Aborto, in Usa ci sono “stupri” e stupri !

Eliminato il termine “forzato” dal testo di un progetto di legge promosso dal GOP, che prevede restrizioni più rigide in fatto di interruzione della gravidanza

La proposta di legge nasce affinché le cliniche che praticano aborti non siano sovvenzionate con i sussidi dei contribuenti. Con lo scopo di ridurre al massimo i sussidi in caso di aborto, il Partito Repubblicano aveva limitato gli aiuti finanziari solamente ad alcuni casi particolari di violenza, tra cui l’incesto e il cosiddetto stupro “forzato”.  La limitazione ha suscitato varie polemiche negli Stati Uniti e sono nati dibattiti riguardo alla definizione di stupro. Difatti, come dichiara Cecile Richardsm, Presidente del Fondo per l’Azione “Planned Parenthood” – una sorta di consultorio – molte donne stuprate non sono in grado di provare la violenza forzata, essendo spesso drogate, incoscienti o disabili. In questo modo, solo le donne cui viene legalmente riconosciuto di aver subito uno stupro forzato, avrebbero diritto ai sussidi federali. Qualche giorno fa la rappresentante Repubblicana Michele Bachman, nonché una dei promotori del nuovo disegno di legge, aveva proposto di togliere i fondi statali a “Planned Parenthood”, dichiarando che non solo questo avrebbe fatto risparmiare ai cittadini ben 630 milioni di dollari, ma che questa sarebbe la cosa moralmente più giusta da fare.

LA RETROMARCIA – In seguito alle proteste sia da parte di associazioni femminili, che da parte di alcuni avvocati, la legge è stata modificata lo scorso giovedì, eliminando dal testo la parola “forzato”. Anche un assistente del Partito Repubblicano aveva precedentemente dichiarato: “Questa rimozione (dell’aggettivo) sarebbe una buona idea. Dall’ultima volta che ho controllato, lo stupro, per definizione, è non-consensuale”. La legge, proposta dal rappresentante Repubblicano del New Jersey Chris Smith, era stata approvata lo scorso gennaio come parte integrante dell’Hyde Amendment, un provvedimento legislativo nato per evitare l’utilizzo dei fondi riguardanti i servizi di assistenza sanitaria che prevedono la copertura totale attraverso programmi come Medicare e Medicaid, nei confronti delle donne con un basso reddito, in caso di aborto. Nasce nel 1976, in risposta all’approvazione della legge sull’aborto del 1973 e non si tratta di una legge fissa. Piuttosto è una clausola che viene allegata alle leggi sugli stanziamenti annuali ed è soggetta a variazioni. La proposta di legge deve essere approvata dalla Casa dei Rappresentanti, di maggioranza Repubblicana, il cui compito principale è proprio quello di approvare le leggi federali. Ad ogni modo, la legge poi dovrà essere approvata anche al Senato e poi dallo stesso Presidente degli Stati Uniti.

OBAMA E L’ABORTO –
Nel luglio del 2007, il Senatore della Pensylvania William Casey –antiabortista – che si era occupato intensamente della campagna elettorale a favore di Obama, aveva ricevuto ondate di lettere da parte di attivisti pro-vita, per chiedere di non firmare l’Atto per la libertà di scelta, che avrebbe reso l’aborto legittimo per leggi federali. Di tutta risposta, il giornale statunitense “Politico” riporta che il Presidente degli Stati Uniti aveva dichiarato al “Planned Parenthood”: “La prima cosa che farei da Presidente, sarebbe firmare l’Atto”.

ATTIVISTI –
Il giornale continua, asserendo che Obama è uno dei Presidenti maggiormente contrastati dagli attivisti antiaborto. Il reverendo Frank S. Page, ex Presidente dell’Assemblea Battista del Sud, dichiara nell’aprile 2009:

“Il Presidente Obama sta perdendo consensi tra molti che lo sostenevano in un primo momento, ma che si sono indispettiti molto per i suoi atteggiamenti nei confronti della questione pro-vita”.

Infatti, subito dopo aver ottenuto il mandato, Obama ha promosso una serie d’iniziative a favore dell’aborto, tra cui diminuire le restrizioni legate ai fondi da destinare ai gruppi di pianificazione familiare all’estero, si è mosso per far abrogare la legge di Bush sull’obiezione di coscienza per il professionale medico e favorito la ricerca basata sulle cellule staminali. In seguito però, la Casa Bianca ha fatto un passo indietro, per raccogliere consensi, dichiarando che Obama avrebbe tentato di favorire le adozioni e ridurre i casi in cui ci sarebbe stata necessità di ricorrere all’aborto. A novembre 2009 Obama guadagna il voto dei Cattolici e ottiene più voti tra i Protestanti di quanti ne ottenne il Democratico John Kerry nel 2004. Il 21 marzo 2010 Obama ha approvato e firmato in diretta tv la riforma di legge sull’assistenza sanitaria, approvando anche, a porte chiuse qualche giorno dopo, la clausola che escludeva l’aborto dai finanziamenti statali e che in pratica applicava l’Hyde Amendment in tutto e per tutto.

OBAMA APPROVA? – Questo significa che non è da escludere la possibilità che Obama approvi anche queste nuove restrizioni in fatto di aborto, per guadagnare consensi. La notizia del cambio del testo della legge ha suscitato talmente tanto scalpore che anche in un noto programma satirico statunitense, “The Daily Show with Jon Stewart”,  l’attrice comica Kristen Schaal ha dichiarato:

“ Proponendo questa legge, i Repubblicani hanno finalmente tappato un buco nel nostro sistema di assistenza sanitaria. Sareste sorpresi da quanti drogati, minorenni o donne mentalmente handicappate giocano con il sistema. Mi dispiace, signore, i tempi dell’aborto a scrocco sono finiti!”

Marta Caldara

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