danni. E quando uno segna così tanto la vita politica di un paese e poi finisce per essere costretto a uscire di scena, di solito lo fa in modo molto più «doloroso» di quello che sembra stia per capitare al Cavaliere.

Le dimissioni sono il minimo. In un altro Paese sarebbero andati a prenderlo con i forconi.

 

di Alessandro D’Amato

Be the first to comment on "Le dimissioni sono il minimo"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Perché?

Protected by WP Anti Spam