Eppur non molla!

Niente, il Puzzone di Arcore non molla. L’ipotesi che vada via di sua volontà è zero. Non lo staccano dalla poltrona-letto di Palazzo Chigi nemmeno le cannonate. E non pensate che nei mesi scorsi non abbiano scovato escamotage per un salvacondotto giudiziario in caso di dimissioni.

Una per tutte. Durante l’estate alcuni emissari della maggioranza sondarono Bersani su un’eventuale amnistia con la solita causa del sovraffollamento delle carceri. Malgrado l’opinione favorevole del segretario del Pd, il Banana ha detto no. Non mollo.

L’ultimo tentativo per pensionarlo in qualche clinica per la cura di sessotossici è stata compiuta in gran segreto da duo Alfano-Casini. La scorsa settimana i due avanzi di democristi hanno bussato alla porta del segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone per ottenere la benedizione a un governo Alfano-Maroni con l’appoggio dell’Udc. Benedizione subito accordata dal cardinale che smania per un ritorno democristiano a Palazzo Chigi.

Aggiungere che Bertone ha molta influenza sui cattolici del Pd, capitanati da Fioroni e Bonanni, che ormai contano i minuti per annunciare l’addio al partito dopo che Culatello Bersani ha virato a sinistra verso un’alleanza esclusiva con la sinistra combattente di Vendola e Di Pietro.

Ecco apparire all’orizzonte di nuovo la Balena Bianca carica di un esecutivo da fine legislatura affinché il Pdl possa recuperare nelle urne delle politiche 2013 i consensi perduti a causa del “troiao” del Berluskazzo. Il piano, come ricompensa all’appoggio dell’Udc, prevede Pierfurby candidato al Quirinale, of course.

Ebbene, nemmeno un governo del delfino fidato con maggioranza rinforzata dai voti dell’Udc, ha smosso dal bunker di Palazzo Grazioli il “premier a tempo perso”. Perfino su “Il Foglio” in prima pagina si può leggere: “Lui resta parlamentare. Chi voterebbe l’arresto?”, in un pezzo titolato “Berlusconi fa meglio a mollare. Sottrarsi all’assedio non è un impeachment, con le dovute cautele” (vedi sotto)

Ancora un tentativo andato a vuoto di pensionamento dell’infojato, questa volta comprensivo di Prodi. “Poco più di una settimana fa”, rivela Minzolini nella sua rubrica di “Panorama”, “I messaggeri che fanno avanti indietro tra il governo e l’opposizione hanno recapitato al Cavaliere questa proposta: la richiesta a Giorgio Napolitano di nominare sia lui sia il Professore senatori a vita e un governo tecnico-politico di larghe intese presieduto da Mario Monti, con il taglio delle ali (dentro Pdl, centristi e Pd, fuori Lega e dipietristi)”.

Che fare?

La soluzione politica è la strada più battuta in queste ore per risolvere il bubbone-Silvio. Sperare sulle mosse dei mercati, come fa Giuliano Amato, con la Bce che smette di comprare Btp appare, giorno dopo giorno, con Mario Draghi pronto a prendere la poltrona di Trichet, poco probabile. Anche perché l’effetto domino dell’Italia-crac sarebbe la pietra tombale per la moneta unica.

Quindi, c’è chi punta a risolvere la tragedia in Parlamento, sottraendo voci alla maggioranza. Voci incontrollate dicono che la massoneria abbia già dato indicazione ai suoi peones di traslocare al gruppo misto. Altri esponenti del Pdl stanno architettando un piano di far cadere il governo su un voto importante che non sia legato alla manovra economica.

Sono tutti freneticamente al lavoro, Udc compresa (vedi Di Pietro che da della “escort della politica” a Casini), per sbloccare l’impasse di un paese sputtanato dalle puttane di Stato (Berlusconi è liberissimo di trombare chi vuole, anche le capre, ma non può permettersi di far pagare la prestazione allo Stato elargendo un posto di valletta a Sanremo o un appalto in Finmeccanica, chiaro?).

Tratto da Dagospia

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