Criminali nazisti invecchiano (impuniti)

Dopo la condanna di Demjanjuk  quanti latitanti geriatrici nazisti rimangono là fuori?

C’è una caratteristica che li contraddistingue: l’espressione fredda, unita a una faccia assente. Loro stanno lì da decenni, i criminali nazisti sopravvissuti. Sopravvissuti perché non sono stati catturati ed eventualmente puniti, non già per altri motivi. Una corte tedesca ha condannato John Demjanjiuk per aver partecipato attivamente all’assassinio di più di 28.000 ebrei nei campi di sterminio. Un numero che corrisponde a un intero paese, a un quartiere di una grande città, a quanto riderisce Slate. Lui li ha ammazzati ed è lì a farsi condannare. Vivo e vegeto, ha 91 anni, deportato negli Stati Uniti. Deve scontare cinque anni di prigione. Viene da ridere. Cinque anni di prigione per un ultraottuagenario? Dopo aver ucciso un intero paese? Ma quale pensa è adeguata per uno così, che riesce ancora a convivere con ciò che ha fatto? Inoltre, quanti ce ne sono ancora come lui? Centinaia, forse.

Il Centro Simon Wiesenthal, organizzazione che persegue i criminali nazisti e che fa  base a Los Angeles, pubblica un rapporto annuale sulle indagini riguardanti i criminali di guerra nazisti. Nell’ultimo report, pubblicato il 31 marzo 2010, si parlava di 852 presunti criminali. Un numero importante, che riguarda sospettati e persone su cui si stanno prendendo informazioni. Ma forse sono di più, i criminali nazisti dispersi in giro per il mondo, che vivono sereni la loro vecchiaia circondati dall’affetto della famiglia e in luoghi sicuri, dopo quello che hanno fatto.

FILE APERTI – Certo, ci sono anche innocenti sui quali si fanno investigazioni. I file aperti dal 2001 sono 2718, quelli archiviati solo 87. Gli altri casi sono ancora sotto inchiesta e solo alcuni hanno perso ragione di esistere a causa della morte dell’indagato. Di vecchiaia, questa è la cosa agghiacciante. Molti criminali nazisti hanno avuto l’occasione di invecchiare, a differenza delle loro vittime.

VITTIME – Molte persone sono a ragione più sospettate di altre. I casi aperti in Polonia sono 316, in Germania 177 (sebbene ultimamente i tedeschi abbiano aperto 130 nuovi fascicoli), in Austria solo 28. L’Austria non ha perseguito i crinimali nazisti per oltre 30 anni, a solo di recente ha aperto una seria commissione d’inchiesta. Stessa cosa per gli Stati Uniti: 87 casi aperti. E solo di recente a uno dei più ricercati criminali del centro Wiesenthal, Ivan John Kalymon, è stata tolta la cittadinanza americana e per lui si attende la deportazione. Nel frattempo ha avuto occasione di invecchiare, di diventare cittadino americano e di avere una famiglia, cosa che ha negato alle sue vittime.

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