Il crepuscolo del sarkoberlusconismo

Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi nutrono una stima reciproca e non lo nascondono. Nel giugno del 2008 il presidente francese è stato il primo capo di stato estero a essere ricevuto da Berlusconi dopo la sua rielezione alla presidenza del consiglio. All’epoca Le Monde aveva dedicato un articolo ai due leader di governo, sottolineando i loro punti in comune:

Entrambi di destra, grandi seduttori e abili comunicatori, condividono numerosi valori, uno stile “da arricchiti” e un talento per la teatralità […]. In economia sia Berlusconi che Sarkozy si ispirano al modello americano e venerano l’efficienza dell’impresa, ma nessuno dei due si risparmia a volte uscite interventiste se non addirittura isolazioniste.

Il parallelismo tra i due è ormai datato, ma è stato il politologo Pierre Musso il primo a inventare il termine “sarkoberlusconismo”. Il neologismo è comparso per la prima volta come titolo di un saggio pubblicato nel 2008 (Ponte alle grazie). L’opera sarà presto riesumata dagli editorialisti sui due lati della Alpi. Oggi Musso ne pubblica una versione approfondita e rivista: “Sarkoberlusconismo: la crisi finale?”

Ossessione per la gestualità, cultura del risultato, teatralizzazione della vita pubblica: i punti in comune sono tanti, ma anche le differenze. A cominciare dalla loro carriera: uno proviene dal mondo degli affari e ha scoperto la politica tardi, “un antipolitico che scopre la politica nell’atto di entrarne a far parte”, mentre l’altro è “un politico professionista che vuole rompere con la forma più classica di politica”. Due percorsi diversi, ma anche grandi somiglianze nel modo di fare politica e molti elementi che giustificano il paragone di Musso:

Comparare i due personaggi e il loro approccio permette di fare chiarezza. Comprendendo Berlusconi si scopre Sarkozy, e viceversa. L’ombra dell’uno (l’antipolitica vista dal mondo dell’impresa) è la luce dell’altro (la politica reinventata dall’impresa). Nel centauro sarkoberlusconiano ritroviamo le due figure del principe immortalate da Machiavelli: il politico professionista e l’uomo che viene dal privato.

Secondo Musso però il sarkoberlusconismo è in difficoltà, indebolito dalla crisi economica e sociale in Francia e dai problemi giudiziari e d’immagine del capo di stato italiano. Ad ogni modo, l’avvenire del concetto non dipende soltanto dai due uomini che lo hanno creato.

Se per il sarkoberlusconismo il crepuscolo sembra ormai arrivato, è anche vero che non avrà detto ancora l’ultima parola fino a quando le forze di centrosinistra non avranno messo in piedi un’alternativa valida, in Francia come in Italia, anziché limitarsi a costruire quei fronti “anti Sarkozy” o “anti Berlusconi” che non fanno altro che rafforzare i due leader.

Il futuro del “sarkoberlusconismo” dipende anche dall’intelligenza degli avversari.

Tratto da presseurop

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