Alla ricerca dell’accisa perduta

Avvicinarsi ad un distributore di benzina in questi giorni provova un certo malessere.

Teniamo presente che il prezzo del greggio non è poi così alto; il barile di petrolio, infatti, è meno caro che nel luglio del 2008 (periodo dell’ultimo grande aumento), ma i prezzi alla pompa sono ben più alti.

Questo fenomeno si spiega solo in un modo, modo che putroppo finisce col trasformare quel malessere in rabbia, perché si va a scoprire che il governo ha nuovamente alzato le accise sui carburanti.

Per capire meglio, occorre fare ricorso ad alcune semplici formule, in modo da rendersi conto come si determina il prezzo alla pompa:

prezzo alla pompa = (prezzo alla produzione + accise) + IVA 20%

Conoscendo il prezzo alla pompa ed il prezzo alla produzione, possiamo risolvere l’equazione precedente e scoprire che negli ultimi anni le accise sui carburanti non hanno fatto altro che aumentare (salvo un brevissimo periodo), per arrivare a raggiungere un importo (in €) per litro pari a 0.613 per la benzina super e 0.472 per il diesel. Altra cosa che da un notevole fastidio è il fatto che lo Stato ci faccia pagare 2 volte delle tasse su ogni litro di benzina: la prima volta con le accise, la seconda con l’IVA, che è anche calcolata sulle accise! Forse sarebbe più giusto calcolare l’IVA sul solo prezzo alla produzione.

A questo punto, la domanda è spontanea: come abbiamo fatto ad arrivare a queste cifre? La risposta non è facile, poiché circolano un sacco di legende circa l’origine delle accise; l’unica fonte certa che sono riuscito a trovare riguarda una sezione del sito dell’Agenzia delle Dogane che riporta la normativa sulle accise da oggi fino al 2001. Così occorre accontentarsi di un viaggio a ritroso nel mondo delle accise, cercando di capire le ragioni di queste tasse “occulte” nei meandri di centinaia di codicilli di legge.

Con una nota del 28 Giugno 2011, il Direttore Centrale dell’Agenzia delle Dogane (di seguito AdD) comunica:

– le aliquote d’accisa vigenti relativamente alla benzina e alla benzina con piombo, pari ad Euro 571,30 per mille litri, e al gasolio usato come carburante, pari ad Euro 430,30 per mille litri, a partire dal 28 giugno e fino al 30 giugno 2011 vengono rispettivamente aumentate ad Euro 611,30 per mille litri e ad Euro 470, 30 per mille litri;

– le aliquote d’accisa applicabili a partire dal 1° luglio 2011, ai sensi della Determinazione n. 41102/RU, relativamente alla benzina e alla benzina con piombo, pari ad Euro 573,20 per mille litri, e al gasolio usato come carburante, pari ad Euro 432,20 per mille litri, vengono rispettivamente aumentate, fino al 31 dicembre 2011, ad Euro 613,20 per mille litri e ad Euro 472,20 per mille litri.

Tutto ciò a seguito delle comunicazioni prot. n. 39/11/UCL, del 27 giugno 2011, e n. 37473/UCL, in data odierna, l’Ufficio del Coordinamento Legislativo-Finanze, al fine di fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria nel territorio nazionale determinato dall’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti a paesi del Nord Africa, ha evidenziato la necessità di provvedere all’adozione degli aumenti suddetti, in applicazione dell’art. 5, comma 5-quinquies della legge n. 225 del 1992.

In sostanza, 4 centesimi e rotti per fronteggiare l’emergenza degli sbarchi a Lampedusa.

Nel 2011 c’era stato un nuovo aumento, comunicato con la Determinazione n. 41102 del 5 aprile 2011, in cui il Direttore dell’AdD comunicava tra le altre cose

dalla data di pubblicazione della presente determinazione sul sito internet dell’Agenzia delle dogane e fino al 30 giugno 2011:
– benzina e benzina con piombo: Euro 571,30 per mille litri;
– gasolio usato come carburante: Euro 430,30 per mille litri;

Detto in altri termini, visto che il governo Berlusconi ha tagliato i fondi a tutti quanti (visto che dovevano spenderli per il ponte sullo stretto ed altre menate di questo tipo) e data la levata di scudi generale del mondo della cultura, hanno pensato bene di trovare nuovi fondi mettendo le mani nelle tasche degli italiani.

Scorriamo gli anni fino al 2008, anno in cui c’è stato il picco dei prezzi di cui abbiamo parlato. In particolare, per calmierare i prezzi, il governo dell’epoca (epoca di Prodi) decise di applicare una riduzione delle accise fino al 30 Aprile del 2008, operazione resa effettiva con la comunicazione del Direttore dell’AdD n. 1052/V del 20 Marzo 2008 in cui si comunicava che le accise su benzina e diesel sarebbero state modificate in:

a) per la benzina: ad € 547,17 per mille litri (da € 564,00 per mille litri);
b) per gli oli da gas o gasolio usati come carburante: ad € 406,17 per mille litri (da € 423,00 per mille litri);

Per trovare le altre modifiche alle accise, occorre giungere al 2005, anno il cui il Direttore dell’AdD emana la comunicazione 643/V/AGT del 22 Febbraio 2005 in cui si dice:

… si fa presente che l’art. 1, comma 9, del decreto-legge suddetto ha disposto che le aliquote di accisa, indicate nell’allegato I al decreto legislativo n. 504 del 26 ottobre 1995, e successive modificazioni, relative alla benzina, alla benzina senza piombo e al gasolio utilizzato come carburante, sono aumentate, su tutto il territorio nazionale, rispettivamente:
– ad euro 564,00 per mille litri, per la benzina e la benzina senza piombo;
– ad euro 413,00 per mille litri, per il gasolio utilizzato come carburante.

Andando a spulciare il comma del decreto legge a cui si fa riferimento, sembrerebbe che le maggiori entrate derivanti siano state utilizzate per “il rinnovo del primo biennio del contratto collettivo 2004-2007 relativo al settore del trasporto pubblico locale”.

Sul finire 2003, il governo decide di fare un delicato omaggio agli italiani, decidendo un aumento delle accise sulla sola benzina super, comunicato con nota del Direttore dell’AdD del 29 Dicembre 2003: “E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n.300 del 29 dicembre 2003, il decreto-legge 24 dicembre 2003, n.355, recante proroghe di termini previsti da disposizioni legislative, con il quale, all’articolo 23, concernente norme in materia di trasporto pubblico locale, al comma 2 viene disposto un aumento dell’aliquota di accisa sulla benzina, di cui all’allegato I al testo unico accise approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.504, che viene elevata da euro 541,84231 a euro 558,64, per mille litri”.

Il comunicato n. 1501/UDA del 29 settembre 2001 mette nero su bianco l’aumento avvenuto nel 2001, in particolare si dice:

… Conseguentemente, l’aliquota di accisa gravante sulla benzina è fissata per il periodo 1° ottobre-31 ottobre 2001 a lire 1.007.486 per mille litri di prodotto.

Trasformando la cifra in euro, otteniamo 520.30 € per mille litri. Purtroppo non è stato possibile rintracciare traccia dell’accisa sul diesel, ma nello stesso periodo dovrebbe aggirarsi attorno ai 380.00 € per mille litri.

In circa dieci anni, dunque, le accise sulla benzina super sono passate da circa 0.52 a 0.613 €/l (un aumento di circa il 20%), mentre per il diesel si è passati da 0.38 a 0.472 €/l (un aumento pari quasi al 25%).

Per chi fosse interessato ad approfondire questo genere di questioni, ho deciso di tenere un rapporto sui prezzi dei carburanti, aggiornato settimanalmente, in cui riporto l’andamento dei prezzi alla pompa, di quelli alla produzione, di quelli del greggio e delle accise.

 

Domenico Delle Side

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