Federalismo Fiscale – Aspetti negativi e positivi di questa proposta di riforma

Si è tenuta ieri sera presso la sede dell’Associazione Amici di Beppe Grillo in Via Ganaceto 45 a Modena, la quarta Lezione/Incontro a cura di Candelli Francesco.

Durante l’incontro si sono analizzati gli aspetti negativi e positivi di questa proposta di riforma in Italia e cenni su quella Europea.

Ottima la risposta della cittadinanza!.

Ecco un brevissimo sunto per capire con il federalismo fiscale, cosa cambia per le regioni.

Con l’entrata in vigore del Federalismo Fiscale le regioni potranno godere di una maggiore autonomia e di più margini di manovra sulle tasse. Le addizionali Irpef potranno salire fino al 3% e si potrà intervenire sull’Irap, ma i paletti da rispettare saranno molto più rigidi e scatterà un meccanismo premiale che concederà più risorse alle regioni virtuose, mentre farà scattare sanzioni alle regioni con i conti in rosso.

Le regioni potranno azzerare l’Irap, ma solo se l’Irpef non supera il 3% e, viceversa, non si potrà ridurre l’Irpef se si è già azzerata l’Irap. Le regioni inoltre potranno disporre del 25% del gettito dell’Iva nazionale. Chi sarà più virtuoso potrà ridurre le tasse, avrà diritto a quote aggiuntive dei fondi fas e potrà godere di riduzioni fiscali sui carichi di famiglia.

Chi invece sfora dovrà aumentare Irpef e Irap e rischierà di incorrere nel cosiddetto fallimento politico. Sei mesi prima delle elezioni il presidente di regione dovrà presentare bilanci certificati, altrimenti non potrà ricandidarsi. Questo nuovo decreto attuativo dovrebbe essere pronto entro due settimane.

 

 

Rocco Cipriano

 

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