La Telecom e lo scandalo delle sim false: “I vertici sapevano tutto”

Un rapporto Deloitte accusa i precedenti amministratori delegati del colosso delle comunicazioni

Lo scandalo delle false Sim di Telecom si arricchisce di un ulteriore particolare.

DANNI PER MILIONI DI EURO – Da quanto e’ trapelato, l’inchiesta nasce da un rapporto della societa’ di consulenza Deloitte, commissionato dalla stessa societa’ di telecomunicazione e acquisito dai pm milanesi prima di Natale, che aveva esaminato i temi relativi ai procedimenti giudiziari degli ultimi anni, e cioe’ quella sui dossier illegali, sulle sim false e sul caso di Telecom Sparkle, costato da solo centinaia di milioni di euro in accantonamenti a Telecom. E proprio il capitolo sulle carte prepagate fittizie avrebbe portato all’operazione di oggi della Guardia di finanza, che si sarebbe recata anche negli uffici della stessa Deloitte, per raccogliere la documentazione pertinente alla loro gestione almeno nel periodo 2005-2007. Il rapporto della stessa societa’ di consulenza ha conteggiato tra i 20/30 e i 60/70 milioni di euro i danni subiti per la carenza di controllo nel loro commercio.

IL RAPPORTO DELOITTE – Scrive poi oggi Repubblica che il paragrafo 5.4 del rapporto Deloitte, studio commissionato dal consiglio di amministrazione di Telecom Italia guidato da Franco Bernabè per far luce sulla gestione precedente, si occupa proprio della “consapevolezza del fenomeno” della  la falsificazione delle sim card, grazie alle quali la società di telefonia ha potuto consolidare per anni una quota di mercato nei cellulari superiore a quella reale.

L’ipotesi è che Tim abbia intestato irregolarmente milioni di sim e, secondo la procura di Milano che indaga sulla vicenda, le abbia mantenute in vita con ricariche minime per restare leader in Italia della telefonia mobile. Il periodo preso in considerazione dal Rapporto Deloitte va dal 2005 al 2007 e per capire chi era a conoscenza del fenomeno i consulenti hanno passato in rassegna gli Audit interni (giugno 2005, settembre 2006 e luglio 2008) e le dichiarazioni rese alla procura di Vicenza da chi si occupava del business delle sim card. Gli audit hanno constatato che il sistema di controllo era «carente», se non «critico», mentre le dichiarazioni dei manager sembrano inchiodare alle loro responsabilità gli amministratori delegati che si sono succeduti in quegli anni, in particolare Riccardo Ruggiero. È lui il trait d’union nella gestione: nel 2005, il presidente era Marco Tronchetti Provera, che esce però a settembre 2006.

Al suo posto arriva prima Guido Rossi (settembre 2006 — aprile 2007), poi Pasquale Pistorio. La gestione operativa, invece, è sempre nelle mani di Ruggiero, fino a dicembre 2007, data delle sue dimissioni.

IL FATTORE LUCIANI – A parlare di Ruggiero è anche Napoletone, alias Luca Luciani, responsabile “Sales” dal 2005 al 2008, nel verbale del 13 maggio 2009:

«(Sapevano delle sim) certamente oltre a me e alla struttura da me dipendente anche i miei superiori, inclusi gli amministratori delegati succedutisi nel tempo. (…) Ruggiero diventa l’uomo forte dell’azienda. Impone una politica commerciale spinta ed esercita pressioni finalizzate all’incremento progressivo delle quantità commerciali di vendita. Solo a partire dalla seconda metà del 2007, l’attenzione aziendale vira dal volume al valore». Per Luciani, si prende atto del problema nel secondo semestre 2007, quando «si decise di imporre una maggiore pressione sui dealer sul rispetto della procedura». Più netto, Lucio Golinelli, dirigente responsabile dell’area Sales Consumer nel verbale del 26 febbraio 2009: il fenomeno «era noto in azienda fin dal 2000, si tratta di una conoscenza che definirei storica. (…) Rispondeva alla politica di tutte le società di telefonia mobile. Vi era l’interesse ad avere il maggior numero di clienti che generassero un minimo di traffico, da cui una forte spinta su volumi acquisitivi ingenti».

Così anche Gabriele Della Vedova, responsabile “Sales support e process” nell’interrogatorio del 10 febbraio 2009: «La struttura centrale era perfettamente a conoscenza di fittizie intestazioni di schede a nomi di fantasia, come Pippo, Pluto, Paperino, per struttura centrale intendo l’azienda stessa, a partire dal Top management ».

Alessandro D’Amato

1 Comment on "La Telecom e lo scandalo delle sim false: “I vertici sapevano tutto”"

  1. Dal portale Indymedia
    http://liguria.indymedia.org/node/7121
    TIM sala bim.
    Giochi di prestigio in casa Telecom. Come gonfiare il fatturato con un tocco di bacchetta magica.
    Oltre 7 milioni di carte prepagate fantasma (per la telefonia mobile) SIM intestate a persone inesistenti messe in circolazione in un paio d’anni (periodo 2005-2007). Ecco come Telecom faceva impennare e lievitare i dati sulla clientela.

    Per questa vicenda Luca Luciani, neo-direttore generale di Telecom, è attualmente indagato per truffa, false comunicazioni sociali e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo. Dovrà rispondere delle stesse imputazioni anche l’ex ad di Telecom, Riccardo Ruggiero. Tutti gli altri

    Nel febbraio scorso sono state perquisite le due sedi di Telecom (Milano-Roma) nonchè gli uffici della società di revisione Deloitte. Le indagini del pm Alfredo Robledo hanno preso il via dopo che le autorità inquirenti avevano preso visione del rapporto riservato di Deloitte commissionato dall’AD Franco Bernabè e dal Cda della società di telecomunicazioni (vedi un estratto del dossier allegato pdf quì riprodotto). Lo studio della società di consulenza analizza le vicende giudiziarie di Telecom degli ultimi anni, dalla vicenda dei dossier illegali della security Telecom sino al caso della “Frode Carosello” (Telecom-Fastweb) che ha coinvolto Telecom Italia Sparkle.

    La domanda importante è una: ma possibile che nessuno dei vertici di Telecom ha visto niente? Nessuno s’e avveduto di 7 milioni di carte prepagate fantasma? Nessuno s’è accorto di quei 300 milioni di euro di frode iva portati in dote a Telecom?

    Ci torna in mente il teorema roppiano: “è assolutamente fuori dall’ordine naturale degli accadimenti umani…” che siano disposte operazioni illecite per somme così ingenti “… senza che i dominus della società ne siano a conoscenza e lo accettino…” I vertici dell’azienda “ …non potevavo non sapere … e pertanto è da ritenere che siano corresponsabili della vicenda, corresponsabilità che come logica conseguenza comporta la responsabilità della stessa società…”.

    Eppure queste vicende in Telecom Italia venivano ampiamente discusse e dibattute (v. documento “note riservate e approfondimenti Telecom Italia Sparkle” qui allegato e riprodotto).

    Per salvarsi in corner i vertici di Telecom ora stanno prendendo le distanze da sti loschi figuri. Stefano Mazzitelli, nome che fa rima con Bonelli con tutta probabilità dovrà mettere mano al portafogli per risarcire Telecom per le marachelle (l’ avvocato Franco Bonelli è il consulente/amico di Bernabè che avrà il compito di quantificare la mazzata da far cadere sulla capoccia di Mazzitelli). Stessa sorte toccherà a Ruggiero e Luciani.

    Luca Luciani, fine oratore, diventò una celebrità grazie ad una storica (e cliccatissima su Youtube) convention Telecom. Nei panni d’un irresistibile motivatore, s’esibì in un monologo surclassando in bravura e classe Bip Bip Ballerina, Bruno Liegi Bastonliegi e Maccio Capatonda.: “Questo è il messaggio a cui tengo molto. Perché ho la faccia incazzata? Ho la faccia incazzata perché respiro sfiducia. Respiro area di aspettativa. Respiro quelle facce da senso critico come quando uno vede una partita di pallone, uno non ce la fa e tutti sono professori. Perché? Perché la gente legge i giornali, vede il titolo, si rimbalza, si crea dei grandi film, che sono tutte cazzate. Oggi non parlo di Alessandro, parlo di Napoleone. Napoleone a Waterloo, una pianura in Belgio, fece il suo capolavoro. Tutti lo davano per fatto. Per cotto. Per la supremazia degli avversari, ch’aveva 5 grandissime nazioni contro. Delle forze in campo. Però strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza. Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo. Allora le facce scettiche, le facce di, non servono ad un cazzo. Questa è una delle aziende più belle che esiste al mondo. E allora forte di questa convinzione noi dobbiamo dimostrare che questo è un fatto. Piangersi addosso non serve assolutamente a gnente. E come nel momento duro, dagli spali la gente ti disce … eh la squadra non gira, non corrono, bene. Correte di più, stringete i denti. Prova di carattere. E allora dagli spalti vi applaudiranno. Perché voi andrete e segnerete. Come fece Napoletone a Waterloo”.
    Grande Napoletone. E Luciani è un gran SIMpaticone.
    Clap, clap, clap, clap,
    ————————-
    Video Luca Luciani:
    http://www.youtube.com/watch?v=3T-z2V9xhgo&feature=player_embedded

    Doc. pdf.: “Memo_Riservato_Telecom_Sparkle_2007”
    http://piemonte.indymedia.org/attachments/mar2011/memo_riservato_telecom_sparkle_2007.pdf
    ————————

    Articoli più o meno correlati:

    – “Telecom/Fastweb: dai cellulari al cellulare”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/7736

    – “Dossier illegali Telecom: Tronchetti Provera sapeva”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/9242

    – “Sentenza CIR- MONDADORI – Il boomerang di Roppo”
    http://piemonte.indymedia.org/article/6030

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