Dal ‘foera dei ball’ al permesso per tutti. La Lega va alla guerra con la Francia

Berlusconi firma il decreto sui permessi temporanei per i migranti che vogliono lasciare l’Italia. Parigi replica: “Non subiremo un’ondata di immigrazione”. Il Viminale: “Sarkozy ha un atteggiamento ostile”
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Nel pieno dell’emergenza immigrazione, parte il progetto di rilasciare permessi di soggiorno temporanei. La firma del presidente del Consiglio è arrivata dopo che il ministro Roberto Maroni ha ribadito in Parlamento la nuova linea del governo. Un’inversione di rotta totale, dopo il clamoroso “foera dei ball” di Umberto Bossi che in maniera colorita ha fotografato il sentimento della base leghista per nulla d’accordo con la nuova filosofia del tutti dentro. Adesso lo scontro con la Francia che il nostro ministro ha definito “ostile” e non collaborativa. Un buon modo per giustificare la scelta dell’esecutivo con gli elettori padani. Il progetto però si scontra con il muro alzato dall’Eliseo. La circolare inviata dal ministro dell’Interno Guéant spiega, infatti, che gli immigrati provenienti da un paese dell’area Schengen “possono effettuare in Francia soggiorni che non superino i tre mesi” ma devono rispettare diverse condizioni: essere in possesso “o di un documento di soggiorno valido emesso da uno stato membro dello spazio Schengen e del proprio passaporto”, “o di un’autorizzazione provvisoria di soggiorno valida, emessa da uno stato membro, accompagnata da un documento di viaggio emesso dallo stesso stato membro”. A dare ragione al ministro francese ci pensa la Commissione europea: “I permessi di soggiorno non sono permessi automatici di viaggio all’interno dell’area Schengen”

Redazione Il Fatto Quotidiano

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