Alemanno: “Gli stupri sono colpa della sinistra”

Il sindaco di Roma in versione papa Ratzinger tuona contro l’emancipazione delle donne. Burqa in arrivo?

La destra italiana è sempre una sicurezza. Perchè uno non fa mai in tempo ad elogiarla, anche solo parzialmente e di striscio, che loro subito ti ricordano che è meglio essere dall’altra parte. Ma si badi bene, non per scelta politico-ideologica: per normale buon senso ed aderenza ai tempi. Succede che a Roma nell’ultimo mese c’è stata un’escalation in fatti di violenza; comprensibilmente l’opposizione ha tuonato contro il sindaco. E’ saltato fuori che uno di questi fatti di violenza era finto, e giustamente il sindaco ha bollato quelle dell’opposizione come sterili polemiche. Giustamente.

COLPA DELLE RADICAL-CHIC – Pochi minuti dopo, intervenendo alla consulta delle donne del PdL, Gianni Alemanno, probabilmente in giornata, ha dato la sua interpretazione della violenza sessuale in quanto tale. Dissertando dei massimi sistemi, dunque, il primo cittadino della capitale azzarda in filosofia e rintraccia l’origine delle molestie nel comportamento discinto delle donne, colpa ovviamente di una certa visione radical-progressista della femminilità, del femminismo, del ’68 e compagnia bella.

I problemi della violenze sessuali sono nati “quando il radical-progressimo ha imposto la logica materialista ed edonista della nostra societa’ stradicando i valori tradizionali”. Cosi’ il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in occasione della prima conferenza nazionale ‘Fattore D su lavoro ed occupazione femminile’ organizzata dalle donne del Pdl. “Se c’e’ un problema di violenze sessuali nel nostro Paese- ha chiarito il primo cittadino della Capitale- questo dipende dalla cultura edonista e consumista che ha presentato la realta’ di sesso e amore come una merce da consumare. E noi che crediamo nei valori della famiglia e nel rispetto della persona umana dobbiamo contestare questa cultura nata quando si sono stradicati i valori tradizionali della nostra societa’”.
Ah, si, signora mia, nei bei tempi andati queste cose non succedevano.

CULTURA TRADIZIONALE – L’affermazione di Alemanno è piena di idiozie, ma talmente tanto che è difficile persino iniziare a smontarla. L’idea che la violenza sessuale al tempo della “cultura tradizionale” non esistesse è una baggianata, e lo capisce qualsiasi essere dotato del raziocinio minimo sufficiente ad alzarsi la mattina e prepararsi la colazione; Alemanno invoca la “cultura tradizionale”, senza specificare però a cosa si riferisca. Perchè l’aggettivo, in sè, non vuole dire niente: quale cultura tradizionale, quella antecedente al nuovo diritto di famiglia, voluto da quei comunisti dei democristiani, che prevedeva l’adulterio femminile come offesa criminale? Quella dei matrimoni combinati e della dote? Persino nel cinema degli anni ’50 questa cultura veniva messa alla berlina: la sorella di Ferribotte, ne “I soliti ignoti”, vive murata in casa fino a quando il bellone non riesce a trovare un modo per entrare. Caro alemanno, è quella la cultura tradizionale, quella delle donne velate: la rimpiange, forse? Ce ne sono, di paesi in cui questa cultura tradizionale è ancora operativa, e anzi imposta: si rivolga a Teheran, all’attenzione di Mahmud Ahmadinejad. Conosce la moglie? L’ha mai vista? Ah già: non si può.

DITELO A RUBY – Stare nel 2011 a sostenere che, con un ardito giro ideologico, alla fine la violenza sessuale è sempre colpa delle donne, che se se ne stavano a casa a fare la calza non sarebbero state violentate, è insieme un’ovvietà, una delle frasi più reazionarie sentite negli ultimi mesi e la cartina di tornasole della cultura politica della destra italiana. No, perchè – magari se ne potrebbero accorgere – di acqua ne è passata sotto i ponti. Eppure il nostro paese si mantiene uno dei luoghi al mondo in cui le donne contano di meno: pensi, sindaco, in alcuni posti del mondo le donne hanno addirittura cariche di governo. Ma l’analisi storica finisca qui, per lasciare spazio alla politica: no, perchè, le risate qui si fanno fragorose. “La cultura edonista e consumista ha presentato il sesso e amore come una merce da consumare”: ora, questa frase la si può anche dire, e magari è pure difendibile politicamente, ma davvero, non sotto le bandiere del “Popolo della Libertà per Berlusconi presidente”. Dài, se non la decenza, almeno la cronaca. “Loro”, che credono nei valori della famiglia tradizionale, dovrebbero farsi quattro conti in casa loro, per evitare di apparire un tantino incoerenti. Ma si sa, vizi privati, pubbliche virtù.

Tommaso Caldarelli

1 Comment on "Alemanno: “Gli stupri sono colpa della sinistra”"

  1. Sono senza fiato. LORO dicono che la cultura edonistica e commerciale è colpa della sinistra?!
    OMG…

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