Arrigoni, addio verità: “Morti tre rapitori”

Assediati, una granata lanciata dal maxiricercato li uccide durante il raid delle forze armate palestinesi, secondo fonti arabe.

Avevamo giusto ieri diffuso le immagini pubblicate dal sito di Hamas, che raffiguravano i tre attivisti salafiti ricercati per l’uccisione di Vittorio Arrigoni, il pacifista italiano rimasto ucciso in un rapimento orchestrato dagli attivisti dei gruppi palestinesi vicini ad Al Qaeda. Fin dal pomeriggio di oggi era noto da fonti di agenzia che Hamas, il partito di fatto al governo della Striscia di Gaza aveva in programma un raid in piena regola ai danni di questi ricercati, di cui erano noti appunto nomi e volti.

DUE MORTI – Il raid, a quando si apprende ancora da fonti di agenzia, è andato bene: nel senso che sono stati rintracciati i tre ricercati. Solo che essendone morti tre, sarà davvero difficile capire cosa è successo nella vicenda Arrigoni.

Si è concluso poco fa a Gaza il blitz della polizia di Hamas che aveva circondato un’abitazione del campo di Nuseirat dove si erano nascosti i salafiti responsabili della morte di Vittorio Arrigoni. Secondo i media palestinesi, dopo un assedio durato ore, il ricercato principale, il giordano Abu Abdel Rahman Bereitz, ha lanciato una bomba a mano contro gli altri due miliziani, ferendoli, per poi togliersi la vita con un colpo d’arma da fuoco. Poco prima un altro ricercato, Mohammed al-Salafiti, si era consegnato alla polizia cosi’ come il proprietario dell’abitazione nel quale il commando si era nascosto. Nelle prime ore del blitz c’è stata una intensa sparatoria tra i salafiti e la polizia che ha provocato il ferimento ad un piede di una ragazza.
Secondo fonti di agenzia, ancora, i due uccisi sarebbero proprio due dei ricercati, così che solo uno ne rimarrebbe in vita e sarebbe in grado di raccontare i motivi e la dinamica del sequestro Arrigoni. Ciò che è certo e confermato, in ogni caso, è che Hamas è in possesso dei tre ricercati: che siano vivi o morti, è tutto da chiarire. Sono loro i morti del blitz?

POMERIGGIO DI FUOCO – Non è stato un blitz facile, raccontano ancora le notizie che trapelano dal Medio Oriente: fin dal pomeriggio il fortino in cui si erano assediati i ricercati era stato preso d’assalto dalle forze di Hamas. Persino i familiari dei sequestratori avevano tentato di convincerli ad una resa. I sequestratori gli hanno sparato.

Due ricercati per il sequestro e l’assassinio di Vittorio Arrigoni, assediati dalle forze di Hamas, hanno aperto il fuoco sui loro stessi parenti che tentavano di avvicinarsi per convincerli alla resa. Lo riferisce il sito Hala.ps. Poco dopo, nella zona e’ stata udita un’eplosione. In precedenza si erano consegnati alle forze di sicurezza il terzo ricercato, Mohammed al-Salfiti, e il proprietario della casa nel campo profughi di Nuseyat dove i fuggitivi si erano nascosti. Durante il blitz delle forze di Hamas c’e’ stata una sparatoria in cui e’ rimasta ferita a un piede una ragazza.

L’ultimo dei sequestratori, ammesso che gli altri due siano morti, è in effetti nelle mani del governo palestinese, visto che si sarebbe arreso alle forze di Hamas.

Hamas avrebbe sgomberato diverse case nell’area di Wadi Gaza, prima di attaccare l’abitazione della famiglia Abu Ghulah, secondo quanto riportato da alcuni testimoni. Il padrone di casa, Amer Abu Ghulah, si è arreso alla polizia; le forze di sicurezza hanno intimato agli altri sospetti presenti in casa di fare lo stesso. Il ministero dell’Interno di Gaza ha chiuso l’area, definita “zona di sicurezza”.

Tommaso Caldarelli

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