Per “Domenica in” a Terzigno c’è un solo colpevole: la gente !!!

Lodi sperticate al governo, pollice verso ai politici locali ed ai napoletani che non vogliono discariche e termovalorizzatori e non sanno fare la differenziata. Ecco un’altra occasione persa dalla cosiddetta “Tv di servizio”…

Terzigno fa audience.

Le immagini di questi giorni hanno dimostrato quanto lontano fossero i proclami e gli spot dalla realtà dei fatti. Chi ha raccontato pubblicamente di aver “risolto il problema”, di “fine dell’emergenza” e di “missione compiuta”, vede svelare in queste ore il suo tracotante bluff.

Troppo, evidentemente, per un governo in caduta libera di consensi – sia pure per altre vicende – che perciò deve ricorrere a ripari, presto anzi immediatamente. Se per il Tg1 chi manifesta a Terzigno contro la costruzione di una seconda discarica nel bel mezzo del Parco naturale del Vesuvio, è una sorta di “terrorista e provocatore”, per Domenica In, il contenitore domenicale che si contende alla concorrenza privata l’assopimento delle menti italiane “post-pranzo”, a Terzigno si “combatte per strada inutilmente” poiché – è questo l’assunto – si sbaglia obiettivo.

“Il governo ha fatto tutto quello che c’era da fare”. E’ intervenuto per tempo, ha tolto a tempi di record (e di spot) la spazzatura dalle strade, sono state aperte discariche ed ha realizzato un termovalorizzatore. Massimo Giletti sembra quasi chiedere ai napoletani cosa volete di più? Forse un po’ più di verità e di trasparenza, crediamo.

LA PAROLA GLI ESPERTI DI MONNEZZA – Nell’arena televisiva artatamente preparata va in onda lo show.

Ospiti l’immancabile Vittorio Sgarbi, il sociologo e professore Domenico De Masi, Il direttore de Il Mattino di Napoli Virman Cusenza, un dirigente dell’Asìa di Napoli che gestisce la raccolta dei rifiuti nel capoluogo campano e la stessa discarica di Terzigno, ed in collegamento remoto un dirigente di A2A, lo società bresciana che controlla l’inceneritore di Acerra.

Tutti a discutere dell’annoso problema.

Da contorno, poi, abitanti di Terzigno e di Santarcangelo Trimonte (cittadina del beneventano) che hanno inscenato in questi mesi proteste contro le loro rispettive discariche. Bastano poche battute della trasmissione per capire dove si vuole ad andare a parare. Il governo e la protezione civile ha fatto tutto quello che si poteva e doveva fare. Amen. Tutto il resto è responsabilità “loro” dei napoletani, dei loro politici che loro eleggono, del loro “non saper fare da soli” quello che ad altri – dicono nel salottino televisivo – riesce tranquillamente. Mentre Sgarbi, prova a dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, cercando di dire che le discariche non vanno fatte a Terzigno ma, da qualche parte, si dovrà pur mettere questa spazzatura, De Masi e Cusenza invocano più “termovalorizzatori per tutti”. De Masi spiega che un termovalorizzatore e meno pericoloso di una discarica, “lo affermano i dati scientifici”, dice. Mentre Cusenza se la prende con i tempi burocratici “dettati dalla politica locale” che impedisce di costruirli in fretta. Cusenza che si accalora molto sulla vicenda, specie contro il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino è anche il direttore di un giornale guarda caso edito da quello stesso Caltagirone, dell’omonimo gruppo immobiliare che, prima si è visto sbattere la porta in faccia dall’Ente comunale partenopeo per la “cementificazione di Bagnoli” e poi, sembra, abbia deciso di “scendere in campo” in prima persona per aggiudicarsi gli appalti per la costruzione degli altri tre inceneritori previsti nel piano regionale. Ma forse siamo solo noi ad essere troppo sospettosi…

DANNO I NUMERI E NON LI CAPISCONO – Dopo il filmato “di rito” sugli scontri e la solidarietà agli “agenti di Polizia e dei Carabinieri” fatti oggetto del lancio di pietre e di molotov da parte di “teppisti e antagonisti” che nulla hanno a che vedere – dicono – con “la gente perbene di Terzigno”, si prova a rispondere alla “domanda delle domande”? Perché a Napoli – e solo a Napoli, sembra sottolineare Giletti – la differenziata non funziona? Già perché? Colpa della Iervolino che non rispetta i patti, è l’assunto comune dell’ospitata. Già, infatti, entro il 2012 bisogna raggiungere quota 65% di raccolta differenziata dei rifiuti – quota imposta, oggi si capisce con poco realismo da Bertolaso&Co. due anni fa – mentre Napoli è ferma al 17%. Quasi 50 punti percentuali sotto. Peccato che il dirigente dell’Asìa, numeri alla mano – ed è l’unico a fornirli, quantomeno con cognizione di causa – spiega che tra le grandi città italiane del Mezzogiorno “Napoli è prima in valore assoluto ed in percentuale. E rispetto a Roma è solo un punto sotto”.

Massimo Giletti colto di sorpresa, ribatte nel modo più ovvio e più demagogico immaginabile.

“E allora perché c’è la spazzatura per strada”? Chissà, se si riferisce a quella stessa spazzatura che per mesi i napoletani vedevano ammucchiarsi sui marciapiedi – specie in periferia e provincia – e che il governo negava risolutamente? La risposta data dagli esperti in studio è la seguente.

La Campania produce due milioni e mezzo di tonnellate l’anno di rifiuti. Di questi 500.000 vengono riciclati e 600.000 dovrebbero (il condizionale e d’obbligo visto che funziona a scartamento ridotto e male) essere smaltiti nel termovalorizzatore di Acerra. Ed il resto? Il resto, ammettono a mezza bocca gli esperti della “monnezza” in studio – e per una volta nel silenzio di tutti – “deve!” andare in discarica.

Alla prime domande che ci vengono in mente, “Quali? Dove e perché?” – ma che nessuno osa fare in studio – Neppure uno osa o vuole risponde.

Così, si chiude l’ennesima trasmissione burla sulla vicenda.

L’importante, in realtà, era da una parte assolvere il governo – e molti avranno inteso, potete scommetterci – e dall’altra trovare un facile capro espiatorio – i napoletani e i loro amministratori – magari raccontanodo un po’ di balle anzi, di eco-balle tanto per passare il primo pomeriggio.

Questa è la “tv di servizio”, bellezza.

Dove più del telecomando può solo sciacquone.

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