A che gioco gioca Marchionne?



Perché aspettare il 2012 per l’introduzione dei nuovi modelli? Colpa del mercato debole, o mossa strategica in attesa dello spin off?

A che gioco gioca Marchionne?
I dealer italiani di Fiat sono davvero preoccupati per la notizie del ritardo nell’introduzione di nuovi modelli del gruppo sul mercato. Il motivo immediato sarebbe il rinvio di alcuni investimenti disposto da Marchionne nell’autunno 2008 a ragione della crisi. I prodotti interessati sono vitali per il gruppo: la nuova Panda, la Y10 e la nuova monovolume da produrre a Kragujevac in Serbia.

Tutto rinviato al 2012. Il timore dei dealer riguarda ovviamente la caduta dei loro fatturati falcidiati dalla crisi che si associa alla stanchezza di una gamma che ha obiettività necessità di essere rinnovata ed ampliata. Le motivazioni esposte da Marchionne, riguardano le prospettive del mercato: lui ritiene che in mercato flettente, presentare nuovo prodotto farebbe rischiare di bruciarlo per il cattivo timing di ingresso sul mercato. Altri costruttori stanno dando corso a strategie diverse presentando prima possibile le loro novità di prodotto. Quale sia la strategia vincente, come di consueto lo si verificherà alla fine ma che le decisioni di Marchionne, se davvero fossero queste, conterrebbero novevoli dosi di rischio. Innanzi tutto rischio di prodotto.
Una nuova auto è progettata, disegnata e costruita in un certo modo per entrare sul mercato ad una certa data.
I ritardi o un poco felice momento, potrebbero pregiudicare il successo di un prodotto anche valido.

MERCATO TROPPO DEBOLE – La seconda pesante ragione è che perdere quote di mercato, espone alla certezza di dover fare una improba e costosa fatica per riconquistarle. Marchionne però sembra essere convinto: “Launching new products in a market that is so structurally weak makes no sense. We are saving our ammunition for a recovery.” (Lanciare nuovi prodotti in un mercato tanto debole strutturalmente non ha senso. Stiamo risparmiando le munizioni per la ripresa). Alcuni analisti guardano con circospezione a queste politiche, osservando da un lato che i dealer sono preoccupati e delusi per il ritardo di nuova linfa prodotto, ma dall’altro si chiedono come questi ritardi e la quota di mercato flettente possano poi consentire al gruppo di raggiungere i suoi obiettivi di vendita di 2.400.000 auto in Europa nel 2014. Oltretutto, i livelli negli investimenti, contrariamente a quanto annunciato ad inizio anno, non si sono normalizzati, ma sono calati secondo voci ufficiose che troveranno conferma alla chiusura dei conti del 2010. Quel che è certo è che i risultati del 3° trimestre presentati il 21 ottobre lasciano ben sperare e, addirittura, compare un utile operativo per l’auto generato probabilmente dell’ottimo andamento dei veicoli commerciali di Fiat Professional ma trainato da buoni risultati nei truck (autocarri) e, soprattutto, delle macchine operatrici agricole ed industriali. Sono risultati positivi che hanno indotto a stimare un utile operativo per l’intero anno a circa 2 miliardi a fronte di una previsione iniziale di 1,1/1,2 miliardi.

E LO SPIN OFF E’ LI’ – Se dovessimo esprimere un’opinione, diremmo che Marchionne fa il filone. Lo scenario disegnatmarchionne500 A che gioco gioca Marchionne?o dal Piano 2010-2014 si sta realizzando e Chrysler non brucia cassa e non ne brucia neppure Fiat che, leggendo i risultati trimestrali, ha in pancia una discreta liquidità; ci sono in atto tensioni e trattative per fabbrica Italia dove Fiat ha disdettato l’accordo sull’orario di lavoro nell’impianto di Melfi perchè dal 1 Febbraio 2011 cambieranno modi e tempi di produzione con l’introduzione di ERGO-UAS e WCM che rappresenta uno dei passaggi chiave di Fabbrica Italia, evento che, associato al rilievo dato del rinvio di alcuni investimenti, potrebbe ben essere una spinta per portare a positiva conclusione la vertenza Pomigliano estendo ile nuove metriche produttive man mano agli altri impianti italiani. Ma soprattutto è alle viste lo spin-off. Che, ADESSO, è la priorità assoluta. Analisti ed investitori, a perfetta conoscenza di questi ed altri più particolareggiati elementi relativi al gruppo ed alle strategie, alla pubblicazione dei risultati trimestrali hanno fatto seguire rialzi nelle quotazioni e soprattutto rialzi nei target di prezzo fissati da molte istituzioni e merchant (in una forbice tra i 12,5 ed i 18 € per azione ci si dice)che riflettono una situazione finanziaria tutto sommato relativamente solida per entrambe le società derivanti dalla scissione. Lo spin off sarebbe in questa ipotesi l’elemento strategico dominante a questo punto della complessa partita che Marchionne sta giocando senza aver sbagliato un colpo almeno fino a questo momento.

SUPERARE L’EMPASSE – Detto questo, le accelerazioni sono sempre possibili: saremmo disposti ad accettare scommesse sull’uscita di almeno due dei tre modelli prima citati nel 2011, anzi ci spingiamo ad ipotizzare che saranno lanciate nel 2011 Y10 e monovolume dalla Serbia dal momento che l’impasse di Fabbrica Italia e soprattutto di Pomigliano da cui nasce nuova Panda, richiederà qualche tempo prima di essere in qualche modo superata.
O abbandonata.
Il limite è la fine dell’anno.

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