Dodici chili di cocaina a casa della favorita del premier !!!

Ramirez Della Rosa, compagno di Marysthell Polanco, nascondeva droga nella cantina di via dell’Olgettina.

Spuntano ben dodici chili e 412 grammi di cocaina, una quantità da grosso narcotrafficante, nella cantina di via dell’Olgettina, portati da un’automobile di proprietà di Nicole Minetti. Il Rubygate, se possibile, si ingrossa sempre di più e finisce per peggiorare considerevolmente, soprattutto agli occhi dell’opinione pubblica, la situazione del premier.

IL SEQUESTRO – Protagonista del sequestro è Ramirez della Rosa, compagno di Marysthell Polanco, e il sequestro risale allo scorso agosto. Ne parla Liana Milella in un articolo per Repubblica:

Quasi tre chili a Milano Due.

All’Olgettina, al numero 65. Nella cantina dell’appartamento abitato da Marysthell, una delle ragazze che partecipavano alle feste di Arcore, e la cui casa era nel libro paga del premier. Il resto in un altro appartamento a via Portalupi sempre di Ramirez, che viene arrestato in quei giorni. E si scopre che viaggiava sull’auto di Nicole Minetti. Il consigliere regionale s’arrabbia con un’amica, «è una cosa pesante, ma com’è possibile», e pensa di denunciare il furto della macchina, evidentemente temendo le conseguenze e un possibile scandalo.

Il sequestro – risalente al 3 agosto scorso – appare disconnesso dall’affare Ruby, ma le implicazioni per Nicole ci sono:

Nessuna misura tocca la Polanco, nonostante la cantina risulti proprio quella della sua abitazione. Per certo lei diventa oggetto di una dura polemica della Minetti, coinvolta nell’affaire perché Della Rosa stava usando la sua vettura, una mini Cooper verde. Ce n’è traccia nelle telefonate della stessa Minetti che, ad agosto, era in vacanza al mare alla Seichelles. Con un’amica si sfoga al telefono: «Questi sono scemi, guarda in che guaio mi trovo. E Berlusconi e Mora non si prendono a cuore la faccenda». Una considerazione che suscita interrogativi. Perché loro dovrebbero occuparsi di questo sequestro di droga? E come mai proprio la sua vettura era finita nelle mani di Ramirez? Lei insiste: «Questa è una cosa molto pesante». E pensa di cavarsi d’impaccio e di allontanare i possibili sospetti denunciando il furto della macchina

IL RUOLO DI MARYSTHELL – E comunque la circostanza serve a spiegare sempre di più il ruolo di Marysthell Polanco, tanto potente da rivolgersi al prefetto in persona per un affare misterioso:

A dicembre, sul cellulare della Polanco, arriva una chiamata dal centralino di palazzo Grazioli. Una persona le dice: «Le dovevamo far sapere di quell’appuntamento con il prefetto Lombardi…». E le dettano il numero della segreteria privata del rappresentante del Viminale a Milano. Marysthell si attiva subito. Chiama la prefettura. Parla con la segretaria personale di Lombardi. Che le chiede chi le abbia dato il numero. Lei non esita e parla del premier. La segretaria insiste per sapere di che si tratta. La Polanco si trincera nel più stretto riserbo e dice: «È una questione privata di cui devo parlare solo con lui». La segretaria passa Lombardi alla Polanco. Lei gli dice subito: «Io la chiamo a nome del presidente del Consiglio». Lui fissa l’incontro e le dice che può entrare con l’auto nel palazzo. I due si parlano per ben sette volte, ma Lombardi ammetterà che «ha guardato quella cosa ma è complicato perché ci vogliono dieci anni». Lei si vanta con un’amica: «Ho appuntamento con un pezzo grosso, solo lui mi può sistemare questa cosa».

Così erano autorizzate a muoversi le ragazze di Arcore.

Alessandro D’Amato

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