Parlamento d’oro: “Dieci leggi, cento milioni l’una”


Facile farsi due calcoli: li fa il Messaggero. Bilancio presentato (un miliardo di euro), diviso le leggi approvate dalle Camere in un anno (dieci), l’importo è presto fatto.

Che il Parlamento fosse ormai paralizzato, lo abbiamo scritto su queste pagine già ieri: approvate soltanto dieci leggi in un anno, con le Camere ridotte a sottoscrittori e convertitori di progetti di legge governativi, che, fra l’altro parlamento Parlamento doro: Dieci leggi, cento milioni luna non arrivano neanche più. Tutto fermo, in Parlamento, tutto fermo tranne i soldi: è il Messaggero, oggi, a farsi due calcoli. In realtà, molto facili.

PARALISI TOTALE – “Siccome il bilancio approvato all’inizio dell’anno”, scrive Mario Ajello, “dice che Montecitorio costa all’erario un miliardo di euro all’anno, vuol dire che ognuna di queste leggi – fra spese amministrative, stipendi per parlamentari ed impiegati, e soldi per far funzionare gli apparati elettronici di voto e via dicendo – è costata circa 100 milioni di euro”.
Il ragionamento non sembra fare una grinza, visto che il lavoro del Parlamento è appunto quello di far funzionare alla maggior velocità possibile il potere legislativo, se questi sono i soldi, e questi i risultati, c’è davvero di che pensar male. Anche perchè, alcune di queste leggi, hanno un destino incerto: Ajello lo sottolinea. Tanti soldi erano davvero un prezzo giusto, ad esempio, “per la legge sul legittimo impedimento che forse ora la Corte Costituzionale bloccherà?”.
Mentre altre di queste leggi, difficilmente potranno essere presentate come “successi dell’esecutivo”, visto che erano adempimenti imposti “dalla Costituzione o dall’Europa, come il rendiconto generale dell’amministrazione dello Stato o la legge comunitaria 2009″. Dunque, scrive il Messaggero, “la paralisi c’è”.

UNA BUONA OCCASIONE – “Anche perché”, continua il quotidiano della Capitale, “in un Parlamento nel quale su 190 proposte di legge approvate dall’inizio della legislatura soltanto 17 sono d’iniziativa parlamentare (lo 0,48 del totale), quattro sono d’iniziativa mista, mentre 169 le ha presentate il governo e ben 62 sono decreti legge, è da prima delle vacanze estive che non arriva più dalle stanze dell’esecutivo un decreto di qualsiasi tipo da mettere ai voti e da approvare”.
Che ci vanno a fare i deputati in aula? Nessuno ci andrebbe: però lo stipendio gli spetta di diritto. “Basterebbero questi dati per documentare lo stallo delle Camere. Ridotte alla nullafacenza – infatti ora Montecitorio chiude per due settimane – perchè un Parlamento ormai diventato, quando va bene, succursale di Palazzo Chigi”.
Tutto fermo, tutto bloccato, da quando “il governo Berlusconi emanò il suo ultimo decreto legge, riguardante la Tirrenia e l’energia. Da allora, più niente. Una situazione decisamente nuova, che spiega la sostanziale inattività delle Camere. Di cui fa testo, in maniera lampante, il calendario di questa settimana in corso. S’è lavorato, nell’Aula di Montecitorio, soltanto martedì scorso 2 ottobre. E per che cosa?
Per la protezione degli animali di compagnia”. E il presidente della Camera Gianfranco Fini sbotta: “A meno che il governo non presenti qualche decreto, c’è il rischio di una paralisi dell’attività della Camera!” Bene: ora l’occasione c’è. “Ieri, intanto”, conclude Ajello, “la conferenza dei capigruppo a Montecitorio ha stabilito un calendario di tutto rispetto, almeno sulla carta.

Il 22 novembre si discuterà la mozione Bersani sulla riforma del sistema fiscale, dal 23 novembre ci si occuperà della riforma dell’università, dal 29 del trasferimento della Consob da Roma a Milano e poi della legge di divieto di plastica mammaria per le minorenni.”

Staremo a vedere.

Be the first to comment on "Parlamento d’oro: “Dieci leggi, cento milioni l’una”"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Perché?

Protected by WP Anti Spam