Sapete chi difende le scandalose esenzioni fiscali pro Vaticano? PD, UDC e FLI!

«Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria».

A un mese dagli attacchi alla casta dei politici, lanciata dall’anonimo Spider Truman, gli «indignados» della Rete tornano all’attacco. Questa volta l’obiettivo è la Chiesa e i suoi «privilegi fiscali». Sull’agorà virtuale di Facebook, è bastata una manciata di ore per far schizzare oltre quota 50 mila i «mi piace» alla pagina che accompagna una foto del Papa sotto una pioggia di banconote.

E via con la petizione a suon di clic per «far pagare l’Ici a tutti gli immobili del Vaticano presenti sul territorio italiano» (un’esenzione che vale circa 400 milioni di euro, che vanno aggiunti agli oltre 500 per il non dovuto pagamento dell’Ires).

I Radicali si aggiungono al coro e avanzano la loro proposta: «Dimezzare l’8 per mille – attacca il segretario Mario Staderini – ed eliminare i privilegi fiscali, senza togliere un euro alle parrocchie ma solamente alle attività commerciali e alle iniziative politiche della Cei». Perché «non è pensabile che in una manovra che taglia di tutto, comprese le spese per il sociale, l’unica cosa intoccabile siano i privilegi del Vaticano».

Il «rottamatore» del Pd, Pippo Civati, si chiede: «Perché la Chiesa non fa opera di carità e misericordia rinunciando alle esenzioni fiscali sugli immobili per alleviare le sofferenze dei credenti?». Il consigliere regionale lombardo passa quindi la palla all’interno del suo partito, spiegando che si tratta di «una riflessione che anche il Pd dovrebbe affrontare». Ma Rosy Bindi, presidente dei democratici, non vuol sentir parlare di spremere le casse vaticane: «Credo che la Chiesa – ha detto – sia una grande ricchezza per la società italiana, le opere di carità della Chiesa sono ancora più importanti per la crisi economica che sta mordendo le famiglie, il lavoro, i giovani».

Posizione condivisa in tutto per tutto da Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc: «C’è chi ritiene che la Chiesa sia un impiccio per la società, chi invece ritiene che sia un grande elemento di aiuto e ricchezza, capace di prove straordinarie di solidarietà. Non si può fare la contabilità della Chiesa con criteri che non tengono presente questa grande missione sociale».

Esenzioni intoccabili anche per Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati di Futuro e Libertà: «La Chiesa – spiega – ha diritto ai benefici fiscali in ragione dell’attività rilevante sul piano della solidarietà sociale e del bene pubblico, senza distinzione di religione, etnia, appartenenza

 

Marco Bresolin per “La Stampa

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