Emilio Fede riesce a mentire persino su Ruby

Registrazioni e verbali sembrano non lasciare molto spazio all’immaginazione: il conduttore del Tg4 non poteva non conoscere la marocchina

Comincia male l’indagine per Emilio Fede. Nell’invito a comparire spiccato dalla procura di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi e trasmesso alla giunta per le autorizzazioni del Parlamento, emergono alcuni elementi che sembrano smentire piuttosto chiaramente la versione propugnata in questi giorni da Emilio Fede, che dice di non essere nemmeno a conoscenza dell’esistenza di una ragazza marocchina di nome Ruby.

VIENI AVANTI, RUBY – In un verbale di sommarie informazioni reso da Claudio Zagaw in data 17 dicembre 2010, relativa al concorso “Una ragazza per il cinema” svoltosi a Sant’Alessio Siculo (ME) dal 3 al 7 settembre del 2009, questo diceva:

Per quanto riguarda la presenza di tale ” Ruhy”, preciso che la stessa si è presentata la sera del 3 settembre, in ritardo rispetto all’arrivo delle altre ragazze. La ragazza sicuramente era accompagnata da qualcuno, ma non ricordo da
chi” “Non sono a conoscenza se la stessa divideva la camera con altre persone. Ricordo che si è presentata con un nome diverso da “Ruhy”, dichiarando di avere 15 anni di età”…. “Nel corso della premiazione, come detto avvenuta il 6 sera, il presidente della giuria signor Emilio Fede, prima di proclamare la vincitrice della selezione “di una ragazza per il cinema 2009″, mentre tutte le partecipanti al concorso erano sul palco adibito alla sfilata, invitava spontaneamente la ragazza a
nome “Ruhy” a farsi avanti, poiché questi rimasto particolarmente colpito dalla sua storia personale narrata dalla stessa nel corso della selezione decideva di parteciparla al pubblico presente…. “

L’EMILIO COMMOSSO – Ma è lo stesso Fede, annota la polizia analizzando i filmati del concorso di bellezza, a dichiararsi “commosso” per la storia di “Ruby Heyek”, che si era presentata alla manifestazione come un’egiziana:

Sottolineo c’era una ragazza di 13 anni, se non sbaglio, egiziana, mi sono commosso, ho solidarizzato, ma non soltanto a parole perché poi bisogna seguire con i fatti. Sta ragazza non ha più i suoi genitori, tenta una vìa, che cosa? Non è certamente quella della bellezza. E allora mi sono impegnato (fonetico ) e lo farò, senza bisogno di pubblicizzarlo […] …per aiutarla

Leonardo Bianchi

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