Scajola torna a fare il ministro?

La casa a sua insaputa ormai è dimenticata: il ligure in corsa per le politiche comunitarie

Claudio Scajola si era distinto per la sua attività: dopo l’addio alla poltrona dello sviluppo, l’imperiese più potente del mondo aveva riunito attorno a sé varie anime del Popolo delle Libertà e lanciato molti segnali a Berlusconi: basta con questo partito malgestito, potremmo votare anche contro in qualche occasione. Il premier ha sentito dall’orecchio ed ecco l’offerta: per lui ci sarebbe pronto il ministero delle Politiche Comunitarie, che era dell’ex finiano Ronchi e nel frattempo è stato offerto, senza successo anche ad Adolfo Urso.

VIA DEL FAGUTALE – La “scoperta” di non essere stato alla fine rinviato a giudizio nell’indagine di Perugia, quella in cui era emersa la famosa casa compratagli “a sua insaputa” da Diego Anemone, che aveva pagato con assegni il sovrapprezzo in via del Fagutale, ha ringalluzzito Scajola: i pubblici ministeri non hanno proceduto nei suoi confronti perché non hanno mai trovato la prova della corruzione, ovvero il legame tra l’immobile al Colosseo e qualche lavoro pubblico affidato all’imprenditore. E così Scajola se l’è cavata, con tanta faccia tosta visto che bolla come “bufala” l’intera notizia dell’inchiesta quando i pagamenti comunque rimangono, senza che se ne sia compreso bene il perché. Soltanto un paio di giorni fa aveva ribadito all’Ansa il suo disinteresse per l’approdo in Consiglio dei Ministri:

“Io ministro? Non è problema di seggio, i problemi sono ben altri …”. Claudio Scajola liquida così le indiscrezioni su un suo possibile ritorno al governo dopo la chiusura dell’inchiesta di Perugia sui fatti del G8 che lo ha scagionato da tutte le accuse. “Si, ho parlato con il presidente Berlusconi ma non è un problema di seggio”. Sull’inchiesta G8: “E’ stata detta la parola fine, parliamo d’altro”. “Ho sempre detto che ero totalmente estraneo a questa indagine, che mi ha fatto soffrire per la violenza mediatica che c’é stata”. “Dobbiamo rafforzare le occasioni di incontro e di confronto rispetto a quelle di scontro, perché il nostro paese ne sta soffrendo”.

MA ADESSO? – Adesso, però, ha cambiato idea. E la nomina potrebbe essere ratificata entro giugno, specialmente se alle amministrative il PdL dovesse portare a casa senza difficoltà Milano e Napoli.

Dipocheparole

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